Il pacchetto Omnibus X sulla sicurezza alimentare e dei mangimi: un’analisi critica di Maurizio Ferri
Gentile Diretttore,
Gentile Diretttore,
la presentazione del pacchetto Omnibus X sulla sicurezza alimentare e dei mangimi da parte della Commissione Europea – avvenuta alla fine del 2025 con un iter di approvazione previsto per la metà del 2026 – continua a sollevare forti preoccupazioni istituzionali, sanitarie e ambientali.
Ufficialmente nato per snellire le procedure e ridurre gli oneri burocratici in diversi settori (inclusi i prodotti fitosanitari), il pacchetto rischia di introdurre una deregolamentazione strutturale sotto le spoglie della semplificazione.
L’architettura del provvedimento accorpa in un unico fascicolo le modifiche a diversi settori normativi (tra cui le norme sulla BSE, i pesticidi e gli additivi per mangimi). Questa natura multisettoriale impone al Parlamento europeo un meccanismo di voto in blocco (“prendere o lasciare”). Tale modalità impedisce agli eurodeputati e alla Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) di isolare e dibattere nel dettaglio modifiche specifiche e sensibili. Di fatto, viene meno la possibilità di emendare singole misure, costringendo il Parlamento a una scelta binaria tra il rigetto totale e l’accettazione di riforme delicate camuffate da aggiustamenti tecnici. Si crea così una corsia preferenziale (loophole) che aggira le garanzie democratiche e scientifiche standard e il rigoroso controllo di sicurezza.
Nel quadro degli interventi e dei regolamenti collegati al pacchetto Omnibus X c’è la proposta di regolamento che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 (relativo alla proroga dei periodi di protezione dei dati per i biocidi). Questo provvedimento è stato varato senza una Valutazione d’Impatto (IA) completa, eludendo l’impegno dell’UE verso un processo legislativo basato sulle prove (evidence-based). Gli estensori del testo hanno spesso liquidato il passaggio sostenendo che una valutazione completa non porterebbe alcun valore aggiunto, violando così le linee guida della Better Regulation. A ciò si aggiunge una drastica compressione della trasparenza e della partecipazione democratica, evidenziata da periodi di consultazione pubblica ridotti in alcuni casi a meno di 24 ore.
Un importante punto di attrito della proposta riguarda il passaggio a periodi di approvazione illimitati o prolungati, specialmente per pesticidi e biocidi, che attualmente devono essere rivalutati ogni 10-15 anni. Nel corso di un’audizione congiunta dei comitati ENVI ed AGRI del Parlamento europeo del 2 settembre, un rappresentante ceco ha giustificato le autorizzazioni illimitate citando i ritardi nelle valutazioni dei pesticidi; tuttavia, si omette la causa principale di tali lungaggini: i dossier incompleti presentati dall’industria che costringono le autorità a richiedere ripetutamente le informazioni mancanti e prolungano in modo sostanziale le valutazioni.
Fonte: quotidianosanita.it
