La general Food Law e l’EFSA compiono 20 anni
Gli europei hanno fiducia nella sicurezza dei loro alimenti, pur non sapendo, forse, che un solido quadro giuridico dell’UE protegge ogni aspetto della filiera alimentare. Alexandra Nikolakopoulou della DG SANTE parla della General Food law, adottata 20 anni fa, dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) da essa istituita e del modo in cui queste contribuiscono a garantire la sicurezza della produzione e della distribuzione di alimenti e mangimi.
La legislazione alimentare generale ha raggiunto i propri obiettivi da quando è stata adottata 20 anni fa?
Gli effetti del regolamento sulla legislazione alimentare generale non vanno sottovalutati. Adottato a seguito di una serie di incidenti alimentari verificatisi alla fine degli anni 1990, le sue definizioni comuni, i suoi obiettivi e principi generali hanno ridefinito e rimodellato la legislazione e la politica alimentare dell’UE. L’elemento più importante tra questi è il principio di analisi dei rischi, secondo cui la legislazione alimentare deve basarsi su dati scientifici.
Il regolamento ha istituito l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e stabilito il sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi (RASFF) e le principali procedure e strumenti per la gestione delle emergenze e delle crisi.
Quindi sì, la legislazione alimentare generale sta facendo ciò per cui è stata creata, ovvero contribuisce ad un’alta salvaguardia della vita umana e degli interessi dei consumatori in relazione agli alimenti, proteggendoli dai rischi lungo la filiera alimentare. Fornisce inoltre all’Unione europea uno dei sistemi di sicurezza alimentare più solidi ed efficienti al mondo.
Quest’anno l’EFSA celebra il suo ventesimo anniversario! In che modo contribuisce al funzionamento della filiera alimentare?
L’EFSA ha consolidato l’approccio scientifico all’elaborazione delle politiche e ha contribuito a fornire alle misure dell’UE una solida base scientifica. Ha mantenuto la fiducia nell’approvvigionamento alimentare e rafforzato le norme e la sicurezza alimentare dell’UE.
L’EFSA ha inoltre rilanciato la collaborazione con organismi scientifici nazionali ed internazionali e lo scambio di informazioni con gli Stati membri e la Commissione. Il risultato è stato la comprensione reciproca sui rischi connessi agli alimenti, la riduzione drastica del rischio di duplicazione e la diminuzione delle divergenze scientifiche con altri organismi di valutazione dei rischi.
Sebbene l’attività principale dell’EFSA consista nel valutare i rischi, essa informa e dialoga anche con il pubblico in merito ai rischi nella filiera alimentare attraverso campagne di sensibilizzazione (ad esempio, la campagna #EUChooseSafeFood).
I cittadini dell’UE sono preoccupati per la sicurezza alimentare?
In una recente indagine Eurobarometro sulla sicurezza alimentare nell’UE, sette intervistati su dieci in tutta l’UE (70%) hanno dichiarato di essere “personalmente interessati” al tema della sicurezza alimentare.
Se il prezzo degli alimenti resta il criterio che più influenza gli acquisti di prodotti alimentari, seguito dai gusti, quasi la metà dei consumatori pensa anche alla sicurezza alimentare. Il 41% dei cittadini dà per scontato che gli alimenti acquistati siano sicuri.
Dall’indagine risulta anche che la maggior parte dei cittadini riconosce che lo stato dell’ambiente, degli animali e delle piante incide sulla salute umana.
La legislazione alimentare generale è ancora adatta alla complessità della filiera alimentare?
Dall’adozione della legislazione alimentare generale, il contesto politico e socioeconomico si è evoluto, andando ad influire sulla percezione e sulle aspettative dei consumatori riguardo alla filiera alimentare. Eppure, questa legislazione resta attuale e pertinente nell’affrontare la complessità della filiera alimentare, come confermano le conclusioni della valutazione REFIT della Commissione del 2018 sull’adeguatezza ed efficacia della legislazione.
Inoltre, la legislazione alimentare generale è stata modificata nel 2019 dal regolamento sulla trasparenza per garantire un miglior coordinamento della comunicazione dei rischi e per rafforzare ulteriormente la limpidezza della valutazione dei rischi e l’affidabilità e l’indipendenza degli studi alla base delle valutazioni dell’EFSA, tutelando al contempo la legittimità delle informazioni commerciali riservate.
L’EFSA guarda avanti con la strategia 2027. Perché era necessaria una nuova strategia?
Il regolamento sulla trasparenza, in vigore dal 2021, ha rafforzato il ruolo dell’EFSA. A causa delle sue maggiori responsabilità e degli sviluppi politici a livello dell’UE, come il Green Deal, la strategia “dal produttore al consumatore”, la strategia in materia di sostanze chimiche sostenibili e la strategia sulla biodiversità, il fulcro delle attività dell’EFSA sta cambiando. Anche crisi globali come la pandemia e l’attuale guerra in Ucraina hanno serie conseguenze sulla filiera alimentare, sulla disponibilità e sulla sicurezza degli alimenti. La strategia 2027 era necessaria per definire in che modo l’EFSA intende rispondere al presente contesto in evoluzione per offrire un servizio sempre migliore ai suoi clienti, ai partner, alle parti interessate e al pubblico in generale.
Fonte: Commissione europea
Le nitrosammine (o più formalmente N-Nitrosammine) sono composti chimici che possono formarsi negli alimenti a seguito della preparazione e trasformazione di questi ultimi. Tali sostanze sono state rilevate in svariati tipi di prodotti alimentari, quali prodotti a base di carne ottenuti mediante salatura, pesce trasformato, cacao, birra e altre bevande alcoliche. Le nitrosammine possono anche essere presenti in diversi altri alimenti, come la carne cotta, gli ortaggi trasformati, i cereali, i prodotti lattiero-caseari oppure in alimenti fermentati, sottaceto e speziati. Alcune nitrosammine sono genotossiche (possono danneggiare il DNA) e cancerogene (possono causare il cancro). Il progetto di parere dell’EFSA valuta i rischi per la salute pubblica correlati alla presenza di nitrosammine negli alimenti.
L’Ue va verso il divieto di importare alimenti con residui di pesticidi nocivi per le api. È la prima volta che l’Unione Europea – e più in generale un membro Wto – impone limitazioni all’import di alimenti sulla base di una questione ambientale e non per motivi di salute dei consumatori.
E’ arrivato il momento di “allineare” i diversi sistemi di etichettatura in Europa, tenendo conto sia del “parere dell’Efsa che sottolinea il ruolo della dieta mediterranea”, sia del fatto che i consumatori preferiscono etichette nutrizionali “semplici e colorate”.
Resta alta l’attenzione del Ministero della salute a seguito dell’aumento di casi clinici di listeriosi alimentare registrati in diverse regioni italiane, dovuti alla contaminazione di alimenti da parte del batterio Listeria monocytogenes. Le verifiche, effettuate dal gruppo di lavoro istituito dal Ministero della Salute per fronteggiare la diffusione del batterio, hanno rilevato una correlazione tra alcuni dei casi clinici e la presenza del ceppo di Listeria ST 155 in wϋrstel a base di carni avicole prodotti dalla ditta Agricola Tre Valli – IT 04 M CE. La presenza è stata confermata anche da campionamenti effettuati presso lo stabilimento.
Nei laboratori europei non si stanno sperimentando solo le
Volontaria o obbligatoria? Per tutti gli step della filiera o solo per alcune fasi? Univoca o declinata sulle esigenze dei singoli Paesi? Prosegue il confronto europeo sull’etichettatura degli alimenti.
Che fine fanno le nanoplastiche, una volta che si sono formate e sono rilasciate nell’ambiente? La domanda è fondamentale, per capire se e in quale modo questi frammenti di plastica di dimensione inferiore al millesimo di millimetro, arrivino agli esseri umani attraverso la catena alimentare e per indagare i possibili effetti tossici che sono già stati dimostrati a carico delle piante e di diverse specie di animali invertebrati e vertebrati. Finora questa domanda non aveva molte risposte, date la difficoltà di condurre studi in un settore ancora in gran parte inesplorato e la carenza di metodologie efficaci. Per esempio, non si sapeva in che modo interagissero con il complesso ecosistema del suolo, anche se è noto che può essere contaminato attraverso le piogge, l’irrigazione con acque reflue, la dispersione di fanghi di depurazione e la pacciamatura con film di plastica.
Molte strutture sono state costrette a chiudere a causa dell’emergenza aviaria, e Bruxelles ha permesso loro di mantenere la dicitura per evitare un crollo delle vendite.
Gli insetti hanno le potenzialità per diventare un’importante fonte alimentare sia per l’alimentazione animale che umana nel mondo Occidentale, ma con quali garanzie per la salute della specie e la sicurezza alimentare? Una revisione sistematica condotta dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) ha individuato più di 70 specie di virus presenti negli insetti commestibili allevati, per la maggior parte non patogeni né per gli insetti né per l’uomo. Esistono però dei virus, specifici degli insetti, capaci di infettare e causare malattia e portare alla morte in breve tempo intere colonie di insetti allevati. Il rischio di trasmettere all’uomo virus di origine alimentare tramite insetti edibili è considerato basso, essendo al momento attributo loro solo un ruolo meccanico nella diffusione di patogeni. Dato il numero limitato di studi presenti finora in letteratura, lo studio IZSVe suggerisce la necessità di investire in ricerca e biosicurezza.