Sign in / Join
0

Contributi dalla professione veterinaria

DI GUARDO: SPAGNOLA E COVID, UN CONFRONTO SBAGLIATO

Con una lettera al Direttore di quotidianosanità.it, il Prof. Giovanni Di Guardo – Docente di Patologia Generale e Fisiopatologia Veterinaria,  Università di Teramo, Facoltà di Medicina Veterinaria – propone una riflessione sulla correttezza dei parallelismi e confronti che spesso vengono proposti fra COVID-19 e influenza Spagnola e le pandemie causate rispettivamente dalla circolazione dei virus  SARS-CoV-2 e IAV-H1N1, a partire dall’esistenza di terapie antibiotiche, del tutto assenti nel caso dell’influenza spagnola, disponibili per curare le complicanze dovute a batteri d’irruzione secondaria.

Sarebbe interessante, purtuttavia – afferma Di Guardo – acquisire dati affidabili in merito alla reale prevalenza delle complicanze settiche nei pazienti CoViD-19-affetti, al precipuo fine di poter stabilire quale sia stato l’effettivo ruolo svolto dai batteri d’irruzione secondaria negli oltre 880.000 casi di malattia ad esito letale ufficialmente accertati su scala globale.

Alle succitate opzioni terapeutiche oggigiorno disponibili per gli individui SARS-CoV-2-infetti colpiti da sindromi respiratorie complicate da germi d’irruzione secondaria fa da “contraltare”, infatti, l’allarmante escalation delle infezioni sostenute da batteri antibiotico-resistenti, responsabili di almeno 10.000 decessi su base annua in Italia, fattispecie quest’ultima che “conferisce” al nostro Paese un triste primato per tale parametro nel Vecchio Continente”.

NUOVO CORONAVIRUS, DAGLI ANIMALI ALL’UOMO, DALL’UOMO AGLI ANIMALI E……..

Come emerge da vari studi pubblicati su autorevoli riviste scientifiche, gatto, criceto, furetto, visone, tigre e leone rappresentano, unitamente al macaco e ad altri primati non umani, specie animali suscettibili nei confronti dell’infezione naturale e/o sperimentale da SARS-CoV-2, il famigerato coronavirus responsabile della CoViD-19.

I gatti SARS-CoV-2-infetti sarebbero altresì in grado, analogamente a quanto accertato nella nostra specie, di trasmettere per via respiratoria il virus ad altri gatti posti a stretto contatto con essi.

In Olanda, ove l’infezione da SARS-CoV-2 e’ stata recentemente segnalata in diversi allevamenti di visoni, sarebbero stati parimenti osservati casi di CoViD-19 fra il personale dedito al mantenimento di questi animali. Visto e considerato che gli isolati virali identificati nei suddetti pazienti mostravano analogie di sequenza, in rapporto a quelli ottenuti dai visoni, ben più spiccate rispetto a quelle presenti negli isolati virali caratterizzati da altri individui CoViD-19-affetti residenti nella medesima area, appare plausibile che i primi abbiano potuto acquisire l’infezione dai visoni.

Tutto ciò ci rimanda inevitabilmente al complesso ciclo naturale di un’infezione pandemica, quella da SARS-CoV-2 per l’appunto, che nei pipistrelli avrebbe trovato la propria culla d’origine, per poi trasferirsi (presumibilmente) ad un secondo “serbatoio” animale – a tutt’ oggi non ancora identificato con certezza – e di lì all’uomo, con ulteriori “passaggi” del virus dalla nostra specie a quelle citate in premessa.

Il nuovo coronavirus si trova “in buona compagnia” da questo punto di vista, e non soltanto perché i suoi due “illustri” predecessori responsabili della SARS e della MERS hanno avuto una pressoché analoga origine (pipistrelli), ma anche e soprattutto perché il 70% e più delle “malattie infettive emergenti” riconoscono un’origine animale.

Questioni complesse, da affrontare in un’ottica multidisciplinare e di “One Health”.

Prof. Giovanni DI GUARDO
Docente di Patologia Generale e Fisiopatologia Veterinaria
Facolta’ di Medicina Veterinaria – Universita’ degli Studi di Teramo

Is COVID-19 the first pandemic that evolves into a panzootic?

SARS-CoV-2 è un virus zoonotico  che diffondendosi tra gli esseri umani è diventato una pandemia. La trasmissione del virus si è verificata anche da esseri umani a cani, gatti domestici, tigri e leoni.

Maiali, gatti, furetti  e primati sono stati identificati come suscettibili a SARS-CoV-2. Le potenziali implicazioni indicano la necessità di strategie di sorveglianza, intervento e gestione nell’’ottica One Health per mitigare gli effetti sulla popolazione animale.

Leggi l'articolo di Ilaria Capua e Rania Gollakner del One Health Center of Excellence, University of Florida

SARS-CoV-2. Dagli animali alcune possibili risposte, perchè la “salute è unica”

Il Prof. Giuseppe Borzacchiello (Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali, Universita’ di Napoli “Federico II) eil Prof Giovanni Di Guardo (Facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Teramo) si soffermano sulla suscettibilità dei gatti all’infezione, che nel caso di SARS-CoV-2 potrebbe fornire un valido e prezioso modello animale di patologia spontanea  e sperimentale per approfondire una serie di aspetti non ancora sufficientemente chiariti in merito alle complesse dinamiche d’interazione virus-ospite, che non sempre possono essere adeguatamente approfondite nei pazienti umani.

Leggi l'articolo

Coronaviridae in medicina veterinaria: similitudini con il SARS-COV2

Come tutto è strettamente correlato, ovvero competenze che si intrecciano e collaborano per raggiungere una salute ottimale per le persone, gli animali e l’ambiente. Research4Life ha chiesto a due ricercatori di analizzare il caso di SARS-COV2 alla luce delle conoscenze sui coronaviridae  in ambito veterinario. Il loro ottimo contributo ci spiega perchè non ha scientificamente senso temere la possibilità di contagio da parte dei nostri animali da compagnia, su quali studi si basino queste evidenze e quali scorretti comportamenti sono assolutamente da evitare.

L’emergenza sanitaria legata al SARS-COV2 pone l’attenzione su una famiglia di virus ampiamente conosciuta in medicina veterinaria. Le numerose similitudini con le patologie da coronavirus degli animali domestici, in special modo con la peritonite infettiva del gatto, e la grande esperienza nel campo della profilassi vaccinale, possono essere di supporto alla comprensione di un virus emergente di cui si conosce ancora poco.

Marcello Introna, DVM, PhD – Maria Selvaggi, DVM, PhD

Leggi l'articolo

Lettere agli studenti di Medicina Veterinaria

Leggi le lettere dei docenti del settore di Malattie infettive del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli studi di Torino agli studenti

COVID-19 E MUCCA PAZZA, COSI’ DIVERSI EPPURE COSI’ UGUALI

Proprio in un momento come questo, in cui il mondo intero sta combattendo il virus SARS-CoV-2, responsabile della più grande emergenza sanitaria globale, è quanto mai importante fare memoria delle lezioni apprese nel corso di emergenze sanitarie passate.

Una di queste è senz’altro rappresentata dall’encefalopatia spongiforme bovina (BSE), popolarmente nota come “morbo della mucca pazza”. CoViD-19 e BSE infatti, pur nelle colossali differenze che caratterizzano le due malattie, la prima causata da un virus a tropismo respiratorio, l’altra di origine alimentare e causata da un prione, un agente “sui generis” di natura proteica, presentano tuttavia una serie di analogie estremamente interessanti.

La prima di esse riguarda il “principio di precauzione”, un “minimo comune denominatore” applicato alla gestione di qualsivoglia emergenza, non meramente sanitaria e dalle conseguenze imprevedibili in quanto se ne hanno conoscenze imprecise e frammentarie se non largamente deficitarie.

Leggi il contributo integrale a cura di Cristina CASALONE Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte
Liguria e Valle d’Aosta e Giovanni DI GUARDO Universita’ di Teramo, Facolta’ di Medicina Veterinaria

CURARE IL PIANETA, CURARE NOI STESSI

Guarda il video di Alessandra Scagliarini, Professoressa di Malattie infettive degli animali domestici

 

 

RIPENSARE IL FUTURO

Leggi il contributo di V. Caporale, R. Lelli, G. Battelli, G. Tumino e P. Boni – Medici Veterinari

I SAPIENS TRAFFICANTI DI VIRUS NELL’ERA DELL’ANTROPOCENE

Leggi il contributo di  Alfonso Piscopo – Dirigente Veterinario ASP di Agrigento

IL NUOVO CORONAVIRUS SARS-COV-2 E GLI ANIMALI DOMESTICI

Leggi il contributo di Orlando Paciello, Professore del Dipartimento di Medicina Veterinaria e produzione animale, Università degli Studi di Napoli Federico II e di Giuseppe Iovane, Professore del Dipartimento di Medicina Veterinaria e produzione animale, Università degli Studi di Napoli Federico II.