Animali selvatici ed esotici: aggiornato l’elenco delle specie ammesse come animali da compagnia
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto 18 dicembre 2025, che modifica il decreto dell’11 ottobre 2022 relativo agli animali di specie selvatiche ed esotiche prelevati dal loro ambiente naturale e autorizzati come animali da compagnia: il provvedimento aggiorna l’elenco delle specie ammesse, integrando le più recenti valutazioni tecniche e scientifiche. Tra le principali novità, il decreto esclude alcune specie considerate a rischio di estinzione o con potenziali rischi per la salute pubblica, mentre conferma altre specie la cui detenzione è ritenuta sicura e sostenibile; l’obiettivo è garantire un equilibrio tra la possibilità di possedere animali esotici come compagni e la tutela della biodiversità nazionale.
Le valutazioni sono state effettuate dall’ISPRA in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, considerando diversi criteri: l’impatto sulla fauna selvatica, la probabilità che le specie possano stabilizzarsi nel territorio nazionale e la sicurezza sanitaria per l’uomo. Questa revisione tecnica è prevista dalla normativa vigente, che stabilisce aggiornamenti periodici per evitare rischi ecologici e sanitari. Il decreto evidenzia inoltre l’importanza di rispettare la normativa internazionale sulla protezione della fauna, in particolare le convenzioni internazionali per le specie a rischio, come quelle inserite nelle liste della IUCN Red List: alcune specie escluse sono state classificate come “vulnerable” o “endangered”, mentre altre sono state scartate per rischi sanitari o ecologici.
Fonte: AISA
Lo stato di conservazione delle popolazioni selvatiche di api mellifere (Apis mellifera) nell’Unione Europea è stato recentemente rivalutato per la
Sono state pubblicate su Reportnet3, la nuova piattaforma europea di e-Reporting, le versioni finali dei report nazionali sulle Direttive Habitat e Uccelli. I documenti chiudono il ciclo di monitoraggio 2019-2024 e offrono un quadro scientifico aggiornato sullo stato di conservazione del patrimonio naturale italiano, rappresentando uno strumento chiave per la tutela della biodiversità.
È stato formalmente adottato il Programma triennale “Salute, ambiente, biodiversità e clima”, documento strategico che rafforza l’integrazione tra politiche sanitarie e ambientali e consolida l’approccio One Health nella prevenzione dei rischi ambientali e climatici per la salute.
Gli impatti sull’ambiente di vita per le comunità sono rilevanti già ora … Il rapporto clima e salute è immediato. Le comunità ne risentono a secondo della loro ubicazione. È necessario aiutare una loro crescita di consapevolezza e di empowerment. Comunità proattive sono comunità più sane.
Il mondo è entrato nell’era della bancarotta idrica globale: viviamo in una situazione in cui l’uso e l‘inquinamento delle fonti d’acqua hanno superato le possibilità di rinnovamento e non potranno essere più riportate ai livelli precedenti.
L’animale più pericoloso al mondo è sempre più assetato di sangue umano. Detta così potrebbe sembrare l’incipit di un film dell’orrore, ma in realtà c’è un motivo specifico per cui le zanzare scelgono sempre più spesso di nutrirsi del nostro sangue e, guarda caso, è una questione che ha a che fare proprio con le azioni dell’uomo. Con la perdita di biodiversità innescata dalle scelte antropiche le zanzare femmine, in luoghi dove vengono a mancare le foreste e si riducono gli habitat, tendono a causa di meno vertebrati “a disposizione” a preferire l’uomo quando devono nutrirsi. Conclusioni a cui è arrivato un
Usati ogni giorno per curare persone e animali, gli antibiotici hanno migliorato la salute pubblica in modo decisivo. Ma una volta utilizzati, una parte di essi finisce inevitabilmente nell’ambiente: attraverso scarichi urbani, acque reflue o residui provenienti dagli allevamenti può infatti raggiungere fiumi, laghi, mari e acque sotterranee, dove i farmaci possono restare a lungo e interagire con gli ecosistemi. A fare il punto su questo fenomeno è una revisione condotta dai ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise (IZSAM), pubblicata sulla rivista “Science of the Total Environment”.
La velocità con cui scopriamo nuove specie al mondo è decisamente più elevata rispetto ai ritmi che portano all’estinzione delle specie. Questo fatto, oltre alla consapevolezza che ci siano sempre più esemplari di fauna e flora da scoprire, lascia aperta la speranza all’ipotesi che – nonostante l’impatto negativo dell’uomo sulla Terra – la biodiversità di alcuni gruppi di esseri viventi sia ben più ricca di quanto finora immaginata, con vantaggi futuri anche per la salute dell’uomo. Soltanto fino a pochi secoli fa l’umanità non solo non aveva idea di chi, quali e quante fossero le creature con cui stava condividendo la vita sul Pianeta, ma non riusciva nemmeno a identificarle o darle un nome.