Australia, primo focolaio H5N1 nel continente: due casi confermati in uccelli migratori
L’Australia non è più l’unico continente privo di casi confermati di influenza aviaria H5N1 nel territorio continentale. In due giorni sono stati identificati due casi in uccelli migratori nella zona di Esperance, in Western Australia: uno stercorario antartico (Stercorarius antarcticus) nel Parco Nazionale di Cape Le Grand, confermato positivo il 20 giugno, e una procellaria gigante del nord (Macronectes halli), confermato il 22 giugno. Nessuna trasmissione è stata rilevata finora nel pollame commerciale. Il governo australiano ha avviato una risposta nazionale coordinata, rafforzando la biosicurezza negli allevamenti.
I due casi confermati
Il primo caso riguarda uno stercorario antartico trovato ammalato nel Parco Nazionale di Cape Le Grand, confermato positivo all’H5N1 il 20 giugno dal governo della Western Australia. Il secondo caso, confermato il 22 giugno, riguarda una procellaria gigante del nord trovata ammalata sulla stessa area costiera. Entrambi gli uccelli sono stati rinvenuti nei pressi di Esperance, una città a circa 570 km a sud-est di Perth.
Il produttore avicolo Inghams ha annunciato il passaggio al lockdown completo in tutti gli allevamenti e siti produttivi della Western Australia a titolo precauzionale, confermando l’assenza di positività nella propria filiera.
Il rischio per la fauna selvatica australiana
“Questo ceppo di influenza aviaria ha causato enormi morie di uccelli e mammiferi marini”, ha dichiarato Wayne Boardman, medico veterinario della fauna selvatica e professore associato all’Università di Adelaide. “Le mie preoccupazioni riguardano il rischio per alcune specie costiere in pericolo, i rapaci costieri e i leoni marini australiani, la cui popolazione unica è già precaria”.
L’H5N1 si diffonde nelle popolazioni di uccelli selvatici e mammiferi dal 2021, causando morie di massa e infettando allevamenti avicoli, bovini da latte e anche alcuni lavoratori del settore in tutto il mondo.
Fonte: vet33
