COVID-19, serve azione unitaria. Presto un piano pandemico internazionale




Potenziale protocollo base veterinario in chiave One Health per la sorveglianza epidemiologica Covid-19

E’ pubblicato su Sanità Informazione il documento “Potenziale protocollo base veterinario in chiave One Health per la sorveglianza epidemiologica COVID-19” a cura di Maurizio Ferri (Coordinatore scientifico SIMeVeP) e Alessandro Foddai (National Food Institute, Technical University of Denmark), un contributo dal punto di vista veterinario e in una prospettiva “One Health” per la gestione della pandemia COVID-19, partendo dai parametri, vantaggi e svantaggi che vengono considerati quando un piano di sorveglianza veterinario viene settato o valutato nella sua sostenibilità ed efficacia.

Viene pertanto descritto per COVID-19 un protocollo veterinario di base per la sorveglianza casuale attiva in tempo reale con l’obiettivo di valutare i focolai in modo coerente e obiettivo ed avere un impatto positivo sulla gestione delle epidemie a lungo termine.

Il lavoro è diviso in due parti: la prima si sviluppa in quattro sezioni contenenti spiegazioni generali propedeutiche per la comprensione delle restanti due sezioni relative alle potenziali applicazioni del protocollo veterinario per il COVID-19.

L’intento di questo articolo non è quello di bypassare l’autorità di sanità pubblica umana, alla quale va tutto il riconoscimento e plauso per gli sforzi sostenuti nella difficile gestione dell’emergenza sanitaria, quanto piuttosto di fornire un punto di vista addizionale per la lotta alla pandemia presente o a quelle (eventualmente) future.




Gli strumenti diagnostici nella strategia di sorveglianza epidemiologica di COVID-19

Maurizio ferri, Coordinatore Scientifico SIMeVeP, analizza gli strumenti diagnostici oggi disponibili all’interno dei programmi di sorveglianza per COVID-19, come la loro scelta dipenda dal contesto epidemiologico, l’accuratezza degli stessi e l’ effetto delle varianti su test diagnostici e vaccinazioni.

E’ chiaro – sostiene Ferri in conclusione – che per garantire in futuro l’accuratezza dei test diagnostici (molecolare ed antigenico) è di fondamentale importanza portare avanti i programmi di vaccinazione il più rapidamente possibile, catalogare gli obiettivi genomici della diagnostica SARS-CoV-2 e sequenziare in maniera regolare e diffuso i campioni clinici”.

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The contribution of veterinary public health to the management of the COVID-19 pandemic from a One Health perspective

E’ pubblicato sulla rivistaopen access One Health Journal  l’articolo “The contribution of veterinary public health to the management of the COVID-19 pandemic from a One Health perspective” a cura di  Maurizio Ferri, coordinatore scientifico SIMeVeP e Meredith Lloyd-Evans, rappresentante dell’Association of Veterinary Consultants on the European Food Safety Agency’s Stakeholder Advisory Group on Emerging Risks, Founder of BioBridge Ltd, Cambridge, UK.

Grazie alle conoscenze veterinarie sul potenziale serbatoio animale, l’origine e la via di trasmissione delle infezioni umane Covid-19; le conoscenze maturate nel condurre la sorveglianza epidemiologica veterinaria della fauna selvatica dei coronavirus emergenti per prevenire e ridurre al minimo potenziali minacce pandemiche emergenti, le esperienze acquisite sui metodi di controllo e sorveglianza delle epidemie animali per la gestione dei focolai Covid-19 in una prospettiva One Health, la professione veterinaria può contribuire notevolemente, dando concretezza all’approccio One Health, alla gestione della pandemia in atto, nell’ambito di interventi concertati congiuntamente in ambito veterinario e medico.

La professione veterinaria ha ontologicamente con un forte accento One Health e tutte le relative preziose conoscenze possono essere adeguatamente integrate all’interno di task force multidisciplinari centralizzate, istituite a livello nazionale e internazionale, con un rinnovato ruolo nelle strutture di gestione e monitoraggio necessarie per la gestione del Pandemia di covid19.

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Aziende Trichinella free, perché così poche?

suinoIl Vice Presidente SIMeVeP,  Vitantonio Perrone, come già sostenuto in una mozione congressuale del SIVeMP, ribadisce  – alla luce dei dati e delle evidenze scientifiche, che l’esame sistematico dei suini domestici ai fini della prevenzione della trichinellosi nell’uomo sia di fatto una metodica obsoleta, che comporta un consistente impegno operativo in termini di risorse tecniche e umane, quindi economiche, negli stabilimenti di macellazione dei suini, che potrebbero essere risparmiate o destinate ad altri scopi.

E’ infatti dal 1958 che non vengono segnalati casi umani di trichinellosi ascrivibili al consumo di carni suine derivanti da soggetti provenienti da allevamenti a stabulazione controllata, tanto che, a differenza del ciclo silvestre, in termini di sanità pubblica, il rischio di tale zoonosi è stato praticamente annullato grazie alla scomparsa del ciclo domestico della trichinellosi.

Sono inoltre poche le aziende che ricorrono al “Regolamento di esecuzione (UE) 2015/1375 della Commissione che definisce norme specifiche applicabili ai controlli ufficiali relativi alla presenza di Trichine nelle carni” in base al quale gli allevamenti intensivi possono essere classificati, su richiesta degli Operatori del Sistema Alimentare (OSA) “ufficialmente esenti” da Trichine (Trichinella free).

In questa direzione può essere importante il ruolo dell’informazione svolto dai servizi veterinari, che potrebbero farsi maggiormente
promotori/facilitatori nel sensibilizzare gli allevatori – operatori alimentari a tutti gli effetti – nell’intraprendere percorsi di miglioramento
che, oltre a quelle sanitarie, comporterebbero positive ricadute economiche.

L’articoo pubblicato su La Settimana Veterinaria




Lo Spreco alimentare: tra COVID e problemi sociali a Milano

Il Presidente SIMeVeP, Antonio Sorice, parteciperà in qualità di relatore al webinar “Lo Spreco alimentare: tra COVID e problemi sociali a Milano” che si terrà online giovedì 18 Febbraio alle ore 21,00 organizzato dall’Associazione Libertà in Testa.

E’ possibile seguire l’evento in diretta facebook sulla pagina dell’associazione

 




Web Conference: Peste Suina Africana (Psa): il Covid della suinicoltura?

SIVAR e AIVEMP organizzano, in collaborazione con Società Italiana di Patologia ed Allevamento dei Suini e Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, la Web Conference gratuita “Peste Suina Africana (Psa): il Covid della suinicoltura?” che si terrà il 4 marzo alle ore 14.00.

La  Peste Suina Africana  è arrivata nel cuore del continente europeo avendo recentemente interessato la Germania, massima produttrice di suini. La domanda è quando la malattia arriverà in Italia, nonostante nel nostro paese sia già presente in alcune zone del paese dal 1978. Il Ministero dalla Salute ha predisposto un piano di sorveglianza nazionale con il supporto del Centro di Referenza di Perugia.
L’incontro si propone di fare il punto sulla situazione attuale mettendo a confronto la parte politica, sanitaria, scientifica ed economica.

L’iniziativa è rivolta a tutto il mondo veterinario pubblico e privato, universitario e di filiera, con possibilità di possibilità di porre domande in diretta ai relatori dopo ogni intervento.

MODERATORE
PIER DAVIDE LECCHINI
Direttore Generale DGSAF Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari

RELATORI
VITTORIO GUBERTI – ISPRA
ALBERTO LADDOMADA – Già Direttore generale dell’IZS della Sardegna
DAVIDE CALDERONE – ASSICA
FRANCESCO FELIZIANI – IZSUM Sezione di Perugia
LUIGI RUOCCO – Ministero della Salute

Info e programma




SARS-COV-2: la variante nel visone e possibili mutazioni

Maurizio Ferri, Coordinatore sceintifico SIMeVeP, analizza in un contributo in inglese, la variante di SARS-COV-2 nel visone ed altre varianti che potrebbero minacciare l’efficacia degli attuali vaccini.

Una stretta collaborazione tra le autorità di sanità pubblica e quelle di sanità animale nell’ambito dell’approccio “One Health” è fondamentale per l’individuazione precoce dei focolai di infezione da SARS-CoV-2 negli allevamenti di visoni e dei casi umani correlati agli allevamenti di visoni, al fine di consentire misure tempestive di risposta e controllo. Per ridurre il rischio posto alla sanità pubblica dalla variante le autorità nazionali dovrebbero mettere in atto una serie di misure destinate agli allevamenti di visoni, agli operatori che vi lavorano e alle co munità che vi sono in contatto.

 




Prevenzione dello spreco alimentare, un impegno consolidato della SIMeVeP

Si celebra oggi, 5 febbraio l'”VIII giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare”  quest’anno dedicata in particolare al tema “Stop food waste. One health, one planet” in linea con l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e, in tempo di pandemia, un’occasione ulteriore per  guardare alla prevenzione e riduzione degli sprechi come elemento chiave per presidiare la salute dell’uomo e dell’ambiente.

La SIMeVeP si è impegnata attivamente a partire dal 2016 nel proporre il superamento del concetto di “spreco” sostituendolo con quello di “eccedenza”, maggiormente ricco di possibilità e potenzialità.

Un impegno che si è consolidato negli anni, puntando sempre alla sinergia con i diversi soggetti istituzionali e privati coinvolti, e che ha portato la nostra Società Scientifica ad essere una realtà rilevante delle iniziative in questo campo.

In questi anno abbiamo messo in atto numerose iniziative di sensibilizzazione e comunicazione sull’argomento, rivolta ai consumatori e agli attori della filiera alimentare, di  formazione per gli operatori delle associazioni beneficiarie che acquisiscono le eccedenze alimentari e le distribuiscono, e di  formazione dei medici veterinari stessi che intervengono lungo gli interi processi produttivi di alimenti di origine animale, tramite controlli sullo stato degli allevamenti e il rispetto degli standard igienico sanitari.

Un esempio concreto di collaborazione virtuosa che ci fa piacere citare quest’anno è il programma Harvest Program di KFC che, grazie alla  collaborazione tra KFC, SIMeVeP e Bancoalimentare, sin dal suo avvio nel 2017  ha permesso al  di donare circa 36.000  pasti tramite il  recupero dell’invenduto.

I medici veterinari nel campo del contrasto allo spreco alimentare favoriscono infatti l’incontro fra domanda e offerta di alimenti in eccedenza, assicurando la salubrità degli alimenti recuperati e donati, contribuendo così a trasformare gli sprechi in risorse, grazie al paradosso illuminato dell’economia circolare, che rappresenta l’unica strada sostenibile dal punto di vista etico, ambientale, economico e sociale per affrontare il tema della disponibilità alimentare.

“Un impegno che i medici veterinari svolgono con senso di responsabilità civica e sociale. Con orgoglio mettiamo a disposizione le nostre competenze per far arrivare cibo buono e sicuro a chi ne ha bisogno, perché se il cibo non è sicuro, non è cibo”

ha affermato il Presidente SIMeVeP, Antonio Sorice nell’occasione




Code di Casa, SIMeVeP sostiene la campagna del Ministero della Salute sugli animali d’affezione

La SIMeVeP sostiene la campagna integrata di comunicazione del Ministero della Salute “Code di Casa”, volta a sensibilizzare la popolazione sul possesso responsabile degli animali d’affezione, sull’importanza dell’adozione, e sull’abbandono, anche al fine di contrastare il  fenomeno del randagismo. Ad oggi si calcolano circa 11.800.000 cani e 641.000 gatti di proprietà iscritti all’anagrafe nazionale animali d’affezione.

I dati forniti dalla Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari del Ministero della salute evidenziano che per l’anno 2019 sono stati registrati 86.982 ingressi di cani nei canili sanitari e 45.695 ingressi nei rifugi. In merito alla sterilizzazione, identificazione e registrazione degli animali d’affezione all’anagrafe, strumenti fondamentali per combattere il fenomeno del randagismo, si registrano forti disparità fra le Regioni italiane, in particolare maggiori criticità in tal senso si riscontrano in Sicilia, Calabria, Puglia, Sardegna ed in alcune province della Campania.

Obiettivi della campagna

  •  Promuovere l’adozione consapevole degli animali di affezione, incentivando il più possibile l’adozione nei canili e nei gattili.
  • Diffondere la cultura del possesso responsabile, ovvero informare proprietari e futuri proprietari sia sui comportamenti da seguire che sugli obblighi di legge (microchip, registrazione all’anagrafe, raccolta deiezioni, danni a persone e cose, ecc.).
  • Invitare i proprietari dei cani a partecipare ai percorsi formativi in modo da facilitare la gestione del proprio animale d’affezione e garantirne il benessere.
  • Contrastare l’abbandono degli animali d’affezione (che costituisce anche reato previsto dal codice penale) e incentivare la pratica della sterilizzazione.
  • Evidenziare i benefici che un cane e un gatto possono portare e raccontare tutte le qualità per le quali in casa sono capaci di arricchirti la vita.

Gli obiettivi e la declinazione della campagna sono stati condivisi con la Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici Veterinari Italiani (FNOVI), l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI), la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (SIMeVeP) e con le principali associazioni che a livello nazionale si occupano della difesa degli animali (quali LAV, OIPA, LEIDAA, LNDC).

 

5 PUNTI DA SEGUIRE PRIMA, DURANTE E DOPO L’ADOZIONE

code di casaAdottare nei canili e gattili

Nei canili e nei gattili d’Italia ci sono tanti animali che meritano di dare e ricevere affetto. Scegliere di adottare con consapevolezza e responsabilità un animale vuol dire trovare un compagno per la vita con cui condividere tempo ed esperienze.

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code di casaLa scelta dell’animale

La scelta di convivere con un animale deve essere guidata da consapevolezza e responsabilità e non dettata da un’onda emotiva o da mere questioni estetiche. È importante valutare quale animale potrà interagire meglio con te e la tua famiglia e quanto tempo dovrai dedicargli.

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code di casaEssere responsabili

Cani e gatti sono fonte di grande amore e richiedono tempo e cura. Bisogna, infatti, tener conto anche delle loro esigenze ed essere consapevoli che vivere con un cane o un gatto comporta impegni e obblighi. Prima di tutto il microchip e l’iscrizione all’anagrafe, obbligatoria per i cani e consigliata per i gatti. Poi le vaccinazioni, che tengono i nostri amici lontani dai problemi di salute, così come le visite periodiche dal veterinario. Ricordati che sei sempre responsabile legalmente del tuo animale, sia per gli eventuali danni provocati a terzi, sia per la raccolta dei suoi bisogni.

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code di casaNon abbandonare

L’abbandono di un animale, oltre ad essere un gesto disumano che provoca sofferenza in chi lo subisce, è anche un reato ai sensi dell’articolo 727 del codice penale. Inoltre, alimenta il fenomeno del randagismo: in Italia ci sono più di 130.000 cani nei canili in attesa di una famiglia. Non bisogna dimenticare che il randagismo si può prevenire anche con la sterilizzazione, intesa come controllo delle nascite.

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code di casaFare formazione

Per migliorare la convivenza con il tuo animale e per conoscerlo meglio puoi seguire uno dei corsi di formazione organizzati da soggetti autorizzati, quali Comuni, ASL, veterinari e associazioni. Informati se sono attivi nella tua città.

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