Accordo pandemico. Proseguono i negoziati Oms sulla condivisione dei patogeni: “La prossima pandemia non aspetta”
Gli Stati membri dell’Oms hanno proseguito i negoziati sull’allegato PABS (Pathogen Access and Benefit Sharing), parte centrale dell’Accordo pandemico, per garantire una condivisione rapida ed equa di agenti patogeni e benefici. Pur con progressi significativi, rimangono divergenze da risolvere.
Gli Stati membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno compiuto progressi nei negoziati sull’allegato PABS (Pathogen Access and Benefit Sharing), una componente centrale dell’Accordo pandemico, concordando sulla necessità di proseguire le discussioni per finalizzare un quadro che supporti una risposta più rapida, efficace ed equa alle future pandemie.
La settima riunione del gruppo di lavoro intergovernativo (IGWG) sull’Accordo pandemico si è conclusa venerdì scorso a Ginevra. Dopo due settimane di negoziati, i Paesi hanno ribadito il loro impegno a sviluppare un sistema PABS che consenta la condivisione rapida di agenti patogeni con potenziale pandemico, garantendo al contempo una ripartizione equa dei benefici derivanti dal loro utilizzo, tra cui vaccini, diagnostica e terapie.
Durante la riunione, gli Stati membri hanno ulteriormente snellito il testo della bozza, proseguendo le consultazioni sulle questioni più complesse per avvicinarsi al consenso. Le discussioni si sono concentrate su diversi elementi interconnessi del sistema PABS, tra cui:
- gli accordi contrattuali che sostengono il quadro;
- la struttura delle reti di laboratorio responsabili della condivisione e della gestione degli agenti patogeni con potenziale pandemico e delle loro informazioni genetiche;
- la definizione dei benefici derivanti dalla condivisione dei patogeni.
“Apprezzo l’impegno continuo degli Stati membri per il multilateralismo, il dialogo e la ricerca di un terreno comune – ha dichiarato il Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’Oms -. Sebbene rimangano differenze, queste possono essere colmate se manteniamo il nostro obiettivo comune: un mondo in cui agenti patogeni e informazioni scientifiche sono condivisi rapidamente, e i benefici che generano sono distribuiti in modo equo. Il compito è vitale e urgente. La prossima pandemia non aspetterà. E nemmeno noi dovremmo farlo”.
Fonte: quotidiaanosanita.it
