Zootecnia europea: da problema a risorsa strategica per il 2050

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Negli ultimi anni il settore zootecnico europeo è diventato uno dei principali campi di battaglia del dibattito pubblico: ambiente, salute, economia, benessere animale e sicurezza alimentare sono sempre più interconnessi in modi complessi. In questo contesto la commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha approvato un documento (2025/2053 INI) su come garantire un futuro sostenibile al settore zootecnico nell’UE delineando sia la situazione attuale sia, soprattutto, l’orientamento politico che l’Unione dovrebbe adottare. Come si legge in un articolo su Meat the facts, piattaforma di comunicazione che aggrega le principali organizzazioni della filiera zootecnica europea per fornire dati e approfondimenti scientifici sul settore, i temi chiave includono il ruolo del bestiame nella sicurezza alimentare, la redditività e la sopravvivenza degli allevatori, la gestione delle malattie animali, le pressioni ambientali e normative e la crisi strutturale che affligge l’agricoltura europea. Analizziamoli più da vicino.
Zootecnia e ambiente: problema o opportunità?
Da un lato il documento riconosce chiaramente che l’allevamento contribuisce alle emissioni e deve quindi evolversi e migliorare. Dall’altro, evidenzia anche il ruolo positivo che il settore può svolgere se gestito correttamente. I sistemi basati sul pascolo, ad esempio, possono aiutare a sequestrare il carbonio nei suoli; l’allevamento può aiutare a mantenere la biodiversità e preservare paesaggi che altrimenti potrebbero essere abbandonati; il letame è una risorsa preziosa che può sostituire parzialmente i fertilizzanti chimici; e c’è anche il potenziale per generare energia rinnovabile attraverso il biogas. Il messaggio – in generale – è chiaro: la zootecnia non è solo un problema ambientale; può anche essere parte della soluzione, purché sia gestita in modo sostenibile e responsabile.
Il valore nutrizionale di latte, carne e uova
Un altro aspetto chiave del documento riguarda il ruolo degli alimenti di origine animale nella dieta. Il Parlamento Europeo sottolinea che prodotti come carne, latte e uova hanno ancora un valore nutrizionale significativo: forniscono proteine di alta qualità e apportano vitamine e minerali che sono spesso più difficili da ottenere in quantità adeguate solo da fonti vegetali. Ciò diventa particolarmente importante durante alcune fasi della vita, come l’infanzia, la gravidanza e la vecchiaia, quando i bisogni nutrizionali sono più sensibili. Allo stesso tempo, il documento invoca un approccio rigoroso e basato sull’evidenza. Critica la diffusione di narrazioni eccessivamente semplificate e non supportate da solidi dati scientifici, in particolare quando i prodotti alternativi vengono presentati come sostituti perfetti degli alimenti di origine animale. Ciò non significa respingere diversi modelli dietetici, ma piuttosto sottolineare che le politiche alimentari dovrebbero basarsi su prove scientifiche affidabili ed evitare pregiudizi ideologici.
Fonte: mangimiealimenti.it
