Perdite e sprechi alimentari, obiettivi di riduzione nella proposta di direttiva UE
Il 19 marzo 2025, il Consiglio dell’Unione Europea ha pubblicato il documento 7258/25, che delinea il compromesso finale sulla proposta di riforma della Direttiva Quadro sui Rifiuti 2008/98/CE, con una forte attenzione alla lotta alla perdita e allo spreco di cibo (food loss and waste, FLW).
Questa iniziativa legislativa mira a rafforzare la sostenibilità ambientale e sociale del settore alimentare all’interno dell’UE, basandosi sui principi dell’attuale direttiva quadro sui rifiuti e sostenendo sia il Green Deal europeo che il Piano d’azione per l’economia circolare. Attualmente, questo accordo tra Consiglio e Commissione è una bozza e richiede ulteriori negoziati e l’approvazione del Parlamento europeo attraverso il processo di trilogo.
La presente analisi fornisce uno sguardo approfondito agli elementi chiave di questo testo di compromesso, compresi gli obiettivi nazionali proposti, giuridicamente vincolanti, per la riduzione delle perdite alimentari e dei rifiuti e le strategie per la loro attuazione.
Contesto giuridico e politico
La proposta di riforma della direttiva quadro sui rifiuti mira a “rafforzare e accelerare l’azione dell’Unione e degli Stati membri per garantire la sostenibilità ambientale e sociale dei settori tessile e alimentare”, in quanto gli alimenti sono considerati il settore a più alta intensità di risorse, che causa notevoli esternalità ambientali negative.
Il settore alimentare non è ancora pienamente conforme ai principi fondamentali dell’Unione in materia di gestione dei rifiuti, come delineato nella gerarchia dei rifiuti (ovvero la scala di Lansink), che dà la priorità alla prevenzione delle perdite e dei rifiuti alimentari. Per affrontare questa sfida è necessaria una soluzione sistemica basata su un approccio al ciclo di vita, con particolare attenzione ai prodotti alimentari (considerando 1-2).
Contesto strategico
Il testo ricorda gli impegni assunti dagli Stati membri nell’ambito dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, in particolare l’obiettivo 12.3 SDG, che mira a dimezzare lo spreco alimentare globale pro capite entro il 2030 e a ridurre le perdite alimentari lungo le catene di produzione e di approvvigionamento, comprese quelle post-raccolto. La Commissione ha dato seguito alla Conferenza sul futuro dell’Europa organizzando un gruppo di cittadini (dicembre 2022 – febbraio 2023), che ha suggerito tre azioni chiave:
- ‘migliorare la cooperazione lungo la catena del valore alimentare;
- incoraggiare le iniziative delle imprese alimentari
- promuovere cambiamenti nel comportamento dei consumatori‘ (Considerando 5-6).
Fonte: foodtimes.eu
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