Amr e sorveglianza della fauna selvatica, una nuova alleanza istituzionale in ottica One Health

Antonio Sorice, Presidente SIMeVeP è intervenuto in qualità di direttore del Dipartimento Veterinario dell’Ats di Bergamo all’incontro per la sottoscrizione tra ACSS Lombardia – l’Agenzia di Controllo del Sistema Sociosanitario lombardo e l’Istituto Zooprofilattico della Lombardia ed Emilia-Romagna ( IZSLER) dell’accordo di collaborazione per sviluppare progettualità per la lotta all’antimicrobico resistenza e per la sorveglianza della fauna selvatica.

L’accordo, dalla durata triennale e rinnovabile, si basa sull’integrazione delle attività svolte nel settore della medicina veterinaria e della medicina umana in ottica “One Health”, ossia con un impegno congiunto di più discipline professionali che operano per il raggiungimento di una salute ottimale delle persone, degli animali e dell’ambiente.

L’Agenzia di Controllo e l’Istituto Zooprofilattico, dunque, coopereranno per la realizzazione di una collaborazione sul territorio, secondo le rispettive competenze e finalità istituzionali, che prevede anche il coinvolgimento delle Agenzie di Tutela della Salute (Ats), delle Aziende sociosanitarie territoriali (Asst) e delle istituzioni che operano nel settore della prevenzione e della caccia per realizzare analisi e verifiche.

Obiettivo della collaborazione è l’implementazione di attività sul campo a livello di Regione Lombardia, con la prospettiva che tale modello d’azione possa estendersi ad altre Regioni.

Nel corso della tavola rotonda ““Integrazione delle attività veterinarie e mediche per il contrasto all’Antimicrobico resistenza con approccio One Health” Sorice ha illustrato una delle 2 progettualità avviate dall’Acss in via sperimentale nelle province di Varese e Como con ATS Insubria e in quella di Bergamo con ATS Bergamo che coinvolgono l’IZSLER, presentate nel corso della tavola rotonda “Integrazione delle attività veterinarie e mediche per il contrasto all’Antimicrobico resistenza con approccio One Health”, quella che prevede l’introduzione, l’anno prossimo, del protocollo elaborato dall’IZSLER in qualità di Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale (CReNBA) per valutare lo stato di benessere del bestiame degli allevamenti montani di bovini da latte di piccole dimensioni e allevati alla posta fissa collocati nella Cheese Valley, territorio al centro delle Orobie bergamasche, valtellinesi e lecchesi

Il comunicato completo sul sito dell’IZS Ler




ONE HEALTH e antimicrobico resistenza: la sottile linea rossa che lega ambiente, animale e uomo.

Uomo Animale AmbienteSi terrà a Siracusa i giorni 30 novembre e 1 dicembre 2018 il corso dal titolo: “ONE HEALTH e antimicrobico resistenza: la sottile linea rossa che lega ambiente, animale e uomo”.

Il fenomeno per il quale alcuni microrganismi batterici non vengono più inibiti nella loro crescita o uccisi da antibiotici a cui erano prima sensibili, rappresenta oggi un tema fondamentale di salute pubblica, l’AMR (Antimicrobial Resistance).

Questo fenomeno rappresenta un evento naturale, ma nell’ultimo decennio la sua diffusione si è particolarmente accentuata risultando fonte di preoccupazione per le sue implicazioni sulla salute umana e animale.

A fronte di una rapida crescita della resistenza microbica agli antibiotici, con importanti effetti negativi sulla salute, lo sviluppo di nuovi antibiotici si è significativamente ridotto.

Una delle cause che hanno determinato la diffusione della resistenza batterica agli antimicrobici è stata individuata nell’impiego non sempre oculato dei farmaci ad azione antibatterica, sia in medicina umana che veterinaria.

L’uso degli antibiotici in veterinaria, negli allevamenti e in agricoltura ha significativamente contribuito al fenomeno, e pone domande anche in relazione al contesto più ampio della protezione del sistema alimentare.

In particolare, ambienti caratterizzati da elevate densità ed elevata pressione selettiva, ovvero da un uso elevato e continuativo di antimicrobici sono esposti all’insorgenza di geni di resistenza batterica e alla loro rapida diffusione ambientale.

È sempre più evidente, ed è ormai considerato un concetto acquisito, che la resistenza batterica agli antimicrobici rappresenta un problema globale che va affrontato in una logica collaborativa ispirata al concetto di “One-Health”, secondo il quale la salute umana e/o animale vanno tutelate senza settorialismi e senza prescindere dal contesto ambientale.




Antibiotico resistenza: nuove frontiere della One health

Si è svolto presso Salone di Rappresentanza, dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Salerno un interessante convegno su tema” Antibiotico resistenza NUOVE FRONTIERE DELLA ONE HEALTH Medici, Odontoiatri, Veterinari e Farmacisti a Confronto” organizzato da Società Italiana Medicina Veterinaria Preventiva, Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Salerno, Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Salerno,Ordine dei Farmacisti della Provincia di Salerno.

Hanno partecipato all’evento Medici Veterinari e Farmacisti dipendenti delle Aziende sanitarie e liberi professionisti.

Il dott Luigi Morena, delegato SIMeVeP per la regione Campania nell’introdurre il tema ha sottolineato come l’Organizzazione mondiale della sanità da tempo lancia l’allarme sul fenomeno della resistenza dei batteri ai farmaci. Nella giornata mondiale degli antibiotici, il 17 novembre scorso, il messaggio e stato forte e chiaro: Utilizzare gli antibiotici in modo appropriato è una responsabilità di tutti. Già oggi si stima che vi sono oltre  mezzo milione di casi di antibioticoresistenti nel mondo.

In Italia, solo nell’ultimo anno, sono stati 7000 i morti per infezioni batteriche contratte nei nosocomi. E il futuro sarà ancora peggiore. L’OMS stima 10 milioni di decessi entro il 2050 se non sarà trovato un rimedio.

Il dott. Giovanni D’Angelo, Presidente dell’Ordine dei medici, ha sottolineato come l’integrazione tra i saperi dei professionisti sia indispensabile al fine di ottenere risultati di efficacia ed efficienza in sanità, soprattutto per la lotta all’antibiotico resistenza .

Il prof Orlando Paciello, Presidente dell’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Salerno, ha affermato che la lotta all’antibiotico resistenza deve essere fatta insieme a cominciare dall’uso degli antibiotici. Occorre che questi siano assunti, sia dagli animali che dagli uomini,  solo dopo prescrizione medica o medico veterinaria.

Il dott Antonio Sorice Presidente della SIMeVeP, ha evidenziato come il ruolo della medicina veterinaria pubblica sia assolutamente fondamentale, al pari di quello della medicina umana, per il controllo dell’uso degli antibiotici. Occorre fare prevenzione e formazione. In Italia la SIMeVeP sta facendo da tempo una capillare attività di informazione e educazione rivolta agli allevatori e ai veterinari liberi professionisti sull’uso corretto, appropriato e razionale del farmaco veterinario. Durante questi incontri raccogliamo sensibilità e attenzione verso il fenomeno; rispetto al passato si comincia a capire quanto sia importante un utilizzo razionale degli antibiotici sia negli animali d’allevamento, sia negli animali da compagnia, così come è importante far capire che è necessario affidarsi sempre al medico veterinario nella somministrazione del farmaco. Per contrastare l’antibioticoresistenza bisogna insistere e continuare su questa strada, anche attraverso la collaborazione tra professionisti di diversa area come medici, veterinari, farmacisti.

Il Dott. Carlo Tascini, Direttore U.O.C Malattie Infettive ad indirizzo neurologico AORN dei Colli Napoli, ha ricordato che la Regione Campania ha da subito applicato le nuove linee guida del Ministero della Sanità per la lotta alle antibiotico resistenze e ha pubblicato, con Decreto Regionale, le linee di indirizzo per la terapia antibiotico empirica. Sono atti che da soli non bastano, ma rappresentano certamente un primo passo per la lotta nella all’antibiotico resistenza. Occorre sempre fare delle terapie mirate, attraverso diagnosi certe, per ottenere buoni risultati e scongiurare l’antibiotico resistenza.

Il Dott. Domenico Della Porta Direttore del Dipartimento di prevenzione Asl Salerno ha stigmatizzato un uso massiccio di antibiotici sia da parte del medico che da parte del veterinario. Occorre sempre che il medico attenda gli esami come l’antibiogramma prima di effettuare una prescrizione.

Il Dott Ferdinando M. De Francesco, Presidente dell’Ordine dei Farmacisti, ha sottolineato come i farmacisti devono collaborare con il decisore della spesa dei farmaci analizzando una serie di dati, dando un contributo sull’utilizzo di molecole rispetto ad altre. Inoltre bisogna educare i cittadini al “non fai da te” per l’utilizzo dei farmaci. Esempio classico è l’utilizzo di antibiotici in eventi influenzali , dove non servono, ma tanti pazienti liberamente ritengono di doverli utilizzare.

Il Prof. Giuseppe Iovane, Direttore del dipartimento di sanità animale, Professore Ordinario di Malattie Infettive, Profilassi e Polizia Università degli Studi di Napoli “Federico II”, ha dichiarato che oramai non esistono più germi patogeni e germi non patogeni, i meccanismi di trasformazione, trasduzione e coniugazione tra i microbi sono in grado di mandare segnali genetici tra un batterio all’altro e quindi conferire la problematica emergente quale è l’antibiotico resistenza. Il dipartimento di malattie infettive si sta occupando di un germe un stafilicocco che fa parte del gruppo degli aureus ma e un pseudointermedius, è un germe zoonotico emergente. I cani per esempio sono portatori e possono passare questo germe pericoloso in quanto porta in sè il gene della resistenza.

Al Convegno hanno partecipato circa 150 professionisti tra medici veterinari e farmacisti., tutti hanno espresso una forte volontà ad adoperarsi per creare una coscienza collettiva sull’utilizzo corretto degli antibiotici tanto per scongiurare danni ad il singolo individuo ed a tutta società

 

 




Il futuro del WGS – Whole Genome Sequencing

scienze omicheDa alcuni anni stiamo assistendo a uno sviluppo esponenziale della tecnologia di sequenziamento genomico totale o WGS (Next-or second generation sequencing-NGS) e al suo utilizzo per le attività di sorveglianza epidemiologica delle malattie infettive e, soprattutto, per le indagini su focolai d’infezione umana.

Si tratta di una tecnica di tipizzazione molecolare basate sul sequenziamento dell’RNA, DNA o dell’intero genoma batterico. Inserita tra le science “omiche” è paradigmatiche della cosiddetta epoca della “rivoluzione genomica”, le cui potenzialità sono già state illustrate su questo sito.

Maurizio Ferri, che già nel 2016 aveva partecipato al “Technical meeting on the impact of Whole Genome Sequencing (WGS) on food safety management-within a One Health Framework” organizzato alla Fao a Roma, ha partecipato all’incontro tecnico che si è svolto dal 16 al 18 Maggio 2018 presso il Centro Internazionale di Conferenze di Ginevra, Svizzera, organizzato dal WHO e dal comitato direttivo del GMI (Global Microbial Identifier), il consorzio internazionale che raggruppa più di 250 tra ricercatori, clinici, veterinari, epidemiologi che operano in più di 40 paesi con l’obiettivo di stabilire un’infrastruttura genomica globale e un database per le sequenze di DNA di microrganismi di rilevanza in sanità pubblica e sicurezza alimentare.

Il resoconto è disponibile per il download gratuito

 




Antibioticoresistenza: nuove frontiere della One Health

E’ stato organizzato in collaborazione con la SIMeVeP il corso Ecm “Antibioticoresistenza: nuove frontiere della One Health” che si terrà il 16 Giugno 2018 a partire dalle ore 09.00 presso l’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Salerno.

Il corso, rivolto a medici chirurghi, odontoiatri, farmacisti e veterinari, intende porre una riflessione sulla necessità di ripensare un modello che possa essere più efficace nella gestione degli antibiotici in un’ottica di One Health.

Il Presidente SIMeVeP, Antonio Sorice, interverrà in qualità di relatore sul tema “Antibioticoresistenza, uso consapevole del farmaco veterinario”.




Il futuro della ricerca e innovazione in veterinaria

Maurizio Ferri, Delegato SIVeMP in UEVH, ha partecipato in rappresentanza di FVE – Federation of Veterinarians of Europe alla Conferenza AgriResearch, organizzata dalle direzioni Agricoltura e Ricerca della Commissione europea, dal titolo “Innovating for the future of farming & rural communities” che si è tenuta a Bruxelles il 2 e 3 maggio 2018 in cui sono stati affrontati anche temi cruciali per la futura ricerca e innovazione nel settore dell’agricoltura, con riferimento alla sanità animale, delle piante e dell’ecosistema e che ha fornito spunti interessanti anche sul futuro della ricerca e innovazione in veterinaria in particolare nel campo dell’antibioticoresistenza, ma più in generale nel campo della salute animale.

Leggi il contributo di Maurizio Ferri

 




VI Convention Nazionale dei Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie d’Italia

Dalla VI Convention Nazionale dei Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie d’Italia organizzata il 20 aprile a Roma da SItI, SNOP e SIMeVeP, è stato lanciato un messaggio unanime: l’intersettorialità e la multiprofessionalità si affermano sempre più come elementi cardine delle strategie di prevenzione sanitaria basata sull’approccio “One Health” che – partendo dal presupposto che la salute delle persone, degli animali e gli ecosistemi siano interconnessi – prevede una stretta collaborazione fra di tutti gli attori, sia interni che esterni al perimetro del mondo sanitario tradizionale, che hanno un impatto diretto o indiretto sulla salute, e che questi lavorino in maniera trasversale ottimizzando le risorse e gli sforzi nel rispetto dell’autonomia dei vari settori.

Per il Presidente SIMeVeP, Antonio Sorice, che ha introdotto i lavori della giornata, il Sistema sanitario nazionale è da considerare come un malato bisognoso di cure per essere messo in condizione di sopportare le nuove complessità e i vincoli che ne derivano. Agli operatori dei Dipartimenti i compete spiegare che la Prevenzione è complessa e articolata, strettamente connessa con la medicina umana, con la stabilità economica e con il benessere del tripode “uomo-animale-ambiente”. Per far questo occorre uscire dall’autoreferenzialità anche attraverso varie forme di comunicazione, su cui le tre Società Scientifiche SItI, SNOP e SIMeVeP dovranno investire tempo e risorse. E’ necessario riuscire a spiegare ai decisori politici l’importanza strategica, per il bene del Paese e dei cittadini, che i dipartimenti di prevenzione ricoprono, affinché affrontino le problematiche che i professionisti della sanità vivono quotidianamente, come le conseguenze del blocco del turn over e dell’imminente fuoriuscita, da qui a 10 anni, di 2/3 del personale dirigente presente nei Dipartimenti di prevenzione e il fenomeno delle aggressioni e violenze subite dai professionisti della salute.

Dalla Convention è emerso come si parli spesso di sanità e poco di salute e di come il governo della prevenzione in questi anni è stato ed è ancora del tutto insufficiente; a questo si aggiungono molte problematicità legate ai ruoli e ai rapporti tra Stato e Regioni (per loro responsabilità). Il tutto si traduce inevitabilmente in gravi criticità in termini di eguaglianza e omogeneità del Ssn, due obiettivi della legge 833/78 (Istituzione del Ssn) e della Costituzione italiana, mai raggiunti e che anzi attualmente sembrano alquanto irraggiungibili.

Per questo diventa fondamentale puntare su una nuova “scienza multidisciplinare”, con una logica interdisciplinare, lavorando sull’adeguamento dell’assetto e del modello organizzativo dei dipartimenti di prevenzione, sui rapporti interni ed esterni, sulle metodologie e sulle strategie d’intervento.
Da qui la proposta del presidente Onorario SIMeVeP, Aldo Grasselli di modificare la struttura della Convention stessa, allargandola agli operatori dei Dipartimenti di Prevenzione in modo da avere un coinvolgimento concreto in un progetto di trasferimento delle conoscenze anche attraverso il coinvolgimento dell’università. Grasselli ha sottolineato, come riportato qualche giorno fa in un comunicato FVM, come l’ Ssn sia una “nuova periferia abbandonata del nostro paese”, in cui si assiste al progressivo allargamento della distanza tra le stratificazioni sociali e alla polarizzazione della ricchezza e delle condizioni di vita. Occorre avviare un cambiamento culturale, ha detto Grasselli in conclusione: bisogna spiegare ai giovani che le professioni della prevenzione sono le prime ad aver un ruolo politico e sociale, mitigano i costi sociali, garantiscono il diritto al bisogno di salute non attraverso un prestazione individuali ma attraverso azioni collettive di monitoraggio e prevenzione.

Alla sessione dedicata alle esperienze, criticità, punti di forza e possibili sviluppo per la SIMeVeP è intervenuto il dott. Tocchio con una relazione su “Il nuovo Codice della Protezione Civile e i nuovi LEA: un rinnovato approccio dei Dipartimento di Prevenzione alle emergenze non epidemiche”.

Consulta gli atti della convention

 




La sorveglianza sull’uso di antimicrobici in Italia

E’ pubblicato sul n° 1/2018 di Argomenti l’articolo “La sorveglianza sull’uso di antimicrobici in Italia” di Roberta Di Turi, relazione presentata al convegno “ONE HEALTH – ONE MEDICINE Attualità, potenzialità e potenziamento dei Dipartimenti di Prevenzione e delle politiche per la protezione della salute” che si è tenuto il 3 novembre 2017 a Roma.

È ormai noto (è allarme mondiale) che l’efficacia degli  antibiotici è minacciata dalla dilagante resistenza batterica. Solo tra pochi anni la ricerca metterà a disposizione farmaci più efficaci che, almeno per un arco temporale limitato, avranno profili farmacocinetici e farmacodinamici che potranno meglio affrontare le patologie interessate. Nel nostro Paese la resistenza agli antibiotici è un fenomeno molto più grave che nella maggior parte degli altri Paesi europei. Questa realtà è ascrivibile a un uso eccessivo e spesso non appropriato di antibiotici, soprattutto quelli ad ampio spettro e di ultima generazione, a un ingiustificato protrarsi della profilassi pre-operatoria e, infine, a una insufficiente osservanza e  applicazione delle norme igieniche.

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Ruolo della sorveglianza entomologica nella prevenzione delle malattie trasmesse da vettore

E’ pubblicato sul n° 1/2018 di Argomenti l’articolo “Ruolo della sorveglianza entomologica nella prevenzione delle malattie trasmesse da vettore” di Gioa Capelli, Fabrizio Montarsi, relazione presentata al convegno “ONE HEALTH – ONE MEDICINE Attualità, potenzialità e potenziamento dei Dipartimenti di Prevenzione e delle politiche per la protezione della salute” che si è tenuto il 3 novembre 2017 a Roma.

Quando si pensa alla prevenzione delle malattie infettive
vengono in mente vaccini, esami sierologici, e screening di
varia natura; tuttavia, se parliamo di malattie trasmesse da
vettori occorre includere il monitoraggio entomologico, che
non ha solo uno scopo conoscitivo, ma anche di prevenzione.
Scopo di questo breve contributo è dimostrare con esempi
concreti come i monitoraggi entomologici possano essere utilizzati per combattere e prevenire queste malattie.

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Pet in famiglia: il veterinario pubblico per la One Health

E’ pubblicato sul n° 1/2018 di Argomenti l’articolo “Pet in famiglia: il veterinario pubblico per la One Health” di Mauro Gnaccarini e Mario Marino, relazione presentata al convegno  “ONE HEALTH – ONE MEDICINE Attualità, potenzialità e potenziamento dei Dipartimenti di Prevenzione e delle politiche per la protezione della salute” che si è tenuto il 3 novembre 2017 a Roma.

La relazione – muovendo da alcune valutazioni di ordine generale rispetto all’entità e alla rilevanza della presenza dei pet in famiglia – vuole considerare le implicazioni sulla salute della stretta convivenza uomo-animali secondo un approccio coerente con i principi della One Health, quindi rivalutare il ruolo attuale e potenziale che il veterinario pubblico può svolgere in questo importante ambito per incidere favorevolmente nelle dinamiche preventive e di salutogenesi.

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