Efsa e Fao firmano accordo per impegno su salute pubblica e One Health
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) hanno firmato un memorandum d’intesa (MoU) che rafforza la loro cooperazione e afferma l’impegno comune a promuovere una solida scienza normativa per la tutela della salute pubblica.
L’accordo riflette un obiettivo comune: garantire che l’innovazione sia motore di competitività, mantenendo al contempo i più elevati standard di sicurezza. In un contesto di rapida evoluzione tecnologica e crescente complessità, la partnership triennale promuoverà soluzioni basate sulla scienza per sistemi alimentari sicuri, sostenibili e resilienti, in linea con i principi di One Health.
Nell’ambito del protocollo d’intesa, la cooperazione riguarderà settori quali la salute delle piante e degli animali, la valutazione del rischio da pesticidi e le pratiche agricole sostenibili, la nutrizione e il lavoro trasversale sui dati, nonché metodologie e comunicazione. La partnership promuoverà inoltre sforzi congiunti su questioni e settori emergenti come i nuovi alimenti, le biotecnologie, l’intelligenza artificiale e la ricerca sul microbioma.
Il protocollo d’intesa è stato firmato da Nikolaus Kriz, Direttore esecutivo dell’EFSA, e Máximo Torero, Capo economista della FAO. Alla cerimonia della firma Nikolaus Kriz ha sottolineato l’importanza dell’accordo: “Sono molto orgoglioso di vedere questa partnership con la FAO prendere forma. Unendo le nostre competenze, saremo meglio preparati ad affrontare le sfide emergenti e a rafforzare sistemi alimentari sicuri, innovativi e sostenibili. Sono fiducioso che, insieme, potremo apportare benefici concreti alla salute pubblica”.
Fonte: mangimiealimenti.it
L’Oms riconosce progressi significativi nella preparazione globale, dall’Accordo Pandemico ai nuovi strumenti di sorveglianza. Ma avverte: i risultati sono fragili, i finanziamenti calano e senza cooperazione internazionale la sicurezza sanitaria resta a rischio.
L’etichettatura antimicrobica per un uso e uno smaltimento appropriati nella risposta globale alla resistenza antimicrobica (AMR) svolge un ruolo fondamentale.
È stato formalmente adottato il Programma triennale “Salute, ambiente, biodiversità e clima”, documento strategico che rafforza l’integrazione tra politiche sanitarie e ambientali e consolida l’approccio One Health nella prevenzione dei rischi ambientali e climatici per la salute.
A fine ottobre del 2025 un gruppo di ricercatori provenienti dal mondo accademico della salute globale ha pubblicato sul BMJ un’interessante proposta per una nuova definizione di salute globale, partendo dalla definizione di Koplan et al. (1) e aggiornandola alle sfide contemporanee. In questa nuova definizione sono state evidenziate, in particolare, la crisi climatica ma anche la crescente importanza di policy e governance. All’interno dell’articolo (2) si trova anche un’infografica sulla nuova definizione proposta, con il concetto di salute per tutti (“Health for all”) collocato al centro come principio fondamentale della salute globale.
Il 9 dicembre 2025 l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) hanno pubblicato “The European Union One Health 2024 Zoonoses Report” (EUOHZ) [1], il report annuale sulle zoonosi, sugli agenti zoonotici e sui focolai epidemici di malattie a trasmissione alimentare. Il report è basato sui dati raccolti nel 2024 da 27 Stati membri dell’Unione Europea (UE), dall’Irlanda del Nord (limitatamente ai dati su alimenti e animali e focolai epidemici di malattia trasmesse da alimenti) e da altri 8 Paesi europei non membri della UE.
Il monitoraggio e la corretta identificazione degli artropodi (insetti e acari) di interesse medico sono attività fondamentali per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmesse dalle specie aventi attività vettoriale.
Un aumento che non ci si aspettava. Dopo oltre dieci anni di calo costante, le vendite di antimicrobici destinati agli animali da allevamento sono tornate a crescere in Europa. A certificarlo è il nuovo
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha pubblicato una nuova guida operativa per supportare i Paesi dell’Unione europea nella prevenzione e gestione delle minacce influenzali di origine animale con potenziale trasmissione all’uomo, alla luce dell’aumento dei casi di influenza aviaria A(H5N1) registrato nell’autunno 2025 tra uccelli selvatici e pollame in diversi Stati membri.