Giornata mondiale dell’alimentazione
“Le nostre azioni sono il nostro futuro. Un’alimentazione sana per un mondo #FameZero”. E’ il tema della Giornata Mondiale dell’alimentazione (GMA) promossa dall’ONU e dalla FAO, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 25 settembre 2015.
Nello specifico l’obiettivo 2 “porre fine alla fame, realizzare la sicurezza alimentare e una migliore nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile” punta a garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e implementare pratiche agricole che aumentino la produttività e la produzione, che aiutino a mantenere gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, condizioni meteorologiche estreme, siccità, inondazioni e altri disastri e che migliorino progressivamente il territorio e la qualità del suolo.
In linea con quanto sopra è anche l’adozione, da parte dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, della risoluzione A/RES/70/259 “United Nations Decade of Action on Nutrition (2016-2025)” (Il decennio d’azione delle Nazioni Unite sulla nutrizione), che mira a promuovere azioni vigorose per porre fine alla fame e alla malnutrizione a livello mondiale e ad assicurare l’accesso universale a regimi alimentari più sani e sostenibili, per tutte le persone, indistintamente e ovunque esse vivano.
Con tali riferimenti (Agenda 2030 e Decade nutrizione), l’Italia si è impegnata negli ultimi anni per:
- lanciare campagne di promozione dell’allattamento al seno, che costituisce il modo di alimentazione migliore e più naturale per neonati e bambini
- prevedere azioni specifiche per le donne, considerando che sono spesso più vulnerabili alle carenze nutrizionali con diverse gravi conseguenze sulla loro salute
- avviare azioni per la prevenzione del sovrappeso e dell’obesità infantili, fra le quali guardiamo con particolare interesse agli Accordi già avviati con l’Industria del settore Alimentare per la riformulazione degli alimenti (soprattutto per i bambini) ed il miglioramento delle loro caratteristiche nutrizionali
- adattare i sistemi alimentari per eliminare gli sprechi alimentari con azioni specifiche e mirate
- avviare programmi di educazione alimentare all’interno delle scuole e delle comunità locali; in proposito sono stati avviati diversi interventi e studi pilota, che aiuteranno a conseguire gli obiettivi della decade ONU
A livello nazionale
Il rapido cambiamento nelle abitudini della dieta a causa dell’aumentata industrializzazione, urbanizzazione, sviluppo economico e la crescente globalizzazione dei mercati alimentari, associati alla mancanza di un organismo con funzioni di coordinamento e proposta, ha impedito, ad oggi, di pervenire a dati condivisi e uniformi. Non di rado si assiste, anche a livello istituzionale, ad iniziative e percorsi formativi e informativi diversi, talvolta in antitesi tra loro. Al fine di superare tali contraddizioni e avviare una strategia di politica nutrizionale basata sull’evidenza, condivisa e attiva, risultano di particolare rilievo, per i compiti di sorveglianza nutrizionale, le attività del Tavolo tecnico sulla sicurezza nutrizionale (TaSiN), che svolge funzioni di Osservatorio come previsto dall’Accordo Stato Regioni del 24 novembre 2016.
Il tavolo ha anche lo scopo di raccogliere i dati e le esperienze esistenti su tutto il territorio, per evidenziare le abitudini alimentari in età e gruppi socioeconomici diversi e stabilire orientamenti univoci sulle politiche- nutrizionali-educazionali e strategie di intervento.
Sempre a livello nazionale, è operativo presso questo Ministero il “Tavolo tecnico operativo interdisciplinare per la promozione dell’allattamento al seno (TAS)“. Gli effetti positivi sulla salute del bambino e della madre fanno della protezione, promozione e sostegno dell’allattamento al seno uno degli interventi di salute pubblica più rilevanti in termini di efficacia e di rapporto costo/beneficio.
A livello internazionale
Il Ministero conduce specifiche azioni per la protezione e il recupero delle diete locali tradizionali, con specifici programmi ed accordi. Un esempio è stato il Progetto fra Ministero della salute italiano e FAO, volto a promuovere la Dieta Mediterranea in Libano e Tunisia, al fine di garantire la sicurezza alimentare e la nutrizione in paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa. Il Progetto, appena concluso, ha avuto lo scopo di estendere i benefici che la Dieta Mediterranea comporta e di sradicare la malnutrizione e la povertà nel ciclo di due anni, attraverso azioni di rilevazione statistica, di sensibilizzazione dei consumatori e di adeguamento dei sistemi alimentari.
Inoltre, da luglio 2017 procedono i lavori del Tavolo Italia Decade per la nutrizione (con la super visione di FAO ed OMS) con assetto inter istituzionale, multidisciplinare e multistakeholder, che prevede una leadership italiana per la diffusione di modelli di diete tradizionali, sane e sostenibili. Si evidenzia, in tale contesto, che l’Italia vorrà assumere il ruolo di Focal Point per la diffusione dei principi della Dieta Mediterranea con specifici programmi ed il prossimo lancio di una specifica Action Network fra Paesi aderenti.
Guarda il video del Presidente alla FAO
Fonte: Ministero della salute
La Commissione nazionale per la formazione continua nel corso della riunione del 25 luglio ha adottato una delibera in materia di riduzione debito formativo per i professionisti sanitari domiciliati o che svolgono la propria attività presso i comuni colpiti dagli eventi sismici degli anni 2016 e 2017.
E’ il terzo isolamento nel Lazio di larve di Trichinella nelle carni di cinghiali abbattuti a caccia nella stagione venatoria 2019 – 2020.
I prestigiosi Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta hanno dichiarato già da diversi anni che le “malattie infettive emergenti” sarebbero causate per il 60-70% da agenti biologici a dimostrato o sospetto potenziale zoonosico, vale a dire capaci di attuare il cosiddetto “salto di specie” da animale a uomo.
La Commissione europea ha pubblicato un
Il gruppo di lavoro sulla sicurezza alimentare e la sezione EASVO di FVE – Federazione dei Veterinari Europei hanno lanciato un indagine per acquisire, in forma anonima, informazioni relative alla vita lavorativa, alla retribuzione, alla soddisfazione e al benessere dei veterinari ufficiali impiegati dalle autorità competenti.
Cosa e quanto sprechiamo a tavola? E’ possibile fare un identikit degli “spreconi”? E come agire per prevenire efficacemente lo spreco? Di questo si è discusso in occasione della II edizione della giornata della nutrizione “Nutrinformarsi: lo spreco nel piatto” organizzata dal CREA Alimenti e Nutrizione, presso cui è istituito l’Osservatorio sulle eccedenze, recuperi e sprechi alimentari, che realizza studi scientifici, diffonde informazioni e dati e promuove buone pratiche sulla generazione di eccedenze alimentari e sul loro recupero, allo scopo di stimolare innovazione nelle strategie, nelle politiche e nei comportamenti dei cittadini.
Il nuovo rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) offre approfondimenti sulle quantità e sulle cause delle perdite alimentari nelle diverse fasi della filiera alimentare, sollecitando scelte consapevoli per la loro effettiva riduzione e segnalando nuove metodologie per monitorarne i progressi.
E pubblicato sull Gazzetta Ufficiale del 26 agosto 2018 il decreto del Ministero della Salute “
In Italia, nel 2018, le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per gli otto patogeni sotto sorveglianza (Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter species) si mantengono più alte rispetto alla media europea, pur nell’ambito di un trend in calo rispetto agli anni precedenti.