Le specie invasive non rubano solo spazio: cambiano gli ecosistemi
Le specie invasive non entrano in un ambiente soltanto per occupare una nicchia o competere con le specie autoctone. Le più pericolose fanno molto di più: cambiano le regole del sistema. Alterano la struttura degli habitat, modificano la qualità dell’acqua, spostano gli equilibri tra le comunità viventi e, nel tempo, possono trasformare il funzionamento stesso di un ecosistema. È questo il punto più interessante del nuovo studio internazionale che ha portato alla nascita di EEICAT, un quadro di valutazione pensato per leggere gli impatti delle invasioni biologiche in modo più ampio, più realistico e, soprattutto, più utile per chi poi quei problemi deve affrontarli sul piano concreto.
Per anni la valutazione delle specie invasive si è concentrata soprattutto sugli effetti diretti sulle specie native: diminuzione delle popolazioni, regressione, in certi casi estinzione locale. È un approccio importante, ma parziale. Perché nel frattempo molte specie aliene continuano a fare danni che non si vedono subito nelle statistiche di una singola popolazione, ma che finiscono per indebolire tutto l’ambiente. È qui che EEICAT segna un cambio di passo. Il nuovo strumento amplia il sistema finora più utilizzato e prova a misurare anche ciò che spesso resta fuori dalle valutazioni tradizionali: i cambiamenti nel comportamento e nella salute degli organismi, la riorganizzazione delle comunità biologiche, l’alterazione dei processi ecosistemici e perfino delle componenti abiotiche, come la qualità dell’acqua o altri fattori ambientali che condizionano la vita degli organismi.
Il valore di questa impostazione sta proprio nel fatto che non si limita a chiedere se una specie invasiva stia danneggiando un’altra specie. Chiede qualcosa di più scomodo e più profondo: che cosa sta cambiando nell’ecosistema dopo il suo arrivo? È una differenza sostanziale, perché obbliga a spostare lo sguardo dal danno immediato al danno strutturale. E il danno strutturale, in molti casi, è quello che pesa di più nel medio periodo.
Fonte: pesceinrete.it
