West Nile virus, una minaccia costante. Brochure SIMeVeP

Il West Nile Virus (WNV), o virus della Febbre del Nilo, è tornato alla ribalta sulla stampa, ma non è una patologia nuova: isolato per la prima volta in Uganda, nel distretto del West Nile, nel 1937, è un arbovirus – ovvero virus trasmessi da artropodi – appartenente alla famiglia Flaviviridae, genere Flavivirus. WNV, rappresenta una crescente preoccupazione in Italia e in Europa.

La SIMeVeP ha elaborato una brochure informativa per evidenziare l’importanza della prevenzione e il ruolo della sorveglianza veterinaria, nell’ottica One Health.

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La Trasmissione transovarica è un fenomeno frequente che garantisce la persistenza nel tempo dei molti arbovirus. Solo alcuni degli lavori scientifici consultati specifici sulla trasmissione transovarica:

* Nelms, B. M., Fechter-Leggett, E., Carroll, B. D., Macedo, P., Kluh, S., & Reisen, W. K. (2013). Experimental and Natural Vertical Transmission of West Nile Virus by California Culex (Diptera: Culicidae) Mosquitoes. Journal of Medical Entomology, 50(2), 371-378.
Questo studio esamina la trasmissione verticale (transovarica) del WNV in zanzare del genere Culex in California, sia in laboratorio che in natura, suggerendo che possa contribuire alla persistenza del virus.

* Mishra, A. C., & Mourya, D. T. (2001). Transovarial transmission of West Nile virus in Culex vishnui mosquito. Indian Journal of Medical Research, 114, 212-214.
Un report precoce sulla trasmissione transovarica del WNV in Culex vishnui, evidenziandone l’importanza nel ciclo naturale del virus.

* Anderson, J. F., & Main, A. J. (2020). Horizontal and Vertical Transmission of West Nile Virus by Aedes vexans (Diptera: Culicidae). Journal of Medical Entomology, 57(5), 1614-1619.
Questo studio valuta la capacità di Aedes vexans di trasmettere il virus West Nile sia orizzontalmente (tramite puntura) che verticalmente (alle uova).

* Anderson, J. F., Main, A. J., Cheng, G., & Ferrandino, F. J. (2012). Horizontal and Vertical Transmission of West Nile Virus Genotype NY99 by Culex salinarius and Genotypes NY99 and WN02 by Culex tarsalis. Journal of Medical Entomology, 49(1), 165-173. (Articolo PMC)
Confronta la trasmissione orizzontale e verticale di diversi genotipi del WNV in diverse specie di Culex.

Review e capitoli di libri che menzionano la trasmissione transovarica:
* Tesh, R. B., Bolling, B. G., & Beaty, B. J. (2016). Role of vertical transmission in mosquito-borne arbovirus maintenance and evolution. In: Arboviruses-Molecular Biology, Evolution and Control (pp. 191–217). Caister Academic Press.
Questo capitolo offre una panoramica più ampia sul ruolo della trasmissione verticale per vari arbovirus trasmessi dalle zanzare, incluso il WNV.

* Bergren, N. A., & Kading, R. C. (2018). The ecological significance and implications of transovarial transmission among the vector-borne Bunyaviruses: a review. Insects, 9(4), 173.
Anche se si concentra sui Bunyavirus, spesso le review sulla trasmissione transovarica degli arbovirus fanno riferimento al WNV come esempio rilevante.

* A systematic review on transovarial transmission of mosquito-borne viruses. Frontiers in Cellular and Infection Microbiology.

Sulla trasmissione transovarica vedi anche: “Transovarial transmission of mosquito-borne viruses: a systematic review




Malattie da Vettori, al via le iscrizioni al corso Fad gratuito patrocinato da SIMeVeP

E’ possibile iscriversi già da oggi al corso FAD gratuito Malattie trasmesse da vettori: Focus su Febbre emorragica Crimea-Congo ed Encefalite da zecca realizzato da ACCMED in collaborazione con SIVeMP e il patrocinio di SIMeVeP, che sarà disponibile dal 4 agosto 2025 al 31 dicembre 2025.

Si stima che attualmente l’80% della popolazione mondiale è a rischio di contrarre una o più malattie da vettori e che queste ogni anno siano responsabili della morte di oltre mezzo milione di persone. Pertanto, le arbovirosi rappresentano un problema di sanità pubblica di primaria importanza la cui lotta risulta difficile e particolarmente sfidante.
L’aumento delle temperature e i conseguenti cambiamenti macro e microclimatici possono influenzare la biologia e l’ecologia dei vettori, così come gli scambi transfrontalieri ne favoriscono la diffusione e la distribuzione geografica. Per questi motivi, si assiste con maggiore frequenza alla comparsa di eventi epidemici ed alla endemizzazione delle stesse arbovirosi.

In un’ottica di “Salute Unica” e di collaborazione intersettoriale, imprescindibile per l’approccio alla lotta delle infezioni da vettori, il corso vuole contribuire all’aggiornamento su due importanti malattie trasmesse da zecche, attraverso l’intervento di specialisti che possono fornire ai partecipanti una visione multidisciplinare degli argomenti.

Il corso, della durata di 6 ore, è erogato in modalità asincrona, accreditato per 6 crediti ECM, ed è rivolto a:
– Biologi
– Medici specialisti in Igiene degli alimenti e della nutrizione, Igiene, epidemiologia e sanità pubblica, Malattie infettive, Medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro
– Medicina Generale (medici di famiglia)
– Medici Veterinari

Per partecipare è necessario completare la procedura online di registrazione e iscrizione.

Un’occasione in più per compensare eventuali debiti formativi relativi agli anni passati

Clicca qui per tutte le informazioni, il programma, e l’iscrizione




Recupero del debito formativo 2020-2022, crediti compensativi e premialità

EcmLa Commissione Nazionale per la Formazione Continua, nella riunione del 3 luglio 2025, ha approvato la delibera per il recupero del debito formativo 2020/2022 e in materia di crediti compensativi relativi ai trienni 2014/2016, 2017/2019 e 2020/2022.

La delibera stabilisce chel ’acquisizione dei crediti formativi relativi al triennio 2020-2022 è consentita fino al 31 dicembre 2025. La possibilità di spostamento dei crediti è consentita fino al 30 giugno 2026.

Per i professionisti sanitari che non hanno assolto all’obbligo formativo individuale nei trienni 2014/2016 e/o 2017/2019 e/o 2020/2022, la certificazione per tali trienni è subordinata al conseguimento di un numero di crediti compensativi (cioè i crediti utili al soddisfacimento dell’obbligo formativo, eccedenti  l’obbligo formativo individuale e finalizzati alla compensazione del debito formativo relativo al singolo  triennio)  pari alla totalità del debito individuale relativo ai trienni sopraindicati, nelle modalità previste dalla vigente normativa. Tali crediti potranno essere conseguiti fino al 31/12/2028.

I professionisti sanitari che alla data di pubblicazione della presente delibera risultino certificabili per i trienni 2014/2016, 2017/2019 e 2020/2022, riceveranno un bonus di 20 crediti da imputarsi al triennio 2023/2025 e 20 crediti da imputarsi al triennio 2026/2028.

Per i professionisti il cui obbligo formativo abbia decorrenza a partire dal triennio 2017/2019, il bonus, da imputare al triennio 2023/2025 e 2026/2028, sarà quantificato in 15 crediti per ciascun triennio.

Per i professionisti il cui obbligo formativo abbia decorrenza a partire dal triennio 2020/2022 il bonus, da imputare al triennio 2023/2025 e 2026/2028, sarà quantificato in 10 crediti per ciascun triennio.

Restano fermi gli ulteriori bonus già previsti dalla vigente normativa e da quanto statuito dalla Commissione Nazionale per la Formazione Continua.

Il testo della delibera  n°1/2025

Materiale informativo:
– Recupero obbligo formativo 2020/2022 (download documento)
– Crediti compensativi (download documento)
– Bonus (download documento)

A cura della segreteria SIMeVeP




Malattie infettive umane ed animali: Prevenire e’ meglio che curare!

Abbracciare con uno sguardo d’insieme le malattie infettive umane ed animali costituisce un’impresa tutt’altro che agevole, viste le grandi e molteplici differenze che caratterizzano i rispettivi agenti patogeni, da un lato, e le variegate strategie difensive elaborate dall’ospite nei loro confronti, dall’altro.

A tal proposito, mentre la pandemia da CoViD-19 ci ha consegnato una lezione oltremodo eloquente ed un’eredita’ quantomai gravosa, andrebbe parimenti sottolineato, al contempo, che il 75% delle c.d. “malattie infettive emergenti” trarrebbero la propria origine, comprovata o presunta, da uno o più serbatoi animali (Casalone & Di Guardo, 2020).

Come risulta ben noto, i virus a RNA quali ad esempio quelli influenzali e lo stesso betacoronavirus SARS-CoV-2, responsabile della CoViD-19, sarebbero gli agenti infettivi più soggetti a sviluppare mutazioni genetiche, il che consentirebbe loro sia di bypassare le risposte immunitarie dell’ospite sia di adattarsi a nuove specie, come sta avvenendo giustappunto con il clade 2.3.4.4b del virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicita’ A(H5N1) (Di Guardo, 2025a).

La mutagenicita’ degli RNA-virus e, piu’ in generale, di qualsivoglia agente patogeno, virale e non, potrebbe risultare ulteriormente accresciuta da una prolungata esposizione dei medesimi sia alle radiazioni solari che a quelle nucleari, evenienza quest’ultima che i drammatici teatri bellici in Ucraina così come nel Vicino-Medio Oriente contribuirebbero a rendere quantomai attuale e plausibile al contempo (Di Guardo, 2025b).

In un siffatto contesto andrebbe altresi’ tenuta in debita considerazione pure la marcata resistenza ambientale di determinati microrganismi quali ad esempio il virus del vaiolo delle scimmie (MPXV), che nel corso di questi ultimi anni si è reso responsabile di migliaia di casi di malattia nell’uomo in oltre 100 Paesi. Infatti, a seguito dei fenomeni meteo-climatici estremi che con sempre maggior frequenza ci e’ dato osservare ad ogni latitudine e longitudine per via della crisi climatica globale, sia MPXV sia numerosi altri agenti, virali e non, dotati di elevata resistenza ambientale, potrebbero essere trasferiti a notevole distanza dal luogo in cui si e’ verificata la loro eliminazione ad opera di individui infetti  (Di Guardo, 2024).

Mi preme sottolineare, al riguardo, che il ruolo degli eventi meteo-climatici nella diffusione degli agenti infettivi, pur configurandosi come un fattore di rilevanza crescente, non sembrerebbe godere, al momento, della considerazione che lo stesso meriterebbe nello svolgimento delle indagini eco-epidemiologiche mirate a chiarire l’origine dei vari focolai di malattie infettive umane ed animali.

Sulla base di quanto sin qui esposto, appare dunque di cruciale importanza prevenire l’insorgenza e la diffusione delle malattie infettive umane ed animali sia attraverso adeguate campagne di vaccinazione di massa sia tramite lo sviluppo di modelli matematici in grado di prevederne l’evoluzione e, nondimeno, in un’ottica multidisciplinare e di stretta collaborazione intersettoriale fra Medicina Umana e Medicina Veterinaria, costantemente permeata dal principio della “One Health”, la salute unica di uomo, animali ed ambiente.

Bibliografia citata 

Casalone C., Di Guardo G. (2020). CoViD-19 and mad cow disease: So different yet so similar.  Science.
DOI:https://www.science.org/doi/10.1126/science.abb6105#elettersSection.
Di Guardo G. (2024). Consideration of environmental aerosols. Veterinary Record 194(3):119.
DOI:10.1002/vetr.3930.
Di Guardo G. Highly Pathogenic Avian Influenza A(H5N1) Virus: How Far Are We from a New Pandemic? (2025a). Veterinary Sciences 12(6):566.
DOI:10.3390/vetsci12060566.
Di Guardo G. (2025b). Nuclear catastrophes: Have we truly learned from history? BMJ.
DOI:https://www.bmj.com/content/388/bmj.r319/rr-5.

Giovanni Di Guardo, DVM, Dipl. ECVP,

Già Professore di Patologia Generale e Fisiopatologia  Veterinaria presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Teramo




“Cibo che Unisce”: Grande successo per il convegno di Spoleto sulla Solidarietà Alimentare

Il prestigioso Festival dei Due Mondi di Spoleto ha ospitato un evento di grande rilevanza sociale e scientifica: il convegno “Cibo che Unisce: Recupero e Ridistribuzione Alimentare per la Solidarietà verso una Comunità Antispreco”. La forte presenza della Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (SIMeVeP), su iniziativa del suo Presidente, Antonio Sorice, ha ribadito l’impegno concreto dell’associazione nella lotta allo spreco alimentare e nella promozione di pratiche virtuose per la sostenibilità e la solidarietà.

L’appuntamento, tenutosi presso la Sala Consiliare del Palazzo Comunale di Spoleto, ha rappresentato un’occasione fondamentale per approfondire tematiche cruciali legate alla gestione delle eccedenze alimentari, alla sicurezza igienico-sanitaria e all’importanza di un’economia circolare.

La Voce Istituzionale e il Contributo della Prevenzione

Il convegno si è aperto con i saluti di rito, che hanno visto la partecipazione del Direttore del Dipartimento Prevenzione Usl Umbria 2, Danilo Serva, del Sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, del Direttore Generale IZS Umbria e Marche, Vincenzo Caputo e della Direttrice Salute e Welfare della Regione Umbria,  Daniela Donetti. A seguire, Cinzia Mari (Direttore ff Servizio IAN Usl Umbria 2) e Maria Antonella Leo (Referente SIMeVeP Umbria – Dirigente Veterinario Servizio IAOA Usl Umbria 2) che hanno presentato il corso correlato, fornendo un quadro esaustivo degli obiettivi formativi.

Il momento centrale della mattinata è stato senza dubbio l’intervento di Antonio Sorice, Presidente della SIMeVeP, che ha illustrato efficacemente “Il ruolo del Dipartimento di Prevenzione nell’assicurare cibo sano e sicuro alle persone in difficoltà tramite il contrasto allo spreco alimentare”. Questa sessione ha messo in luce come l’approccio veterinario e di sanità pubblica sia essenziale per garantire che le eccedenze recuperate siano sicure e idonee al consumo, evidenziando il contributo fondamentale della medicina preventiva in questo ambito.

Approfondimenti su Economia Circolare, Comunicazione e Sicurezza

La giornata è proseguita con interventi di alto profilo che hanno arricchito il dibattito: Dario Dongo ha fornito una prospettiva illuminante sull'”Interconnessione tra economia circolare, solidarietà e il quadro normativo europeo”, offrendo spunti preziosi sulle opportunità e le sfide a livello continentale. Successivamente, Giuliana Malaguti ha affrontato la “Necessità di una strategia comunicativa efficace nella lotta allo spreco alimentare”, sottolineando come la sensibilizzazione della cittadinanza sia cruciale per il successo delle iniziative.

Un altro tema di primaria importanza è stato trattato da Laura Mongiello, che ha dettagliato le “Procedure e protocolli per garantire la sicurezza alimentare nella filiera di recupero e ridistribuzione delle eccedenze”. Il suo intervento è stato fondamentale per comprendere le best practice necessarie a tutelare la salute pubblica in ogni fase del processo di recupero e ridistribuzione del cibo.

Tavola Rotonda: Condivisione di Esperienze per una Maggiore Solidarietà

Dopo la discussione finale e la pausa lavori, il pomeriggio è stato dedicato a una vivace tavola rotonda intitolata “Gestione, raccolta e donazione delle eccedenze alimentari: esperienze a confronto”. Il dibattito, moderato da Fausto Scoppetta (Dirigente Veterinario Servizio IAOA Usl Umbria), ha visto la partecipazione qualificata di rappresentanti della GDO (Grande Distribuzione Organizzata), del Banco Alimentare Umbria e di Enti caritativi territoriali dell’Umbria. È stata un’opportunità preziosa per ascoltare e condividere le diverse esperienze sul campo, identificando le sfide concrete e le soluzioni adottate per una gestione più efficiente e solidale delle eccedenze alimentari.




Le origini del COVID-19: una narrazione tra scienza e politica

covid-19La narrativa sull’origine del COVID-19 dal laboratorio è stata profondamente politicizzata sin dalle prime fasi della pandemia, con le affiliazioni politiche che hanno influenzato la sua promozione e percezione.

Già a fine gennaio 2020, la teoria della fuga dal laboratorio iniziava a circolare. Negli Stati Uniti, gruppi politici di destra e alleati repubblicani del Presidente Donald Trump hanno rapidamente collegato il virus alla Cina, un tentativo di politicizzazione che si è successivamente intensificato con accuse dirette. La contro-narrativa sostenuta dalla Cina ha sempre negato la teoria della fuga dal laboratorio, promuovendo invece l’ipotesi di un’origine zoonotica naturale (trasmissione dagli animali all’uomo) e, in alcuni casi, suggerendo che il virus potesse essere stato importato negli Stati Uniti. La Cina ha anche ostacolato gli sforzi internazionali per indagare a fondo sulle origini del virus, negando l’accesso ai dati richiesti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in particolare al gruppo SAGO, istituito nel 2021 per indagare sulle origini del COVID-19.

Durante l’amministrazione Trump, la teoria della fuga dal laboratorio è stata promossa con forza dai suoi sostenitori, spesso appesantita da teorie cospirative sulla creazione deliberata del virus come arma biologica.

Diversamente, a marzo 2021, l’OMS l’ha ritenuta “estremamente improbabile”, mentre l’origine zoonotica naturale è stata inizialmente privilegiata da gran parte della comunità scientifica e considerata la più plausibile. Tuttavia, il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ammesso in seguito che la mancanza di dati dalla Cina impediva di escludere un incidente di laboratorio. La teoria e le continue divisioni politiche sono riemerse nel periodo 2022-2025 a seguito di rivalutazioni e nuove informazioni.

Con la mancanza di prove definitive per l’origine zoonotica e l’emergere di nuove informazioni, la teoria della fuga dal laboratorio ha guadagnato maggiore considerazione, anche all’interno di alcune agenzie di intelligence statunitensi, come il Dipartimento dell’Energia e l’FBI, seppur con diversi livelli di confidenza. La questione è rimasta fortemente polarizzata negli Stati Uniti, con i repubblicani fermamente a favore della teoria della fuga dal laboratorio e attacchi rivolti a funzionari della sanità pubblica come Anthony Fauci, accusato di averla soppressa. I rapporti di minoranza democratica hanno invece sostenuto che entrambe le ipotesi (naturale e di laboratorio) rimangono plausibili. Questa divisione si intreccia con critiche più ampie da parte repubblicana nei confronti delle autorità sanitarie pubbliche e della gestione della pandemia. La Cina, dal canto suo, ha continuato a respingere queste affermazioni e a esortare gli Stati Uniti a smettere di politicizzare la ricerca delle origini.

In sintesi, la narrativa sull’origine del COVID-19 dal laboratorio si è trasformata in un terreno di scontro politico, utilizzata per promuovere agende nazionali, assegnare responsabilità e criticare avversari interni ed esterni. Ciò ha spesso ostacolato un dibattito scientifico indipendente e apolitico, oltre alla ricerca di prove conclusive.

L’articolo qui proposto e pubblicato su Besanitamagazine analizza in modo sintetico alcuni dettagli di queste narrative e si conclude con le recenti valutazioni di giugno 2025 del gruppo di scienziati SAGO (Scientific Advisory Group for the Origins of Novel Pathogens), istituito dall’OMS nel 2021 per comprendere le origini del SARS-CoV-2 e di altri patogeni emergenti, definire uno schema per tali indagini e valutare le prove scientifiche disponibili.

Maurizio Ferri
Responsabile scientifico SIMeVeP




Influenza aviaria: l’EFSA analizza la situazione negli USA e individua le possibili vie di diffusione in Europa

La migrazione stagionale degli uccelli selvatici e l’importazione di alcuni prodotti statunitensi, come quelli contenenti latte crudo, potrebbero costituire potenziali vie di introduzione in Europa del genotipo dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) che attualmente colpisce le vacche da latte statunitensi, secondo un nuovo rapporto pubblicato dall’EFSA. Finora questo tipo di virus non è stato segnalato in nessun altro Paese oltre agli Stati Uniti.

Gli scienziati dell’EFSA sottolineano che i principali punti di sosta in Europa dove si concentrano grandi popolazioni di uccelli come l’Islanda, la Gran Bretagna, l’Irlanda, la Scandinavia occidentale e le grandi zone umide come il Mare dei  Wadden sulle coste olandesi, danesi e tedesche, sarebbero luoghi utili per l’individuazione precoce del virus durante la migrazione stagionale degli uccelli selvatici.

Il rapporto affronta anche la possibilità che il virus venga introdotto in Europa attraverso scambi commerciali, concludendo che l’importazione di prodotti a base di latte crudo provenienti dalle zone colpite degli Stati Uniti non può essere completamente esclusa, il che potrebbe quindi costituire una possibile via d’ingresso. Anche l’importazione di vacche da latte e di carne bovina potrebbe essere una potenziale via di introduzione del virus. Tuttavia il virus è stato raramente rilevato nella carne, le importazioni di animali sono molto limitate e sono in vigore norme commerciali molto severe per la carne e gli animali vivi che entrano nell’UE.

Il rapporto dell’EFSA fornisce anche una panoramica della situazione negli Stati Uniti, dove tra marzo 2024 e maggio 2025 sono stati colpiti 981 allevamenti da latte in 16 Stati. Il rapporto, che è stato esaminato dalle autorità statunitensi, sottolinea che i movimenti del bestiame, l’insufficiente biosicurezza e la condivisione di attrezzature agricole hanno contribuito alla diffusione del virus.

Entro la fine dell’anno l’EFSA valuterà il potenziale impatto dell’ingresso di questo genotipo HPAI in Europa e raccomanderà misure per prevenirne la diffusione.




Approcci intelligenti per migliorare la prevenzione delle malattie animali

Una potente piattaforma online liberamente disponibile basata sulla scienza dei dati e sulla modellazione può aiutare l’Europa a preparasi meglio alle malattie infettive emergenti.

I cambiamenti climatici e la circolazione globale di persone e merci hanno aumentato il rischio di malattie. La pandemia di COVID-19 ha inoltre evidenziato la necessità di migliorare i sistemi di sorveglianza e di intelligence epidemica per l’individuazione precoce, il monitoraggio e la valutazione delle malattie infettive emergenti. Uno dei principali problemi da affrontare è legato al fatto che i sistemi di sorveglianza delle malattie attuali si basano su dati raccolti di routine, come quelli di sorveglianza passiva, per monitorare l’insorgenza e la diffusione delle malattie e per definire risposte adeguate. Nuovi approcci che incorporano l’intelligenza artificiale (IA), l’apprendimento automatico e l’analisi dei big data provenienti da un’ampia serie di fonti potrebbero contribuire a migliorare la preparazione, aiutando a determinare meglio i fattori legati all’insorgenza delle malattie e consentendo lo sviluppo di modelli più accurati.

Rispondere alle minacce di malattie infettive

Un buon esempio è il progetto MOOD(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE. Attraverso la raccolta e l’estrazione di dati con l’ausilio dell’apprendimento automatico, questa iniziativa ha sviluppato una piattaforma digitale unica nel suo genere, progettata per potenziare la capacità dell’Europa di individuare e rispondere alle minacce delle malattie infettive attraverso un approccio «One Health». «Il nostro obiettivo era portare strumenti complessi di scienza dei dati e di modellazione direttamente nelle mani di chi si occupa di ricerca e valutazione dei rischi per prendere decisioni scientifiche sulla salute pubblica», spiega la coordinatrice del progetto Elena Arsevska, del Centro francese di ricerca agricola per lo sviluppo internazionale(si apre in una nuova finestra) (CIRAD) con sede in Francia. MOOD ha impiegato metodi matematici, statistici e di scienza dei dati nell’infrastruttura della piattaforma e ha integrato algoritmi di apprendimento automatico per generare mappe di rischio predittive per le malattie. Inoltre, il consorzio ha incorporato lo strumento PADI-web, che usa l’elaborazione del linguaggio naturale per scansionare, estrarre e analizzare automaticamente le informazioni relative alle malattie dai media online, per contribuire alla sorveglianza basata sugli eventi.

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Il controllo ufficiale degli alimenti: un gioco di squadra

La programmazione e l’esecuzione dei controlli in materia di sicurezza alimentare, salute e benessere animale e tutela dell’ambiente sono state assegnate dal nostro Paese, su mandato del legislatore euro-unitario, al Ministero della Salute, alle Regioni e P.A. e alle AA.SS.LL. nell’ambito delle loro rispettive competenze territoriali e funzionali. Alla quotidiana e costante azione di queste Autorità si affianca quella degli Organismi di controllo (in particolar modo rappresentati dalle Forze di Polizia) che, se pur con ruoli e compiti diversi, contribuiscono al risultato finale di tutela.

Del ruolo, dei compiti e delle responsabilità delle autorità competenti e degli organismi di controllo si è parlato nel convegno tenutosi a Porto San Giorgio lo scorso 26 giugno, presso l’hotel – ristorante Il Caminetto dal titolo “Autorità competenti e organismi di controllo: ruoli, compiti e responsabilità”.

L’organizzazione della giornata di formazione è stata curata dalla Federazione Veterinari Medici – Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica (SIVeMP) e dalla Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (SIMeVeP) rappresentate dal Dr. Antonio Angellotti della AST di Fermo e dal Dr. Antonio Di Luca della AST di Ascoli Piceno.

L’evento formativo ha voluto soddisfare le innumerevoli e reiterate esigenze di chiarimento e approfondimento sul tema, provenienti dai Medici Veterinari del Servizio Sanitario marchigiano e non solo. È stato anche un momento in cui più di ottanta iscritti provenienti dalle Marche e da altre regioni hanno potuto confrontarsi sul tema e consolidare l’integrazione professionale.

Moderatore d’eccezione è stato lo storico giornalista Rai Giorgio Martino il quale con maestria professionale e, in alcuni tratti, con raffinata ironia, ha diretto l’evento. La giornata ha preso l’avvio con i saluti istituzionali portati dal Dr. Andrea Vesprini in rappresentanza del Direttore Generale della AST Fermo, Dott. Roberto Grinta, e dal Dirigente del Settore Sicurezza Alimentare e Salute Animale della Agenzia Regionale per la Salute, Dr. Fabrizio Conti. L’importanza e il significato dell’evento sono stati ulteriormente espressi dal Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli il quale è intervenuto accogliendo con piacere l’invito degli organizzatori. Con il suo breve intervento il Presidente Acquaroli ha manifestato la sua consapevolezza del ruolo della Medicina Veterinaria Pubblica nel Servizio Sanitario Regionale a tutela della salute dell’uomo attraverso il controllo delle filiere alimentari.

Ai saluti istituzionali ha fatto seguito l’approfondita introduzione del Dott. Aldo Grasselli in qualità di Segretario Nazionale SIVeMP, caratterizzata da spunti di riflessione per il futuro della categoria professionale in scenari operativi in continua evoluzione.

Il quadro normativo di riferimento del tema convegnistico è stato illustrato dal marchigiano Dr. Giovanni Filippini, Direttore Generale Salute Animale e Farmaci Veterinari del Ministero della Salute. Ha fatto seguito l’intervento dell’Avvocato torinese Gaia Bonini la quale ha accademicamente, ma con chiarezza, parlato del potere provvedimentale in capo all’Autorità competente.

Il Procuratore Capo della Procura di Fermo, Dott. Raffaele Iannella, ha richiamato l’attenzione dei partecipanti sugli obblighi ricadenti sul personale delle autorità competenti nell’esercizio delle funzioni di Polizia Giudiziaria, prendendo spunto dalla recente riforma Cartabia che ha introdotto l’istituto dell’estinzione dei reati alimentari.

L’Avv. Mario La Morgia del Foro di Lanciano (CH), illustrando tre casi pratici, ha evidenziato come gli operatori del settore alimentare possono esercitare il loro diritto di difesa in occasione dei controlli ufficiali.

Sul fronte delle responsabilità gli interventi dell’Avv. Matteo Restuccia, Segretario della Camera Penale di Fermo e del Dr. Mauro Gnaccarini Vice Segretario Nazionale Responsabile dell’Ufficio Legale SIVeMP hanno richiamato l’attenzione dei presenti sulle conseguenze penali, civili erariali e deontologiche di un eventuale loro agire non pienamente in linea con il dettato normativo.

La giornata si è conclusa con l’auspicio di rinforzare sempre più la necessaria collaborazione tra Autorità competenti e organismi di controllo, in particolar modo in un contesto operativo in cui, tra le tante novità, l’approccio One Health e il ricorso all’Intelligenza Artificiale possono mutare ruoli, compiti e responsabilità nei controlli in materia di sicurezza alimentare, salute e benessere animale e tutela dell’ambiente.




Carne coltivata: allargare la partecipazione del tavolo tecnico e includere la comunità scientifica

In relazione al tema della carne coltivata e alla recente richiesta della Coldiretti di regolamentarla come un farmaco, c’è stato un recente appello di professori universitari, esperti e ricercatori Cnr.

Gli esperti ritengono che non ci sia una base scientifica nella richiesta di studi clinici e preclinici e confermano la solidità del Regolamento sui Novel food, ritenuto uno tra i più rigorosi al mondo dal punto di vista delle garanzie per la salute dei consumatori.

Successivamente, rappresentanti della comunità scientifica ed esperti che operano nei settori della carne coltivata, agronomia e produzioni animali, e sicurezza alimentare hanno inviato una lettera, sottoscritta anche dalla SIMeVeP, ai Ministri dell’Agricoltura e Sovranità Alimentare con la richiesta di un confronto sul tema e di allargare la partecipazione della comunità scientifica al Tavolo tecnico interministeriale. Ciò al fine di contribuire al dibattito e ai nuovi approfondimenti che i dicasteri stanno promuovendo e far sì che le decisioni istituzionali siano supportate da solide evidenze scientifiche a tutela della popolazione.

Ad oggi però, i ventisei esperti e ricercatori italiani non hanno ancora ricevuto risposta.