Collegi e Centri Formativi Onaosi, “un’opportunità concreta per i propri figli”

Una proposta di vita integrale, che coniuga il comfort della formula residenziale, accanto ad un’ampia scelta di servizi formativi modellati sulle passioni degli studenti e sul loro percorso di studi. I Collegi e Centri Formativi della Fondazione Onaosi sono “un’opportunità concreta e vantaggiosa, si trovano a Torino, Pavia, Milano, Padova, Bologna, Perugia, Napoli e Messina e accolgono i figli di medici chirurghi, odontoiatri, medici veterinari e farmacisti, contribuenti obbligatori o volontari, con l’intento di fornire loro accoglienza e servizi sempre più rispondenti alle crescenti esigenze dei giovani impegnati in un percorso di studi superiore, senza trascurare scambi culturali in Italia ed all’estero, partecipazione a progetti di ricerca, attività culturali e sportive, che concorrono concretamente alla crescita dell’individuo nella sua globalità”.
I Collegi/Centri Oltre al servizio educativo, svolto dagli Educatori e da studenti Tutor, scelti ogni anno tra i più meritevoli, spiega la Fondazione, “vi sono anche il servizio di internet, pulizia e fornitura di biancheria da camera e da bagno. A questi, nei Collegi presenti a Perugia, si aggiunge il servizio di mensa (colazione, pranzo e cena), per permettere agli studenti di concentrarsi esclusivamente nello studio e nelle attività formative complementari. Ogni anno vengono organizzate iniziative di mobilità internazionale grazie ad accordi e convenzioni con Università prestigiose e Collegi Universitari italiani ed esteri, attraverso un network capace di generare concrete opportunità di mobilità incentivata, ricerca e job placement”.
“Alle borse di studio per frequentare i corsi postgraduate esteri o per partecipare alle Seasonal School della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, si aggiungono annualmente, viaggi studio sempre gratuiti per gli assistiti, oppure con costi contenuti per i figli di contribuenti. Nella quotidianità invece c’è la possibilità di avere per tutti gratuitamente biglietti per le Stagioni teatrali, cinema, mostre, partecipazione a tornei o alla Settimana Bianca, presso le case vacanza di Prè Saint Didier di proprietà della Fondazione.
Studiare in un Collegio o in un Centro Formativo della Fondazione Onaosi, rappresenta una importante opportunità, dove i ragazzi imparano a gestire relazioni orizzontali e verticali, partecipano attivamente ad iniziative sociali, sviluppano senso di responsabilità e capacità di lavorare in team. Il 31 Luglio 2024 scadrà la domanda, non vincolante, per partecipare al Bando di ammissione nei Collegi e Centri Formativi, sia gratuitamente per gli assistiti, che a pagamento con una retta di compartecipazione alla spesa per i figli di contribuenti della Fondazione”.
Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a: centri.formativi@onaosi.it o chiamare il numero: 0755869529.
La presenza di batteri del genere Vibrio (vibrioni) nei frutti di mare è destinata ad aumentare in Europa e nel mondo a causa dei cambiamenti climatici, soprattutto in acque a bassa salinità o salmastre, afferma una recente
Una birra con gli amici, un invitante piatto di frutti di mare o, semplicemente, un bel respiro profondo. È probabile che, così facendo, nel vostro organismo finisca una quantità di plastica equivalente a una carta di credito alla settimana. Oltre due chili in dieci anni. Più che di plastica, si tratta di microplastica, termine usato per la prima volta nel 2004 dal biologo inglese Richard C. Thompson per indicare particelle di forma differente, come frammenti, filamenti, fibre, sfere, granuli, pellet, di dimensioni variabili da 0,1 micrometri (il micrometro è la millesima parte del millimetro) a 5 millimetri. Loro “cugine” sono le nanoplastiche, ancora più minuscole, che misurano da 0,001 a 0,1 micrometri, tanto quanto un virus o un filamento di Dna. Un’emergenza invisibile, ma non per questo meno preoccupante. Basti pensare che in Europa, secondo l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (European Chemicals Agency, Echa), il rilascio di microplastiche nell’ambiente sfiora le 42mila tonnellate all’anno.
I ricercatori dell’Università del Texas di El Paso hanno compiuto progressi significativi nella comprensione del modo in cui le nanoplastiche e le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) alterano la struttura e la funzione biomolecolare. Il lavoro mostra che i composti possono alterare le proteine presenti nel latte materno umano e nelle formule per neonati, causando potenzialmente problemi di sviluppo.
All’interno dell’
La biodiversità del Mar Mediterraneo è in continua evoluzione, colonizzato da specie in espansione di areale che arrivano attraverso corridoi naturali, come lo Stretto di Gibilterra, e da specie non indigene o specie aliene che sono introdotte dalle attività antropiche o arrivano attraverso corridoi artificiali quali il Canale di Suez; alcune di queste specie possono anche essere pericolose per la salute umana in quanto tossiche al consumo o velenose al contatto.
L’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Ancona (Cnr-Irbim) ha coordinato il Technical Report “Fisheries responses to invasive species in a changing climate – Lessons learned from case studies” appena rilasciato dalla Food and Agriculture Organization delle Nazioni unite (FAO) e ora liberamente disponibile in rete: uno strumento a disposizione dei decisori politici, amministratori e delle imprese del settore pesca per rispondere in modo efficace al crescente impatto delle specie acquatiche invasive (AIS), sfida globale oggi ulteriormente aggravata dai cambiamenti climatici.
Le zoonosi, che ogni anno influenzano la salute di oltre due miliardi di persone in tutto il mondo, sono associate a una rete complessa di interazioni di trasmissione, che coinvolgono vari attori. A descriverle nel dettaglio sulla rivista Nature Communications gli scienziati del Complexity Science Hub e dell’Università di Medicina Veterinaria di Vienna.
L’Europa ha registrato il più basso numero di casi di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) nel pollame e negli uccelli selvatici dal 2019/2020 e il rischio per la
Il 26 giugno 2024 è stato segnalato in Italia, nella provincia di Modena il primo caso autoctono della forma neuroinvasiva di West Nile, un evento che, tuttavia, non ha sorpreso gli esperti. “Non è la prima volta che in Italia si verificano casi di febbre del Nilo Occidentale (WNF) e della forma neuroinvasiva (WNND) durante il mese di giugno – spiega Federica Iapaolo, dirigente del Reparto Diagnostica e sorveglianza delle malattie esotiche IZSAM -.