7 giugno – Giornata mondiale della sicurezza alimentare
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nell’anno 2018, ha adottato la risoluzione 73/250 che proclama il 7 giugno Giornata mondiale della sicurezza alimentare (WFSD), al fine di promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza del cibo sicuro e del suo impatto sulla salute pubblica e di ispirare azioni atte a prevenire, rilevare e gestire i rischi di origine alimentare.
Il tema della Giornata mondiale della sicurezza alimentare 2026 è il seguente “From burden to solutions – safe food everywhere”. “Dalla stima del problema o alle soluzioni: cibo sicuro ovunque”.
La campagna di quest’anno, guidata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), si concentra sulla traduzione dei dati globali sulle malattie di origine alimentare in azioni concrete e basate su prove scientifiche per proteggere la salute pubblica.
Le malattie di origine alimentare rappresentano ancor oggi la causa di un grave problema a livello globale, infatti, gli alimenti contaminati da batteri, parassiti, virus o sostanze chimiche (piombo, metilmercurio e arsenico inorganico) determinano almeno 200 patologie che incidono sulla salute, sui mezzi di sussistenza, sull’istruzione e sull’economia.
Le malattie di origine alimentare, seppure siano in gran parte prevenibili, determinano ogni anno, secondo la stima effettuata, 866 milioni di casi di malattie e circa 1,5 milioni di decessi, e dono i bambini quelli che pagano il prezzo più alto.
Anche se le ultime stime mostrano una riduzione complessiva del carico delle malattie alimentari rispetto all’inizio degli anni duemila deve essere sottolineato che i progressi non sono stati uniformi.
Le disuguaglianze geografiche restano profonde. L’Africa e le regioni del Sud-Est asiatico concentrano infatti quasi il 75% di tutte le malattie trasmesse dagli alimenti e circa il 60% dei decessi globali.
La combinazione di infrastrutture sanitarie fragili, la difficoltà d’accesso ad acqua potabile, i sistemi di controllo alimentare meno sviluppati e la conseguente maggiore esposizione a contaminazioni ambientali continua ad alimentare un carico di malattia molto elevato.
Con l’intendo di colmare le lacune informative, l’OMS ha lanciato il rapporto aggiornato sul carico globale e nazionale delle malattie di origine alimentare.
Questi strumenti mirano a fornire ai governi ed agli operatori del settore informazioni precise per orientare le politiche pubbliche, allocare le risorse di protezione e sviluppare interventi efficaci lungo tutta la filiera.
Garantire la sicurezza alimentare è una responsabilità condivisa che va dalle istituzioni fino al consumatore finale.
Le direttive internazionali continuano a promuovere l’applicazione delle 5 chiavi per alimenti più sicuri:
1. mantenere la pulizia;
2. separare crudo e cotto;
3. cuocere bene;
4. mantenere temperature adeguate;
5. usare acqua e materie prime sicure.
Sicurezza alimentare e approccio One Health
Secondo gli autori del rapporto, il problema è destinato a diventare ancora più complesso a causa di fattori emergenti. Tra questi:
a) cambiamenti climatici;
b) globalizzazione delle filiere alimentari;
c) pressione ambientale;
d) resistenza antimicrobica.
Per questo l’Oms richiama la necessità di un approccio One Health, che integri salute umana, salute animale, ambiente e sistemi agroalimentari
Attuazione pratica: Promuovere l’utilizzo dei testi del Codex Alimentarius e delle linee guida per le ispezioni basate sul rischio lungo l’intera filiera alimentare.
Cosa significa per i Professionisti Medici Veterinari.
Il rapporto evidenzia come la sicurezza alimentare non sia una responsabilità esclusiva delle autorità di controllo o dell’industria alimentare, ma richieda il contributo attivo di tutti i professionisti coinvolti nella tutela della salute pubblica. In questo contesto, il Medico Veterinario riveste un ruolo fondamentale.
L’attività veterinaria rappresenta infatti uno dei pilastri dell’approccio One Health, che riconosce l’interconnessione tra salute umana, salute animale e tutela dell’ambiente. Attraverso competenze multidisciplinari, i Medici Veterinari contribuiscono quotidianamente alla prevenzione dei rischi alimentari e alla protezione della salute collettiva.
La sicurezza alimentare passa innanzitutto dalla tutela della salute e del benessere degli animali allevati. La prevenzione delle malattie, la sorveglianza epidemiologica, la diagnosi precoce e l’impiego responsabile degli antimicrobici consentono di ridurre il rischio di diffusione di agenti patogeni e di garantire produzioni alimentari più sicure e sostenibili.
Un altro ambito strategico riguarda la gestione del rischio lungo tutta la filiera agroalimentare. I Medici Veterinari partecipano alla progettazione, all’applicazione e alla verifica dei sistemi di autocontrollo e delle procedure di sicurezza alimentare, inclusi i protocolli basati sui principi dell’HACCP, contribuendo a prevenire contaminazioni biologiche, chimiche e fisiche.
Particolarmente rilevante è inoltre l’attività di ispezione e controllo ufficiale negli allevamenti, nei macelli e negli stabilimenti di trasformazione degli alimenti di origine animale. Attraverso controlli rigorosi e basati sull’evidenza scientifica, vengono individuati e gestiti i potenziali pericoli per il consumatore, inclusi microrganismi patogeni quali Salmonella spp., Escherichia coli produttori di tossina Shiga (STEC), Campylobacter spp. e altri agenti responsabili di malattie trasmesse dagli alimenti.
La sicurezza alimentare richiede anche attività di informazione ed educazione sanitaria rivolte alla popolazione. In tale ambito, i professionisti della salute contribuiscono a promuovere corrette pratiche igieniche, la prevenzione delle infezioni gastrointestinali, la tutela delle categorie più vulnerabili e il riconoscimento precoce delle malattie alimentari.
Particolare attenzione deve essere rivolta ai bambini, agli anziani, alle donne in gravidanza e alle persone immunocompromesse, che presentano un rischio maggiore di sviluppare complicanze gravi a seguito dell’esposizione ad alimenti contaminati.
In un contesto caratterizzato da filiere alimentari sempre più globalizzate e complesse, trasparenza, controllo, formazione continua e cooperazione interdisciplinare rappresentano strumenti indispensabili per garantire elevati standard di sicurezza.
In questo sistema nel nostro paese operano in stretta sinergia numerose istituzioni e professionisti: l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), il Sistema di Allerta Rapido per Alimenti e Mangimi (RASFF), il Ministero della Salute, la rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS), i Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali e i Medici Veterinari liberi professionisti.
Grazie al loro impegno quotidiano, viene garantita la salute e il benessere degli animali, la sicurezza degli alimenti e la tutela della salute pubblica.
Investire nella sicurezza alimentare significa investire nella prevenzione, nella fiducia dei cittadini e nella sostenibilità dei sistemi produttivi.
In questo percorso il contributo della professione veterinaria è essenziale per trasformare il principio “Safe Food Everywhere” in una realtà concreta e accessibile a tutti.
Dott. Renato Paolo Giunta, SIMeVeP
