La prossima pandemia: il mondo è sull’orlo di una nuova crisi – a cura di Maurizio Ferri
A un decennio dall’epidemia di Ebola e a sei anni dalla catastrofe del COVID-19, l’evidenza è chiara e spietata: il mondo non è più al sicuro. È quanto si legge nel nuovo rapporto del Global Preparedness Monitoring Board (GPMB), un organismo indipendente di monitoraggio e controllo per garantire la preparazione alle crisi sanitarie globali, presentato il 18 maggio a margine della 79ª Assemblea Mondiale della Sanità, il massimo organo decisionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il titolo è emblematico “World on the Edge: Priorities for a Pandemic‑Resilient Future” e il monito è inequivocabile: il rischio di nuove pandemie sta superando di gran lunga gli investimenti in prevenzione.
Il rapporto analizza un decennio di emergenze sanitarie pubbliche di rilevanza internazionale (PHEIC), dall’Ebola in Africa occidentale al COVID-19 fino al virus del Mpox (vaiolo delle scimmie), valutandone l’impatto sui sistemi sanitari, sulle economie e sulle società. Sebbene nuove iniziative abbiano migliorato alcuni aspetti della preparazione, nel complesso gli sforzi compiuti vengono vanificati dagli effetti crescenti della frammentazione geopolitica, dei danni ecologici e dei viaggi internazionali, soprattutto perché gli aiuti allo sviluppo sono scesi a livelli che non si vedevano dal 2009.
La road map da seguire
L’enfasi, dunque, è sulla equità globale che registra un passo indietro se consideriamo che i vaccini per l’Mpox hanno impiegato quasi due anni per raggiungere i Paesi a basso reddito colpiti. A questo si aggiunge l’erosione della fiducia nella scienza e nelle istituzioni, alimentata da risposte spesso politicizzate. Per invertire questa rotta prima che sia troppo tardi, il GPMB (che concluderà il mandato nel 2026) ha individuato tre priorità concrete e non negoziabili che i legislatori devono adottare per invertire queste tendenze:
- Monitoraggio indipendente: istituire un meccanismo permanente e indipendente per tracciare l’evoluzione del rischio pandemico.
- Equità globale: promuovere un accesso equo a vaccini, test e cure salvavita portando a conclusione l’Accordo Pandemico. Senza una governance e delle garanzie efficaci si rischia di ridurre la sicurezza sanitaria e accelerare le disparità d’accesso che hanno caratterizzato il COVID-19. I dati dicono che un’equa distribuzione di farmaci durante la pandemia di COVID-19 avrebbe potuto prevenire 1,3 milioni di decessi e centinaia di milioni di infezioni.
- Risorse certe: garantire finanziamenti solidi e strutturali sia per la preparazione sanitaria sia per le cruciali attività di risposta del “Giorno Zero“. Nel rapporto si sottolinea anche il potenziale dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali per migliorare la preparazione ed il monitoraggio delle minacce pandemiche.
Come ha sottolineato Joy Phumaphi, co-presidente del GPMB, «la preparazione non è solo una sfida tecnica, è un test di leadership politica». Il rischio a breve termine è reale: per superare questo test, serve abbandonare le illusioni sovraniste e implementare subito le tre azioni vitali dettate dagli esperti. Il rapporto si conclude sottolineando che la leadership sarà messa alla prova quest’anno, mentre i governi lavorano per finalizzare l’Accordo dell’OMS sulla pandemia e per concordare una dichiarazione politica significativa delle Nazioni Unite sulla prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie.
Fonte: beesanitamagazine.it
