Salute, alimentazione e benessere animale: settore unico, aliquota unica

ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, FNOVI – Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, SIMeVeP – Società Italiana Medicina Veterinaria Preventiva, ENPAV – Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Veterinari, ASSALCO – Associazione Nazionale Imprese Alimentazione e Cura Animali da Compagnia, Federchimica AISA – Associazione Italiana Industrie Salute Animale, ASCOFARVE – Associazione Nazionale Distributori Medicinali Veterinari e ASSALZOO – Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici hanno sottoscritto una lettera aperta rivolta a Governo e Parlamento per chiedere l’istituzione di uno scaglione unico dell’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) al 10% per:

• prestazioni veterinarie (oggi al 22%)
• medicinali veterinari (già al 10%)
• alimenti per animali da compagnia (oggi al 22%).

Si tratta di misure importanti anche per la salute pubblica”  – ha commentato il Presidente SIMeVeP Antonio Sorice.

Gli animali d’affezione non sono ‘beni superflui o di lusso’  ma sono sempre più parte della vita delle persone, lo dimostrano i numeri e  ne abbiamo avuto conferma anche nel periodo di forzato isolamento dovuto all’emergenza COVID- 19 durante il quale il rapporto con gli animali domestici si è rilevato un importante fattore di benessere per i proprietari e di compagnia per i tanti, ad esempio gli anziani, che sono spesso anche i meno abbienti, che si sono ritrovati soli per tutto il lockdown. Ecco che l’abbassamento dell’IVA sugli alimenti per gli animali da compagnia può contribuire a contrastare il randagismo e l’abbandono con conseguenti risparmi di spesa pubblica”.

“Ricordiamo inoltre – ha aggiunto Sorice – che le prestazioni veterinarie sono prestazioni mediche che agendo sulla salute degli animali agiscono  anche sulla salute delle persone, e hanno quindi ricadute sulla salute pubblica per l’importante principio di One Health, Salute unica, cioè di una salute connessa uomo-animale-ambiente”.

Le attività veterinarie, dei veterinarii di  sanità pubblica e dei liberi professionisti, sono state giustamente considerate essenziali, durante il lockdown, e hanno contribuito al mantenimento della salute delle popolazioni animali del nostro paese. Perchè continuare a considerare le prestazioni veterinarie e il possesso di animali da compagnia alla stregua di beni di consumo?” ha concluso il Presidente.




Animali d’affezione in ospedale, il progetto nel lazio

Il 20 maggio è stato inaugurato nel Nuovo Ospedale dei Castelli Romani di Ariccia un progetto aziendale che prevede l’accesso nella struttura ospedaliera di animali d’affezione in visita a pazienti ricoverati, il cosiddetto “pet visiting”.

Tale progetto ha previsto l’approvazione di un Regolamento aziendale coerente con le indicazioni previste nel Decreto del Commissario ad Acta n. U00486 del 07/12/2018 “Linee di indirizzo per l’accesso di animali d’affezione in visita a pazienti ricoverati presso strutture sanitarie ed ospedaliere pubbliche e private accreditate della regione Lazio”; il Decreto, emanato dalla regione Lazio, nasce dalla collaborazione tra Asl Roma 6, la struttura regionale Promozione e Prevenzione della Salute e l’Istituto zooprofilattico del Lazio e della Toscana, sostenuto dall’assessore Sanità e integrazione socio sanitaria, dott. Alessio D’Amato.

Le indicazioni regionali riguardanti l’ingresso di animali d’affezione (che normalmente vivono in famiglia) in una struttura sanitaria in visita al paziente ricoverato sono state tradotte in un Regolamento ospedaliero, che prevede norme attuative specifiche: l’incontro con gli animali in una struttura sanitaria deve essere necessariamente contestualizzato, controllato, reso consono ai luoghi e alle situazioni. Per questo è stata predisposta una specifica procedura che tiene conto delle complessità dell’Ospedale dei Castelli, delle sue criticità sanitarie, igieniche e ambientali, che permetta di evitare i rischi biologici e di incolumità.

Federica Carlevaro e  Natalino Cerini dirigenti Veterinari persso la Asl Roma6 raccontano il progetto a La Settimana Veterinaria

Sul tema era stato intervistato anche il Presidente SIMeVeP Antonio Sorice




Legge 281/91: perché non ricorrere alla sterilizzazione farmacologica?

Sterilizzazione farmacologicaLa SIMeVeP torna a sottolineare un aspetto della Legge 281/91 “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo” che, pur risultando davvero innovativo, non è stato mai seriamente preso in considerazione, e cioè l’esplicita previsione nell’articolo 2, comma 1, secondo cui “il controllo della popolazioni dei cani e dei gatti mediante la limitazione delle nascite viene effettuato, tenuto conto del progresso scientifico, presso i Servizi veterinari delle unità sanitarie locali”.

Questa previsione davvero lungimirante intendeva dire che il contenimento demografico dei cani poteva/doveva essere operato non solo ed esclusivamente con la sterilizzazione chirurgica, ma anche con strumenti farmacologici che la ricerca scientifica poteva mettere man mano a disposizione degli operatori sanitari.

Leggi il contributo pubblicato su La Settimana Veterinaria




Cuccioli e padroni insieme in ospedale. Sorice: un sostegno psicologico indispensabile

animali ospedaleIl Presidente SIMeVeP Antonio Sorice ha commentato l’iniziativa che, per la prima volta nel Lazio e grazie alla collaborazione collaborazione fra la Asl Roma 6, la struttura regionale Promozione e Prevenzione della Salute e l’Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana, consente ai pazienti ricoverati all’ Ospedale dei Castelli di Ariccia (RM) di incontrare i propri animali domestici, in particolare cani, gatti e conigli in un ambiente apposito all’interno della struttura ospedaliera, l’area “4 Zampe con te”.

 “Gli animali sono diventati parte integrante della famiglia – afferma Sorice  a RCS Salute- e danno in tante situazioni un supporto psicologico importante”.

L’incontro fra i degenti e il loro animale domestico è disciplinato da un regolamento specifico che assicura anche che l’interazione con gli animali non presenti criticità di tipo igienico-sanitario verso altri degenti e l’ambiente circostante.

La possibilità di introdurre animali nelle strutture sanitarie va sempre valutata dalle Direzioni sanitarie delle strutture – spiega il dottor Sorice – e in caso sia attuabile, deve avvenire in modo controllato. Noi abbiamo suggerito che gli animali che entrano nelle aree dedicate all’incontro con i pazienti siano preventivamente visitati da un veterinario e quindi vaccinati per evitare possibili danni alla salute dei pazienti presenti nella struttura”.

Leggi l”intervento completo su RCS Salute




ECM a Firenze – Giornata di Igiene Urbana 11 febbraio 2019

Si terrà a Firenze il giorno 11 febbraio il corso dal titolo “Giornata di Igiene Urbana”.

Divulgazione, confronto e sviluppo di buone pratiche operative in Igiene Urbana Veterinaria saranno gli argomenti trattati.

La giornata si articolerà su tre sessioni: nella prima, case solving, verranno focalizzate le attività di gestione del Canile Rifugio, di recupero e soccorso animali di città, di gestione delle Colonie Feline, la Gestione di Aree per cani, il rapporto con il Volontariato, attraverso il  contributo degli esperti che gestiscono importanti esperienze nel Comune di Firenze.

La seconda sessione sarà più spiccatamente professionalizzante con relazioni frontali su temi professionali, affidati a Medici Veterinari esperti in materia.

La terza e conclusiva sessione, tavola rotonda, richiamerà e puntualizza i temi trattati nella giornata.

Il corso è gratuito e aperto a 70 medici veterinari

Programma e scheda di iscrizione




Animali in città 2018

E’ stata presentata il 3 ottobre a Napoli la VII edizione di “Animali in città”, l’indagine di Legambiente realizzata con il patrocinio di ANCI, Conferenza delle Regioni, ENCI, FNOVI, ANMVI e SIMeVeP, che valuta i servizi che le amministrazioni comunali e le aziende sanitarie locali dichiarano di offrire ai cittadini che hanno animali d’affezione e, in generale, per la migliore convivenza in città con animali padronali e selvatici.

Lo studio, frutto di un lavoro complesso che incrocia numerosi parametri e indicatori sulla base dei dati forniti dalle amministrazioni comunali e dalle aziende sanitarie locali, mette in luce una situazione fortemente dismogenea e risultati inadeguati rispetto all’ingente spesa pubblica di 218 milioni di euro (di cui 167 milioni dalle amministrazioni comunali e 51 milioni dalle aziende sanitarie locali), dichiarata per la gestione degli animali nelle nostre città nel 2016, sottolinea Legambiente nel comunicato stampa che afferma “Su scala nazionale, non basta il lavoro messo in campo dagli enti più virtuosi; urge una strategia nazionale coerente con la spesa”.

Il randagismo rappresenta l’elemento principale di sofferenza e conflittualità per gli animali e il costo economico più significativo a carico della collettività, mentre l’anagrafe canina, l’unica obbligatoria ad oggi per gli animali in città e strumento fondamentale per conoscere il numero di cani con padrone, fa rapidi progressi, passando dal 2013 al 2017 da una media nazionale di un cane ogni 8,8 cittadini a uno ogni sei.

Il Presidente SIMeVeP, Antonio Sorice, è intervenuto al dibattito “Fermare il randagismo: impegni, esperienze e sinergie per cambiare le condizioni socio-economico-culturali che ne sono all’origine”, moderato da Antonino Morabito, Responsabile nazionale fauna e benessere animale di Legambiente Onlus.

Il Rapporto Nazionale Animali in città è uno strumento utilissimo, che ci aiuta ad avere un quadro generale sulla convivenza uomo-animale in contesto urbano e delle problematiche legate alle gestione della presenza degli animali nelle città” ha detto in apertura il Presidente.

E’ chiaro ormai che la L. 281/91, la legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, che ha senza dubbio rappresentato, pur nelle criticità fin da allora evidenziate, un cambiamento nell’approccio istituzionale di contrasto al randagismo, a distanza di quasi 30 anni dalla sua emanazione risulta uno strumento normativo obsoleto che ha bisogno di una totale revisione che preveda, in particolare, un coinvolgimento più stringente dei Comuni. Nuovi strumenti normativi sarebbero necessari anche per interrompere e prevenire il traffico e commercio incontrollato dei cuccioli di animali domestici”.

Va comunque sottolineato il grande e quotidiano impegno, anche a tutela degli animali sinantropi, dei Servizi Veterinari Territoriali che spesso sono chiamati a intervenire con le forze dell’ordine in situazioni di pericolosità sociale, legate alla presenza della criminalità organizzata in questo contesto”.

L’indagine ci dà ancora una volta l’opportunità di ribadire l’importanza della sinergia tra le componenti della veterinaria e delle istituzioni” ha concluso Sorice. “Un esempio può essere rappresentato dall’Anagrafe canina nazionale, che SIMeVeP considera da sempre la base fondamentale per la realizzazione di un piano nazionale del randagismo e di quelli regionali per superare le criticità attuali”.

Il rapporto integrale

Il rapporto in sintesi grafica

A cura della segreteria SIMeVeP




Animali in città, presentazione VII rapporto Nazionale

animali d'affezioneSarà presentata a Napoli il 3 ottobre l’VII edizione del Rapporto Nazionale “Animali in città”, di Legambiente, elaborato con il patrocinio di ANCI, Conferenza delle Regioni, ENCI, FNOVI, ANMVI e  SIMeVeP.

Il rapporto propone l’analisi dei dati delle Aziende Sanitarie Locali e dei Comuni italiani per accrescere le conoscenze e il coinvolgimento dei cittadini e dispiegare il protagonismo delle professionalità impegnate nella tutela e nella salvaguardia della salute umana, animale e ambientale

Il Presidente SIMeVeP, Antonio Sorice, parteciperà al dibattito “Fermare il randagismo: impegni, esperienze e sinergie per cambiare le condizioni socio-economico-culturali che ne sono all’origine”, moderato da Antonino Morabito, Responsabile nazionale fauna e benessere animale di Legambiente Onlus a cui interverranno anche Giorgio Zampetti, Direttore generale Legambiente Onlus, Antonio Limone, Tesoriere Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani, Sara Turetta, Presidente Save The Dogs, Marco Melosi, Presidente Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, Claudia Ricci, Responsabile nazionale Ufficio legale Ente nazionale per la protezione degli animali, Dino Muto, Presidente Ente Nazionale della Cinofilia Italiana.

E’ prevista la partecipazione del Ministro della salute, Giulia Grillo

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Randagismo in Toscana dopo l’approvazione della Legge 281/91

E’ pubblicato sul n° 2/2018 di Argomenti l’articolo “Randagismo in Toscana dopo l’approvazione della Legge 281/91”
di Ilaria Ciaponi

Dall’analisi dei dati raccolti negli ultimi 30 anni emerge che la Regione Toscana ha messo bene in pratica le disposizioni dettate dalla Legge Nazionale 281/91 per quanto concerne la gestione del randagismo canino, recependole in maniera organica con la Legge Regionale n. 43 a partire dal 1995 e addirittura anticipandole con la Legge Regionale 4/1987 con la quale aveva istituito l’Anagrafe canina regionale e aveva vietato la soppressione dei randagi se non gravemente malati o di comprovata pericolosità.

Perno dell’efficienza del Sistema in Toscana è l’Anagrafe, correlata alla Banca Dati Nazionale degli animali da affezione, gestita dalla piattaforma SISPC, pienamente operativa dal 2013. Significativa si è dimostrata la collaborazione tra Servizio pubblico veterinario e veterinari liberi professionisti che con l’attuale L.R. 59/09 possono registrare i cani in Anagrafe contestualmente all’inoculazione del microchip, unico metodo identificativo ufficiale dal 1°gennaio 2005, previo accreditamento da parte delle Az. Usl; il 75% delle identificazioni e registrazioni, ad oggi, avviene ad opera di veterinari liberi professionisti abilitati ad accedere all’anagrafe, mentre alle Az. USL spettano l’iscrizione e il trasferimento di cani già identificati in altre Regioni e l’aggiornamento della banca dati.

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Nuovo virus dei gatti, intervista al Vicepresidente Perrone

gattoUn nuovo virus che colpisce i felini simile all’epatite B: è il risultato di una ricerca condotta dai ricercatori dell’Università di Sidney in Australia e pubblicata sul mensile scientifico Viruses.

L’agente patogeno, rinominato hepadnavirus, non è pericoloso per l’uomo ed è stato identificato in un campione di linfoma appartenente ad un gatto domestico.

A fare chiarezza su questa malattia e soprattutto sull’ipotizzata somiglianza con l’epatite B, è Vitantonio Perrone, Vice Presidente della Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva SIMeVeP intervistato sull’argomento da Sanità Informazione




Pet in famiglia: il veterinario pubblico per la One Health

E’ pubblicato sul n° 1/2018 di Argomenti l’articolo “Pet in famiglia: il veterinario pubblico per la One Health” di Mauro Gnaccarini e Mario Marino, relazione presentata al convegno  “ONE HEALTH – ONE MEDICINE Attualità, potenzialità e potenziamento dei Dipartimenti di Prevenzione e delle politiche per la protezione della salute” che si è tenuto il 3 novembre 2017 a Roma.

La relazione – muovendo da alcune valutazioni di ordine generale rispetto all’entità e alla rilevanza della presenza dei pet in famiglia – vuole considerare le implicazioni sulla salute della stretta convivenza uomo-animali secondo un approccio coerente con i principi della One Health, quindi rivalutare il ruolo attuale e potenziale che il veterinario pubblico può svolgere in questo importante ambito per incidere favorevolmente nelle dinamiche preventive e di salutogenesi.

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