Lupo rinvenuto morto nelle Foreste Casentinesi: confermata la presenza di Trichinella britovi
Lunedì 8 giugno 2026 è pervenuta presso la sede di Arezzo dell’IZS Lazio e Toscana la carcassa di un lupo rinvenuto morto all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (coordinate geografiche: Lat. 43.81568 – Lon. 11.74357). Sulla carcassa, in avanzato stato di decomposizione, sono stati effettuati l’esame anatomo-patologico e le indagini per la ricerca di Trichinella. Il lupo è risultato positivo alla presenza di larve di Trichinella e i campioni sono stati inviati al Laboratorio di Riferimento dell’Unione Europea per i Parassiti (EURLP – European Union Reference Laboratory for Parasites), presso l’Istituto Superiore di Sanità, per la conferma diagnostica e la tipizzazione della specie parassitaria.
Il referto dell’Istituto Superiore di Sanità ha confermato la positività e identificato la specie: si tratta di *Trichinella britovi*, la stessa già isolata dalla sezione di Arezzo dell’Istituto nel 2021 in una lupa rinvenuta morta nel comune di Subbiano. Il riscontro conferma quindi la presenza della specie endemica in Italia nella fauna selvatica del territorio.
Il ritrovamento si inserisce nell’attività di sorveglianza nazionale sui lupi rinvenuti morti, coordinata attraverso il portale Dead Wolf Tracker (deadwolftracker.izslt.it), sviluppato dall’IZSLT su mandato del Ministero della Salute e alimentato dalla rete dei dieci Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Ogni istituto registra i casi del proprio territorio — luogo di ritrovamento, causa del decesso, identificazione molecolare — contribuendo a una banca dati nazionale che consente di leggere il fenomeno nelle sue dimensioni spaziali e temporali.
In questo quadro il lupo svolge il ruolo di specie sentinella, e il riscontro di Trichinella nella fauna selvatica costituisce un indicatore epidemiologico di rilievo, non il semplice dato di un singolo decesso. La tipizzazione della specie — eseguita sulle larve isolate tramite digestione artificiale dei campioni muscolari e successiva identificazione molecolare presso l’EURLP — è perciò un passaggio decisivo: consente di distinguere la specie endemica da specie meno comuni e di cogliere eventuali variazioni del quadro epidemiologico. Ne è un esempio quanto emerso nel 2024, quando in un lupo della provincia di Rieti l’identificazione molecolare aveva rivelato un’infestazione mista da *Trichinella britovi* e *Trichinella spiralis* — prima segnalazione di *T. spiralis* nella fauna selvatica del Centro Italia, specie più frequentemente associata a casi di malattia nell’uomo in Europa e responsabile di forme più gravi. Nel caso del lupo delle Foreste Casentinesi l’analisi ha invece confermato la presenza della sola specie endemica.
Fonte: IZS Lazio e Toscana
