PFAS: addio ai “contaminanti perenni”. L’Europa prepara la stretta definitiva

I comitati scientifici dell’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche confermano la pericolosità dei perfluoroalchili: l’obiettivo è la messa al bando totale, ma restano sul tavolo deroghe strategiche per sanità e tecnologia.
L’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA), attraverso due suoi comitati, ha preso una posizione netta che, per quanto in parte non ancora definitiva, sarà molto difficile ignorare: i perfluoroalchili o PFAS sono dannosi per l’ambiente e per la salute, e ne andrebbero quindi vietati la produzione, la vendita e l’utilizzo, sia pure concedendo qualche deroga in ambiti specifici come quello sanitario o quelli dei semiconduttori per le auto elettriche, in attesa che arrivino sul mercato alternative valide oggi assenti.
I due comitati, ovvero quello di valutazione del rischio (RAC) e quello di analisi socioeconomica (SEAC) hanno espresso la loro opinione affrontando rispettivamente l’ambito legato alla sicurezza e quello che tiene in considerazione gli aspetti industriali e socioeconomici di decisioni di questo tipo, giungendo a conclusioni analoghe, anche se il parere del SEAC è stato meno rigido e ha sottolineato la necessità di una proporzionalità di qualunque iniziativa, per evitare crisi improvvise.
Il documento è la risposta dovuta a un’iniziativa lanciata nel 2023 da Germania, Danimarca, Norvegia e Svezia. Insieme, questi paesi avevano chiesto una restrizione con l’obbiettivo di abbassare drasticamente il rilascio di PFAS nell’ambiente, rendendolo più sicuro per tutti. La richiesta ha chiamato in causa l’ECHA, anche se la decisione spetterà alla Commissione che, tenendo conto delle versioni definitive dei documenti appena resi noti, dovrà esprimersi, per poi passare l’ultima parola al comitato REACH, composto da rappresentanti degli stati membri.
Il RAC
Sui rischi associati gli PFAS, emersi con forza crescente da studi effettuati in tutto il mondo negli ultimi anni e derivanti dalla natura di queste sostanze non a caso definite anche “contaminanti perenni”, il RAC ha ricordato che gli PFAS sono responsabili di un aumento significativo di rischi di alcuni tumori, obesità, patologie epatiche e tiroidee e di danni allo sviluppo fetale, e che le norme in vigore attualmente non sono sufficienti a tutelare la salute dei cittadini europei. Il presidente del RAC Roberto Scazzola ha sottolineato: “Il parere (in questo caso definitivo) del RAC e le prove scientifiche dimostrano chiaramente che le sostanze PFAS possono comportare rischi per le persone e per l’ambiente se non adeguatamente controllate.
Fonte: ilfattoalimentare.it
