PSA: Intervista al Presidente Sorice

Il Presidente della SIMeVeP, dott. Antonio Sorice è stato intervistato in merito agli ultimi sviluppi relativi alla Peste Suina Africana.

Negli ultimi giorni le notizie sul tema corrono. L’arrivo del virus anche in Lombardia, in particolare nella zona del pavese, ha messo tutto il comparto di allevatori, addetti sanitari in stato di massima allerta: la situazione è grave se anche la Lombardia viene colpita, giacché come l’Emilia-Romagna e altre regioni limitrofe rappresenta lo zoccolo duro della produzione italiana di carne e prodotti trasformati (salami, prosciutto crudo, pancette, coppa, etc) esportati anche all’estero come eccellenze del Made in Italy.

Esistono misure di biosicurezza obbligatorie che vengono adottate da allevatori di suini domestici, la questione si fa più intrigata quando si tratta di cinghiali selvatici che escono fuori dall’area del controllo umano.

Cosa ne sarà, dunque, del comparto se la piaga della peste suina africana non si arginerà? Abbiamo parlato con Antonio Sorice, Presidente della SIMeVeP, Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, che ci ha chiarito le idee sulla questione spiegando cosa sta succedendo, quali sono le conseguenze.

Leggi l’intervista completa

Fonte : www.gamberorosso.it




Covid-19: origine naturale o di laboratorio?

Pubblichiamo il contributo del dott. Maurizio Ferri relativo sulla richiesta fatta da Biosafety Now alla rivista Nature Medicine di ritirare l’articolo The proximal origin of SARS-CoV-2 pubblicato nel 2020.

Biosafety, un’organizzazione non governativa, ha lanciato 6 febbraio 2023,una petizione per richiedere alla rivista Nature Medicine di ritirare l’articolo The proximal origin of SARS-CoV-2 pubblicato nel 2020. Nella petizione si stabilisce che l’articolo era, ed è, il prodotto di frodi scientifiche e cattiva condotta scientifica e se ne propone la rimozione dalla letteratura scientifica. Contestualmente, tra le diverse attività lancia un’altra petizione con la quale chiede di proibire la ricerca “gain-of-function’ che crea potenziali agenti patogeni pandemici, di ridurre il numero di laboratori di bio-contenimento di alto livello, il rafforzamento della biosicurezza e della gestione del rischio biologico per la ricerca sui patogeni. Lo scopo è dunque di prevenire le future pandemie causate da esperimenti di laboratorio e sensibilizzare la comunità scientifica e la società sui rischi legati alle accresciute potenzialità e costi in rapida diminuzione della biotecnologia avanzata. Gli esperimenti ‘gain of function’ che servono per aumentare la capacità patogena dei virus, possono rendere le pandemie generate dal laboratorio una minaccia per la sopravvivenza della specie umana e necessitano di una più stretto controllo regolatorio nazionale ed internazionale.

Leggi il contributo completo




ECM PSA a Bergamo – Iscrizioni aperte

cinghialiIl 2 settembre si terrà il corso ECM dal titolo “Peste Suina Africana: problema sanitario ed economico. Strategie di contenimento e di eradicazione” presso la Fiera di Bergamo.

Alla luce dell’attuale emergenza relativa alla Peste suina africana (PSA), il convegno ha l’obiettivo di migliorare le conoscenze degli operatori nell’ambito del monitoraggio e della sorveglianza della malattia nella fauna selvatica e favorire una più efficace gestione dell’allevamento, in linea con le indicazioni delle più recenti normative.

Il corso è organizzato per Medici Veterinari, è aperto a 50 partecipanti ed è gratuito.

Al corso sono stati assegnati 3 crediti ECM.

Programma scientifico

Scheda di iscrizione




Il Presidente Sorice partecipa alla presentazione di Legambiente- Animali in città

Il 27 luglio il Presidente, dott. Antonio Sorice parteciperà alla presentazione del XII rapporto nazionale di Legambiente “Animali in città”.

Durante l’incontro si analizzeranno i dati delle Aziende Sanitarie e dei Comuni italiani per accrescere le conoscenze e il coinvolgimento dei cittadini e dispiegare il protagonismo delle professionalità impegnate nella tutela e nella salvaguardia della salute umana, animale e ambientale.

Programma convegno




Aviaria, Sieroconversione nei domestici. Sorice: l’attività di sorveglianza dei servizi veterinari funziona

Anticorpi al virus H5N1 in 5 cani e un gatto in un allevamento del Bresciano. Per gli esperti, più che una sorpresa è la conferma che il virus ad alta patogenicità, responsabile della grande epidemia di aviaria diffusa a livello globale, può essere trasmesso dai volatili ai mammiferi e, quindi, all’uomo.

La notizia ha iniziato a circolare soprattutto negli ambienti veterinari quando, il 4 luglio scorso, il Ministero della Salute ha trasmesso una nota a diversi enti (tra cui le Regioni) per informare che “è stata recentemente accertata la sieroconversione (ovvero gli animali in questione hanno sviluppato gli anticorpi, segno che sono entrati in contatto col virus, ndr) di cinque cani e un gatto presenti in un allevamento avicolo rurale in provincia di Brescia sede di un focolaio di H5N1″.

Le analisi genetiche del virus hanno identificato il genotipo “responsabile dei casi riportati in nord Italia nei gabbiani. Tale virus presenta anche una mutazione considerata un marker di adattamento dei virus ai mammiferi (T271A nella proteina PB2) con un possibile aumento del suo potenziale zoonotico (ovvero della sua capacità di creare una zoonosi, cioè di dar vita a una malattia che si trasferisce dall’animale all’uomondr)”.

Cosa significa? “Riscontrare la sieroconversione – spiega Antonio Sorice, presidente Società italiana di medicina veterinaria preventiva (SIMeVeP) – non significa che quegli animali si siano ammalati o contagiati, ma è la certezza che sono entrati in contatto col virus e hanno avuto una risposta anticorpale”.

Fonte: ilgiorno.it

Leggi l’articolo completo




Gruppo consultivo sulla sostenibilità dei sistemi alimentari (AGSFS)

Sistemi alimentari sostenibili

La proposta di un quadro legislativo per sistemi alimentari sostenibili (FSFS) è una delle iniziative faro della Strategia Farm to Fork.  Come annunciato nella strategia, sarà adottato dalla Commissione entro la fine del 2023. L’obiettivo è di accelerare e facilitare la transizione verso sistemi alimentari sostenibili, promuovere la coerenza delle politiche a livello dell’UE e nazionale, l’integrazione della sostenibilità in tutte le politiche relative all’alimentazione e il rafforzamento della resilienza dei sistemi alimentari. La proposta sarà adottata al termine di un’ampia consultazione che è stata avviata con la valutazione d’impatto iniziale (IIA) pubblicata per il feedback pubblico nel 2021, e una consultazione pubblica terminata nel 2022. ​La valutazione di impatto verrà finalizzata prima della ’adozione della proposta.

Gruppo consultivo sulla sostenibilità dei sistemi alimentari (AGSFS)

Al fine di consultare in modo aperto e trasparente tutte le parti interessate sulle questioni relative all’attuazione della strategia Farm to Fork e sostenibilità dei sistemi alimentari, la Commissione Europea  ha  istituito un gruppo consultivo sulla sostenibilità dei sistemi alimentari (Advisory Group Sustaniability Food Sytem- GSFS) che ha sostituito il “gruppo consultivo sulla catena alimentare e la salute degli animali e delle piante” dal 15 luglio 2022.

AGSFS fornisce alla Commissione europea le opinioni delle parti interessate sulla aree correlate alla sostenibilità dei sistemi alimentari:

  • sicurezza degli alimenti e dei mangimi
  • etichettatura e presentazione di alimenti e mangimi
  • sanità pubblica e nutrizione umana in relazione alla legislazione alimentare
  • salute e benessere degli animali
  • produzione di alimenti/mangimi e relazioni internazionali
  • nuove tecnologie, inclusa la biotecnologia
  • fitosanitari, prodotti fitosanitari e loro residui
  • condizioni per la commercializzazione delle sementi e del materiale di moltiplicazione

La sostenibilità dei sistemi agroalimentari deve essere intesa come comprensiva di tutti gli aspetti relativi alle aree salute/alimentazione/marketing, ambiente/clima, agricoltura/agronomia/pesca/acquacoltura e scienze sociali, nonché nelle aree della trasformazione digitale e della finanza relative ai sistemi agroalimentari.

AGSFS, a cui partecipa anche la FVE,  si è riunito il 12 Luglio per discutere il documento della Commissione sulla legge quadro sulla sostenibilità in cui vengono presentati gli obiettivi, il campo di applicazione e l’architettura generale. Questo è il link della presentazione della Commissione:  ​ https://food.ec.europa.eu/system/files/2023-07/adv-grp_ad-hoc_20230712_pres-01.pdf.

Maurizio Ferri, Coordinatore scientifico SIMeVeP

 




AMR. Sorice: passi avanti, ma il lavoro deve proseguire con continuità

Si è svolto ieri presso il ministero della Salute, l’incontro scientifico “L’antimicrobico resistenza: una minaccia globale”, prima iniziativa della seconda edizione del progetto “La Sanità che vorrei” promosso dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali, in collaborazione con altre società scientifiche e associazioni di pazienticon l’obiettivo di favorire i processi di prevenzione e formazione sul tema dell’antibiotico-resistenza e le Ica, ossia le infezioni correlate all’assistenza.

L’antibiotico-resistenza e le Ica sono fenomeni in crescita in tutta Europa, con l’Italia che è tra i paesi con le peggiori performance. I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, delle Nazioni Unite e del G20 stimano nel 2050 una mortalità per germi multiresistenti agli antibiotici analoga alle patologie oncologiche, con 10 milioni di decessi a livello globale. Già oggi in Europa, secondo l’Oms, si verificano ogni anno più di 670mila infezioni da germi antibiotico-resistenti che causano circa 33mila decessi. Di questi, un terzo avvengono in Italia, spesso a causa proprio dell’abuso di antibiotici, Paese con la più alta mortalità in Europa.

Nel contrasto all’antibiotico-resistenza, “é fondamentale il lavoro di sensibilizzazione, educazione e formazione di tutti i professionisti sanitari. All’interno del Pnrr è finanziato con circa 80 milioni di euro il piano straordinario di formazione sulle infezioni ospedaliere che conterà circa 150mila professionisti partecipanti entro la fine del 2024 e altri  140mila entro metà 2026″ ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci intervenendo al convegno.

Il ministro ha spiegato di avere portato il tema della formazione anche sui tavoli europei: “nella recente riunione del Consiglio Europeo della Salute in Lussemburgo il mese scorso, il curriculum dei nostri professionisti dovrebbe includere una formazione intersettoriale obbligatoria sulla prevenzione e il controllo delle infezioni, sui rischi ambientali, sulla biosicurezza associati all’antimicrobico-resistenza”, ha detto.

L’antibiotico-resistenza richiede un impegno sempre più forte anche nei tavoli e nei contesti internazionali e certamente sarà uno dei temi centrali nell’ambito della presidenza italiana del G7 del prossimo anno” ha infine annunciato Schillaci.

Fra i relatori dell’incontro anche il Presidente SIMeVeP, Antonio Sorice, che ha innanzitutto ricordato come il fenomeno dell’antimicrobicoresistenza come problema di sanità pubblica non riguarda i residui di antibiotici negli alimenti, che anzi non sono un problema considerato che gli esiti del Piano Nazionale Residui indicano come infinitesimali le positività.

Si tratta invece di un problema che va affrontato in ottica multidisciplinare e multiprofessionale. Per quanto riguarda la medicina veterinaria negli ultimi 10 anni sono stati compiuti passi notevoli nel contrasto del fenomeno, raggiungendo e anzi superando, grazie alla sinergia tra la medicina veterinaria pubblica e la medicina veterinaria privata, gli obiettivi posti dal PNCAR – Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza 2017-2020 in termini non solo quantitativi ma anche qualitativi:

  • riduzione di oltre il 30% del consumo totale di antibiotici nel settore veterinario nel 2020 rispetto al 2016;
  • riduzione di oltre il 30% del consumo di antibiotici nelle formulazioni farmaceutiche per via orale (premiscele, polveri e soluzioni orali) nel settore veterinario nel 2020 rispetto al 2016;
  • riduzione di oltre il 10% del consumo dei “Critically important antimicrobials” (cefalosporine di III, IV e V generazione – flurochinolonici – macrolidi – glicopeptidi) nel settore veterinario nel 2020 rispetto al 2016;
  • riduzione a livelli di 5 mg/PCU del consumo della colistina nel settore veterinario nel 2020 rispetto al 2016“.

Sebbene ci si possa ritenere soddisfatti dall’aver raggiunto importanti obiettivi, il lavoro non può considerarsi concluso” ha detto Sorice. “E’ necessario proseguire in continuità con quanto fatto fin ora lavorando insieme alle altre categorie professionali, medici e farmacisti fra gli altri, per salvaguardare l’efficacia delle molecole salva vita“.

In ottica One Health, il Presidente ha ricordato anche le azioni di prevenzione e contrasto alle malattie infettive e zoonosi che stanno interessando l’Italia anche a causa del cambiamento climatico. Un accenno doveroso va fatto all’ondata di influenza aviaria: la mutazione attuale del virus indica un adattamento ai mammiferi  che “non esclude la possibilità che, continuando a modificarsi, possa assumere quelle caratteristiche necessarie a renderlo trasmissibile da un uomo all’altro” ha sottolineato il Presidente SIMeVeP.

La sorveglianza e il monitoraggio ad opera dei Servizi Veterinari sono fondamentali. La medicina veterinaria è al centro dell’equilibrio uomo-animale-ambiente” ha concluso Sorice.

A cura della segreteria SIMeVeP

 

 




Aviaria – Intervista al Presidente Sorice su cani e gatti contagiati a Brescia

Antonio SoriceChe l’influenza aviaria potesse infettare anche i mammiferi era già chiaro, dopo i casi accertati prima nel Regno Unito, poi in Galizia. Ora, un’ulteriore conferma arriva anche dal Ministero della Salute italiano che, nei giorni scorsi, ha accertato la “sieroconversione” del virus H5N1 in cinque cani e un gatto, contagiati all’interno di un allevamento avicolo rurale in provincia di Brescia. «Riscontrare una “sieroconversione” significa avere la certezza  che quegli animali (i cinque cani e il gatto, ndr) siano effettivamente entrati in contatto con il virus H5N1 e che, di conseguenza, abbiano avuto una reazione anticorpale. Un riscontro – spiega Antonio Sorice, presidente SIMeVeP (Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva), in un’intervista a Sanità Informazione – che non sorprende, vista la presenza di un focolaio di aviaria in quello stesso allevamento».

Un virus ad alta patogenicità

Questi ultimi casi confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione: ««È ormai acclarato che l’H5N1 sia un virus ad alta patogenicità che dai volateli può essere trasmesso ai mammiferi e all’uomo. Per questo, i servizi veterinari, così come previsto dal piano di monitoraggio emanato dal Ministero della Salute nei mesi scorsi, sono impegnati in controlli costanti per intercettare la presenza di eventuali focolai, soprattutto causati dal passaggio di selvatici infetti». Anche se facilmente trasmissibile, negli esseri umani continua a manifestarsi attraverso sintomi piuttosto lievi, «come congiuntivite e piccoli problemi respiratori – dice Sorice – . Soprattutto, non sono stati finora mai accertati contagi inter-umani».

Allerta per le categorie a rischio

Massima attenzione anche tra le categorie a rischio, come allevatori e addetti alla macellazione. «A chiunque possa potenzialmente entrare in contatto con animali infetti – aggiunge il presidente della SIMeVeP – è consigliato sottoporsi alla vaccinazione stagionale che, pur non avendo efficacia contro l’avaria, facilita la diagnosi differenziale (tra influenza stagionale e aviaria in caso di comparsa di sintomi influenzali) ed evita che il soggetto possa debilitarsi in caso di duplice contagio (da aviaria e da influenza stagionale).  La mutazione attuale del virus, dunque, indica un adattamento ai mammiferi «che – sottolinea Sorice – non esclude la possibilità che, continuando a modificarsi, possa assumere quelle caratteristiche necessarie a renderlo trasmissibile da un uomo all’altro». Nonostante il livello di rischio generale, per il momento, sia considerato “basso”, il Ministero consiglia a tutti di evitare contatti con gli animali morti.

Fonte: Sanità informazione

 




AMR: una minaccia globale. Il Presidente Sorice al Convegno “La Sanità che vorrei”

Il Presidente SIMeVeP, dott. Antonio Sorice il prossimo 11 luglio parteciperà, in qualità di relatore, alla Tavola Rotonda Scientifica “La pandemia trascurata. L’approccio One Health all’antimicrobico resistenza” che si terrà all’interno del Convegno “La sanità che vorrei”  presso il Ministero della Salute.

Programma completo

 




Programma di formazione globale: migliorare le capacità comunicative per i sostenitori di One Health

E’ pubblicata su “One Health & Implementation Research” la ricerca “Evaluation of a global training program in One Health communication” (‘Valutazione di un programma di formazione globale sulla comunicazione One Health’) frutto della collaborazione SIMeVeP con One Health Lessons.

Si tratta del primo studio a livello globale di valutazione di un programma train-to-trainer di comunicazione incentrato su One Health con un modello efficace da realizzare nelle scuole primarie e secondarie.

La ricerca ha valutato l’efficacia del programma Train-the-Trainer che ha coinvolto più di 1.500 aspiranti formatori provenienti da 98 paesi e che ha insegnato loro a parlare in pubblico e a comunicare la scienza nell’ambito di lezioni One Health nelle scuole primarie.

I risultati sono notevoli: il programma ha aumentato la fiducia dei formatori nell’offrire lezioni One Health; l’interesse degli studenti per One Health e degli insegnanti a raccomandare One Health.

I formatori in One Health svolgono un ruolo vitale come azioni sanitarie globali nelle comunità.

Speriamo che il programma e lo studio facilitino l’integrazione di OH nei programmi scolastici ed ispirino un coinvolgimento più precoce degli studenti.

Maurizio Ferri

Leggi il documento completo