Continua la formazione ECM SIMeVeP a Montesilvano: ruolo del Dirigente Veterinario
Il 12 aprile 2024 si terrà Montesilvano (PE) un corso ECM dal titolo: RUOLO, COMPETENZE E RESPONSABILITÀ DEL DIRIGENTE VETERINARIO NELL’AMBITO DELLA NORMATIVA SUL PUBBLICO IMPIEGO. Il corso è aperto a Medici Veterinari per un totale di 100 partecipanti.
Il profondo cambiamento del quadro normativo che disciplina le modalità di funzionamento della pubblica amministrazione aggiunge complessità al peculiare e delicato ruolo del Medico Veterinario che opera nell’ambito di organizzazioni complesse, quali le Aziende Sanitarie Locali, a cui la normativa cogente ha attribuito le funzioni di Autorità Competente. Ed invero, dopo l’istituzione del SSN (legge 833/78) ed il primo inquadramento del personale delle Unità Sanitarie Locali, è iniziato con la razionalizzazione e la revisione delle discipline in materia di Sanità,
pubblico impiego, di previdenza e di finanza pubblica (Legge delega n° 421/92,) un percorso di trasformazione mai sopito, frenetico e anzi, oggi più che mai, caratterizzato da un “ossessivo work in progress”.
Il Medico veterinario, già alle prese con una intrigata normativa comunitaria che sta producendo una rivoluzione copernicana nell’ambito della sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare, per operare conformemente a quanto la Pubblica Amministrazione gli richiede deve avere conoscenza di una molteplicità di altre norme come ad esempio quelle che riguardano l’ordinamento del lavoro alle dipendenze ed in convenzione di aziende pubbliche, la gestione delle risorse umane, le norme in materia di sicurezza sul lavoro, le leggi finanziare al cui interno si calano disposizioni che definiscono materie poco attinenti alla finanza ed infine i CCNL. Un groviglio di norme, insomma, che descrivono un quadro generale piuttosto caotico, spesso ridondante, certamente abbastanza frammentario.
L’obiettivo di questo corso, quindi, è quello di fornire al Medico Veterinario che opera in una Azienda Sanitaria la base necessaria a comprendere i modelli organizzativi della P.A. nonché un arricchimento professionale tale da consentirgli di svolgere in modo adeguato quel ruolo che i diversi assetti istituzionali gli impongono. In ultima analisi il corso si propone di far crescere la consapevolezza che la materia seppur ostica per la sua complessità, debitamente sviscerata, può rappresentare una opportunità di crescita della categoria.
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Il prossimo 7 marzo alle ore 10,00, presso l’Auditorium “Cosimo Piccinno” del Ministero della salute, Lungotevere Ripa, 1 – Roma, si terrà l’evento dal titolo “Farmaco accessibile: novità legislative”.
Dei 186 lupi trovati morti in Italia tra il 2018 e il 2022, ben 115 (il 62%) sono risultati positivi al test per la presenza di Anticoagulanti Rodenticidi (ARs) di seconda generazione. Nella maggior parte dei casi i lupi sono deceduti per altre cause (soprattutto trauma da investimento), ma il dato – riportato su
PAIR (PAndemic Information to support rapid Response) è un progetto quinquennale
Applicando un approccio «One Health», che riconosce il nesso tra la salute delle persone e quella degli animali, il rapporto presenta dati acquisiti principalmente tra il 2019 e il 2021 sul consumo di antibiotici e sulla resistenza agli antimicrobici in Europa.
«Se pensiamo ad animali come i ratti, è sempre bene eradicarli nelle isole in cui sono stati introdotti», afferma Jérémy Bouyer, direttore della ricerca presso il Centro di ricerca agricola francese per lo sviluppo internazionale (CIRAD). «In tutta sincerità, possiamo considerare Aedes albopictus e Aedes aegypti alla stregua di topi volanti.» Le zanzare sono vettori di malattie come la malaria e la febbre gialla, che causano la morte di milioni di persone. Questi insetti proliferano dove è presente acqua stagnante, ad esempio nelle paludi e all’interno di rifiuti di plastica, di lattine per bevande e di vecchi pneumatici. «Se si eradica un elemento appena introdotto, si torna di fatto a una situazione di equilibrio», spiega Bouyer. «Quando la specie è endemica, però, bisogna chiedersi se sia saggio eliminarla o meno.» In un ecosistema ogni organismo svolge un ruolo specifico e la sua rimozione può avere un effetto domino nella rete alimentare, dal momento che il predatore di un animale è di solito la preda di un altro. La scomparsa di una specie può anche indebolire l’ecosistema nel suo complesso, persino portandolo al collasso. Nel caso delle zanzare, questa non sembra una prospettiva possibile, poiché i loro predatori (uccelli, ragni e libellule) sono generalisti e si nutrono anche di altri insetti.
Il cambiamento climatico costringe tutti a fare i conti con nuove condizioni di vita e a trovare strategie per sopravvivere, incluso un restyling di caratteristiche fisiche e fisiologiche. Così le api selvatiche in Spagna stanno diventando sempre
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La libertà di religione si scontra con il benessere animale. La Corte europea dei diritti umani (CEDU) per la prima volta in assoluto, con