Sorice: i traguardi della veterinaria nel campo dell’AMR
Si è tenuto il 9 luglio a Roma l’importante convegno nazionale organizzato dalla SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) interamente dedicato all’AMR (Antimicrobico-resistenza), una delle sfide sanitarie globali più urgenti del nostro tempo. Al centro del dibattito, che ha riunito istituzioni, infettivologi ed esperti del settore, la necessità di consolidare una governance efficace e un approccio autenticamente One Health per contrastare la diffusione dei germi multiresistenti.
Tra gli interventi della giornata spazio ancjìhe per la medicina veterinaria, fondamentale nell’approccio integrato nella lotta all’AMR. In questo contesto, l’intervento di Antonio Sorice, Presidente della Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva e Direttore del Dipartimento Veterinario ATS Bergamo, che ha tracciato il bilancio dei risultati raggiunti in ambito veterinario rispetto agli stringenti obiettivi fissati dal PNCAR (Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza).
Il successo della veterinaria italiana: target PNCAR superati
Nel corso del suo intervento, Sorice ha evidenziato come il comparto veterinario italiano ha raggiunto risutati importanti grazie a un trend strutturale e consolidato di riduzione del consumo di molecole antibiotiche negli allevamenti e negli animali da compagnia, sia in termini quantitativi che in termini qualitativi.
I dati presentati confermano il sostanziale raggiungimento – e in molti casi il superamento – dei target di riduzione delle vendite di antimicrobici fissati dal PNCAR. Questo traguardo non è frutto del caso, ma di un radicale cambio di paradigma nella gestione degli animali da reddito e da affezione, trainato da una categoria professionale che ha saputo anticipare le sfide della transizione ecologica e sanitaria.
Le azioni messe in campo
Sorice ha declinato con precisione la combinazione di strategie e strumenti digitali che ha permesso di tagliare questi traguardi:
- Digitalizzazione e tracciabilità totale: L’introduzione e il pieno regime della Ricetta Elettronica Veterinaria (REV) e del sistema di monitoraggio ClassyFarm. Questi strumenti hanno standardizzato la raccolta dei dati e permesso una fotografia in tempo reale dei consumi reali e dei livelli di biosicurezza di ogni singola azienda zootecnica.
- Abbandono dell’uso profilattico: L’applicazione rigorosa dei nuovi regolamenti europei che vietano l’uso routinario e preventivo degli antibiotici (profilassi), limitando i trattamenti di gruppo (metafilassi) solo a casi strettamente necessari e documentati.
- Preservazione delle molecole critiche (CIA): Una drastica limitazione all’uso degli antibiotici di fondamentale importanza per la medicina umana (i cosiddetti Critically Important Antimicrobials), preservandone l’efficacia per le terapie salvavita negli ospedali.
- Prevenzione e Biosicurezza: L’investimento massiccio nel miglioramento del benessere animale, delle tecniche di management aziendale e dei piani vaccinali, riducendo alla radice la necessità stessa di ricorrere alla terapia antibiotica.
SIMIT: “Urgente una sinergia totale tra medicina umana e veterinaria”
Il convegno si è concluso con l’appello unanime a superare definitivamente gli steccati disciplinari: la sorveglianza integrata dei patogeni resistenti nell’uomo, negli animali e nell’ambiente è l’unica via per affrintare quella che viene definita la “nuova pandemia” attraverso un vero modello one health.
