OMS: epidemia di Ebola in Congo e in Uganda un’Emergenza di Sanità Pubblica di Rilevanza Internazionale
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato ufficialmente la crescente epidemia di Ebola nella RDC (Repubblica Democratica del Congo) e in Uganda un’Emergenza di Sanità Pubblica di Rilevanza Internazionale (PHEIC).
Causata dal raro virus Bundibugyo, gli esperti di malattie infettive avvertono che questa epidemia si è probabilmente diffusa inosservata per mesi. Il virus Bundibugyo appartiene al genere Orthorechovirus nella famiglia Filoviridae. Finora sono state identificate 6 specie di Orthorechovirus, di cui 3 sono note per causare grandi epidemie: il virus Ebola, il virus Sudan e il virus Bundibugyo.
I pipistrelli della frutta ne sono gli ospiti naturali. Gli esseri umani contraggono inizialmente il virus attraverso il contatto con i fluidi corporei o gli organi di animali selvatici infetti e persone infette oppure con un cadavere e tramite il contatto con superfici contaminate). Una persona è contagiosa solo dopo la comparsa dei sintomi.
La reale portata dell’epidemia è probabilmente molto più ampia degli attuali oltre 330 casi sospetti e più di 80 decessi sospetti. Il virus è altamente attivo in contesti clinici e ha già oltrepassato i confini raggiungendo Kampala, in Uganda, attraverso popolazioni altamente mobili.
Una tempesta perfetta di complicazioni:
– La maggior parte dei test rapidi sul campo è progettata per il comune ceppo Zaire, ostacolando gravemente il rilevamento del Bundibugyo.
– Le contemporanee epidemie regionali di morbillo, mpox e malaria stanno camuffando il lungo periodo di incubazione del virus (2-21 giorni).
– Il conflitto armato e gli spostamenti di massa nella provincia dell’Ituri, nella RDC, stanno accelerando la trasmissione, bloccando gravemente al contempo l’accesso alle cure mediche.
Il Bundibugyo ha un tasso di letalità che va dal 25% al 50% ed è stato documentato solo due volte in precedenza. A differenza del ceppo Zaire dell’Ebola, al momento non esistono vaccini approvati per il virus Bundibugyo, il che rende fondamentali un contenimento immediato e le attività di Ricerca e Sviluppo (R&S).
Le principali Raccomandazioni dell’OMS per la RDC e i Paesi confinanti:
Per arginare la diffusione, l’OMS consiglia urgentemente alle nazioni colpite e a rischio di attuare le seguenti misure:
Rafforzare la Sorveglianza e la Diagnostica: implementare rapidamente laboratori mobili e reti di sorveglianza attiva delle malattie (soprattutto nei punti di ingresso ufficiali e informali) per identificare precocemente i casi.
Proteggere i sistemi sanitari: condurre valutazioni immediate di Prevenzione e Controllo delle Infezioni (IPC) e fornire le scorte fondamentali per proteggere gli operatori sanitari in prima linea.
Attivare una risposta rapida: creare centri di trattamento sicuri, impiegare squadre pronte all’intervento rapido ed eseguire rigorosamente i protocolli di tracciamento dei contatti e di isolamento.
Coinvolgere la comunità locale: collaborare con i leader locali e religiosi per creare fiducia, educare le popolazioni sui rischi di trasmissione e garantire pratiche di sepoltura sicure.
Mantenere i confini aperti: l’OMS sconsiglia vivamente le restrizioni ai viaggi e ai commerci internazionali, poiché la chiusura delle frontiere interrompe gravemente il flusso di forniture mediche, aiuti umanitari e personale di emergenza.
Maurizio Ferri, responsabile scientifico SIMeVeP e Dirigente Veterinario ASL Pescara
