Resistenza antimicrobica e cambiamento climatico: “è urgente colmare il divario politico”
È tempo di colmare il divario politico tra cambiamento climatico e resistenza antimicrobica. Le due crisi planetarie sono infatti strettamente connesse, ma nonostante questo il cambiamento climatico non è ancora stato integrato nelle politiche esistenti sull’antimicrobicoresistenza (Amr).
A evidenziarlo un gruppo internazionale di esperti che in un articolo pubblicato su The Lancet Planetary Health, fa notare come il Piano d’azione globale (Global Action Plan, Gap) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sull’Amr del 2015 – un documento a livello globale, nazionale e subnazionale – non menzioni il cambiamento climatico.
Un’opportunità per colmare il gap
La conseguenza come spiegano gli esperti è che i 78 piani d’azione nazionali ufficiali redatti sulla base del Gap del 2015 trascurano l’impatto crescente del cambiamento climatico sulla resistenza antimicrobica e hanno in larga misura omesso i riferimenti all’ambiente.
“Ancora più preoccupante – sottolineano gli autori del documento – è la bozza zero del 2025 del nuovo Gap sull’Amr che menziona il cambiamento climatico solo brevemente e omette la fondamentale interconnessione tra la crisi dell’Amr e quella climatica. Sebbene questa omissione evidenzi il persistente divario politico tra Amr e cambiamento climatico, la revisione in corso del Gap dell’Oms rappresenta un’opportunità cruciale per colmare questa lacuna chiave nella salute globale”.
La connessione tra Amr e clima
Come spiegano gli esperti il cambiamento climatico favorisce l’Amr attraverso molteplici meccanismi interconnessi. In primo luogo, accelera l’evoluzione biologica della resistenza: l’aumento delle temperature incrementa i tassi di mutazione batterica, stabilizza i geni di resistenza ed espande le nicchie ecologiche. Le pressioni indotte dal clima su acquacoltura, agricoltura e allevamenti zootecnici aumentano inoltre i tassi di infezione, accrescendo il ricorso agli antimicrobici.
“Eventi meteorologici estremi, come alluvioni e siccità, favoriscono la disseminazione dei geni di resistenza, sia attraverso l’ambiente sia mediante migrazioni forzate di esseri umani o animali” continuano. “Nel complesso, il cambiamento climatico aumenta la pressione sui sistemi sanitari e sui medici, incrementando i tassi di prescrizione inappropriata di antimicrobici e promuovendo l’accelerazione della resistenza a valle”.
Fonte: Aboutpharma.com


