Salute animale 2026: la prevenzione come pilastro della sicurezza sanitaria globale
Nel corso del 2025 e dei primi mesi del 2026, il settore dell’allevamento ha dovuto affrontare sfide senza precedenti, alcune inattese, altre ampiamente prevedibili. Patologie storiche come l’afta epizootica hanno colpito nuove aree, mentre virus emergenti hanno varcato confini geografici e di specie, ricordandoci che la salute animale è intrinsecamente legata alla stabilità dei mercati e alla salute pubblica. Il report SOWAH26 sancisce che l’allevamento non può più essere considerato un settore isolato, poiché circa il 75% delle malattie infettive umane emergenti ha origine animale. La comprensione di queste dinamiche non è solo una questione tecnica, ma rappresenta una necessità pratica per proteggere il proprio capitale e garantire la continuità operativa in un mondo in cui i patogeni non riconoscono frontiere.
Prevenire è meglio che curare
Il concetto cardine che emerge dall’analisi della WOAH è il passaggio necessario da una gestione reattiva delle crisi a una cultura della prevenzione. Questo cambiamento di paradigma richiede il rafforzamento dei servizi veterinari nazionali, la prima linea di difesa contro le epidemie. Un elemento tecnico centrale del report è il percorso PVS (Performance of Veterinary Services), uno strumento di valutazione che permette ai Paesi di identificare le lacune nelle proprie capacità diagnostiche e di intervento. La salute del sistema dipende dalla biosicurezza aziendale e dalla capacità dei professionisti di agire tempestivamente. Il report spiega come il concetto di “One Health” debba essere declinato in azioni concrete: ogni euro investito nella salute degli animali domestici e selvatici riduce drasticamente i costi astronomici necessari a rispondere a una pandemia umana. La debolezza di un sistema veterinario in una regione remota può tradursi rapidamente in un blocco del commercio internazionale, colpendo direttamente la redditività degli allevamenti anche a migliaia di chilometri di distanza.
Il ritorno dell’afta
I dati aggiornati contenuti nel report chiariscono l’entità della situazione sanitaria globale. L’afta epizootica (FMD) rimane una minaccia critica e la patologia con il maggiore impatto economico nel mercato delle carni bovine: nel periodo considerato, il sierotipo SAT 1 è stato segnalato per la prima volta in territori insoliti come la Grecia e il Kuwait, indicando rotte di diffusione ancora poco chiare. Nel 2025, Brasile e Bolivia hanno ottenuto il riconoscimento ufficiale di territori “liberi da FMD senza vaccinazione“. Al contrario, paesi come Germania, Ungheria e Slovacchia hanno subito sospensioni temporanee del loro status a causa di nuove epidemie, evidenziando la fragilità del sistema anche in contesti controllati.
Fonte: ruminantia.it
