Gli antibiotici viaggiano nel mondo acquatico: una revisione fa il punto su 10 anni di studi

Usati ogni giorno per curare persone e animali, gli antibiotici hanno migliorato la salute pubblica in modo decisivo. Ma una volta utilizzati, una parte di essi finisce inevitabilmente nell’ambiente: attraverso scarichi urbani, acque reflue o residui provenienti dagli allevamenti può infatti raggiungere fiumi, laghi, mari e acque sotterranee, dove i farmaci possono restare a lungo e interagire con gli ecosistemi. A fare il punto su questo fenomeno è una revisione condotta dai ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise (IZSAM), pubblicata sulla rivista “Science of the Total Environment”.

La review ha analizzato 6305 dati di concentrazione a partire da 101 studi condotti in 6 continenti e 76 Paesi nel corso dell’ultimo decennio, tracciando un quadro globale della presenza di antibiotici negli ambienti acquatici. Sono state prese in esame 142 molecole (inclusi i prodotti di degradazione) appartenenti a 15 classi di antibiotici, dalle penicilline alle tetracicline, dai macrolidi ai chinoloni, evidenziando come i residui siano diffusi in tutti i continenti, ma con concentrazioni e distribuzioni molto diverse da un’area all’altra.

“La nostra analisi ha raccolto e confrontato le informazioni prodotte da oltre dieci anni di studi – dice Roberta Rosato, ricercatrice del Reparto di Bromatologia e Residui dei Farmaci IZSAM – fornendo una visione d’insieme sulle concentrazioni di antibiotici nelle acque e sulle differenze tra regioni e tipi di ambiente. In particolare, nei Paesi in via di sviluppo, la presenza di antibiotici ha raggiunto livelli di concentrazione più elevati, conseguenza della scarsità (o assenza) di politiche nazionali mirate a contrastare l’inquinamento delle acque da parte di contaminanti emergenti e della scarsa consapevolezza sull’uso responsabile degli antibiotici e della gestione delle acque reflue. Tuttavia, ancora molto c’è da fare. Infatti, molte aree risultano ancora poco studiate, mentre lo scarso monitoraggio di alcune molecole sembra essere correlato alla mancanza di materiali di riferimento e metodi analitici”.

La presenza di antibiotici negli ecosistemi acquatici non è solo un indicatore di inquinamento, ma può innescare conseguenze profonde. Anche a basse concentrazioni, queste sostanze possono alterare l’equilibrio delle comunità microbiche e favorire la selezione di batteri resistenti, che trovano nell’ambiente un terreno ideale per diffondere i propri geni di resistenza. Un meccanismo che, attraverso le catene alimentari e il contatto con l’uomo o gli animali, può contribuire alla diffusione globale dell’antimicrobico-resistenza, una delle minacce sanitarie più gravi del nostro tempo.

“Capire dove, quanto e come questi farmaci si accumulano è essenziale per costruire strategie di prevenzione efficaci. – continua Rosato – La diffusione degli antibiotici nelle acque è una minaccia silenziosa ma concreta, che lega strettamente la salute degli ecosistemi a quella degli animali e dell’uomo. Ecco perché la ricerca dovrà sempre più concentrarsi su metodi di monitoraggio più sensibili e su soluzioni mirate e integrate, che coinvolgano sanità, ambiente e filiere produttive in una prospettiva One Health”.

Leggi l’articolo

Fonte: IZS Teramo




Giornata Nazionale Prevenzione Veterinaria – Le nostre iniziative

Quest’anno, il 25 gennaio, celebriamo la prima Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria.

SIMeVeP e SIVeMP, in collaborazione con FVM e FESPA, hanno organizzato delle iniziative in tutta Italia durante le quali sarà presentato un breve video che, attraverso immagini e parole, racconta le attività di prevenzione, tutela e controllo dei Medici Veterinari del SSN.

Di seguito l’elenco delle iniziative e i relativi programmi

24 gennaio 2026

ASL Salerno ore 10.00 – Aula Consiliare – Comune di Eboli (SA)

26 gennaio 2026

ABRUZZO
ASL 1 Avezzano Sulmona L’Aquila ore 10.00 – Ex P.O. S.M. di Collemaggio – Via G. Bellisari – L’Aquila
ASL 2 Lanciano Vasto Chieti ore 15.00 – Presidio Ospedaliero “G. Bernabeo” – C.da S. Liberata – Ortona (CH)
ASL 3 Pescara ore 12.00 – Pescara
ASL 4 Teramo ore 10.00 – Servizio Veterinario Sanità Animale – Contrada Casalena (TE)

BASILICATA
ASM Matera ore 10.30 – Sala Formazione Cinema – Via Montescaglioso – Matera
ASP Potenza ore 10.30 – Sala Formazione – Via Torraca – Potenza

CAMPANIA
ASL Benevento ore 9.30 – Sala Convegni – Via Oderisio – Benevento

EMILIA ROMAGNA
AUSL Ferrara ore 10.00 – Aula 1 Polo Didattico di Cona (FE)
AUSL Parma ore 15.00 – Sala Riunioni Croce Rossa Italiana – Via Riva 2 – Parma
AUSL Romagna ore 10.00 Centro Servizi Edificio B Sala A – Pievesestina (FC)

LAZIO
ASL LT ore 10.00 – Sala conferenze Dipartimento di Prevenzione – Viale Le Corbusier C/C “Le Corbusier” (scala C 2°p) – Latina

LIGURIA
Azienda Tutela della Salute Liguria ore 11.00 – Aula Collegio di Direzione (adiacente Aula Magna) – via Aurelia Ponente 97, Bussana di Sanremo (IM)

LOMBARDIA
ATS Bergamo ore 15.30 Via Borgo Palazzo 130 – Bergamo
ATS Brianza ore 14.00 Sala conferenze – Corso Carlo Alberto 120 – Lecco
ATS Pavia ore 15.30 Viale Indipendenza 3 – Pavia

MARCHE

AST Ascoli Piceno ore 14.30 – Aula 1 Facoltà di Scienze Infermieristiche Ospedale Mazzoni – Ascoli Piceno

AST Ancona ore 13 Aula Formazione – Viale Cristoforo Colombo 106 – Ancona

AST Fermo ore 12.00 Aula ex Teatrino – Via Zeppilli 18 – Fermo
AST Macerata ore 12.00 Aula Galileo (1°piano) – Piediripa di Macerata

AST Pesaro Urbino ore 12.00 Aula Gialla Uffici – Via Ceccarini 38 – Fano

PIEMONTE
ASL AL ore 14.00 – Sala Chessa (1°p) Spalto M.37 – Alessandria
ASL CN2 Ore 15.30 Aula n. 128, primo piano – Via Vida n. 10 – 12051 Alba (CN)
ASL VC Ore 15.00 Sala Riunioni (2° piano) Piastra Polifunzionale – Corso M. Abbiate 21 – Vercelli

PUGLIA
ASL BA ore 10.30 Auditorium Arcobaleno Direzione ASL Bari Ex CTO – Lungomare Starita 6 – Bari
ASL TA ore 10.00 Sala riunioni dell’ex Ospedale Testa, contrada Rondinella – Taranto
ASL LE ore 10.00 Polo Didattico Via Miglietta – Ingresso Piazzetta San Pasquale 90 – Leccei

SARDEGNA
ASL GALLURA ore 10.00 Palazzo Amministrativo Direzione Generale Aula 57/58 (2°p) – Via Bazzoni Sircana 2/2A – Olbia

ASL NUORO ore 11.00 Sala Formazione (2°p) Via Demurtas – Nuoro
ASL MEDIOCAMPIDANO ore 12.00 Sala riunioni presso CSM via Sassari, snc, Sanluri

TOSCANA
Az. USL Toscana ore 10.30 Centro Ospedale Santa Maria Nuova – Sala Conferenze, piano terreno – Piazza Santa Maria Nuova, 1 – Firenze
Az. USL Toscana SudEst ore 15.00 Auditorium Pieraccini – P.O. San Donato di Arezzo
Az. USL Toscana NordOvest ore 15.00 Sala riunioni Galleria G.B. Gerace 14 – Pisa

UMBRIA
Convegno Regionale ore 10.00 – Sala Riunioni Ospedale di Pantalla (PG)

VENETO
AULSS 1 ore 14.00 Sala Convegni – Ospedale S. Martino – Belluno

AULSS 3 ore 12.00 Dipartimento di Prevenzione – Riviera XXIX Aprile 2 – Dolo Venezia
AULSS 5 ore 14.30 Aula Q Blocco C – Cittadella Socio-Sanitaria – Viale Tre Martiri 89 – Rovigo
AULSS 8 ore 14.00 Polo Formativo Aula Gresele – Contrà San Bortolo 85 – Vicenza
AULSS 9 ore 14.30 Sala formazione del Distretto 1 – Via del Capitel, 22 Verona

28 gennaio 2026

LOMBARDIA
ATS Milano ore 14.30 Via Mantova n. 10 – Melzo (MI)

SICILIA
Assemblea Regionale ore 9.30 Sala Rossa Pio La Torre Palazzo dei Normanni – Piazza del Parlamento 1 – Palermo

29 gennaio 2026

SARDEGNA
ASL Cagliari ore 12.00 Sala Riunioni (Pad. F) Cittadella della Salute – Via Romagna – Cagliari
ASL SULCIS INGLESIENTE ore 10.00 Aula riunioni (2°p) – Via Dalmazia 83 – Carbonia (SU)
ASL Sassari ore 10.30 Aula Magna Università di Sassari – Piazza Università 21 – Sassari

Locandina




SIVeMP e SIMeVeP: un logo per raccontare il ruolo dei Medici Veterinari del SSN nella tutela della salute pubblica

In occasione della prima Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria – istituita con la Legge 1° aprile 2025, n. 49 – che si celebrerà il 25 gennaio, SIVeMP e SIMeVeP hanno realizzato un logo per rappresentare simbolicamente il ruolo fondamentale e strategico dei Medici Veterinari del Servizio Sanitario Nazionale.

Il logo nasce per dare forma visiva a un’attività continua e capillare, e spesso poco visibile, che accompagna la vita quotidiana degli italiani: la protezione della salute pubblica attraverso la prevenzione veterinaria.

I Medici Veterinari del Servizio Sanitario Nazionale sono professionisti sanitari altamente specializzati, impegnati nella tutela della salute pubblica, del benessere animale, della sicurezza degli alimenti di origine animale e nella gestione dei rischi sanitari legati al delicato equilibrio tra uomo, animali e ambiente.

Le loro responsabilità sono ampie e decisive per la società: dalla vigilanza sulla produzione dei mangimi alla verifica del corretto uso del farmaco negli animali allevati; dal controllo delle condizioni di igiene e benessere delle aziende zootecniche al contenimento del loro impatto ambientale; dalle campagne di vaccinazione di massa alla diagnosi precoce delle malattie, anche attraverso il monitoraggio di insetti vettori e animali sentinella, fino al mantenimento degli equilibri ambientali.

Le loro attività determinano inoltrele condizioni di sicurezza necessarie per l’apertura commerciale nazionale e internazionale delle filiere agro-zootecnico-alimentari italiane.

Il logo rappresenta visivamente questo impegno, competente e puntuale, sottolineando come la salute animale, la salute umana e la salute dell’ecosistema non siano ambiti separati, ma aspetti interconnessi di un’unica salute globale.

È il principio di One Health, che riconosce l’indissolubile legame tra persone, animali e ambiente e che trova nella prevenzione veterinaria una delle sue applicazioni più concrete ed efficaci.

La Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria e il logo SIVeMP/SIMeVeP vogliono rendere visibile ciò che normalmente non si vedevalorizzando il ruolo della prevenzione veterinaria come presidio essenziale di salute pubblica.

Per lunedì 26 gennaio SIVeMP e SIMeVeP hanno organizzato iniziative su tutto il territorio nazionale durante le quali sarà presentato un breve video che, attraverso immagini e parole, racconta le attività di prevenzione, tutela e controllo dei Medici Veterinari del SSN.




Non un solo fotogramma sulla scienza italiana!

Giovanni Di GuardoNella puntata del 13 Gennaio della popolare trasmissione “5 minuti”, condotta da Bruno Vespa, e’ stato mostrato in anteprima un video, propedeutico alle oramai imminenti Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, in cui scorrevano in rapida successione una serie di immagini documentanti l’indiscussa eccellenza dell’Italia in molti campi  quali in primis il patrimonio artistico-monumentale e storico-paesaggistico, le arti e, nondimeno, la nostra cucina, recentemente proclamata dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Non un solo fotogramma era dedicato, con mio grande stupore, alla comunità scientifica del nostro Paese, della quale mi onoro di far parte e che pure si attesta all’ottavo posto nel mondo per la straordinaria qualità che la contraddistingue, nonostante la risibile percentuale del PIL, appena superiore all’1%, che tutti i Governi del nostro Paese hanno atavicamente destinato – e continuano tuttora a destinare – al finanziamento pubblico della ricerca!

Nel frattempo prosegue senza sosta e da oltre 50 anni l’italica “fuga dei cervelli”, il cui “primum movens” e’ costituito perlappunto dalle ataviche criticità sopra citate.

Evidentemente neppure un palcoscenico di assoluta rilevanza e visibilità planetaria quale un’Olimpiade si traduce, in Italia, in una benemerita occasione per omaggiare le nostre pur brillanti ricercatrici e i nostri pur brillanti ricercatori, di cui si dovrebbe andare oltremodo fieri e orgogliosi.

Errare humanum est perseverare autem diabolicum!

 

Giovanni Di Guardo, DVM, Dipl. ECVP, Già Professore di Patologia Generale e Fisiopatologia Veterinaria presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Teramo




Stretta dell’Ue sui Pfas, nuove tutele per l’acqua potabile

Allarme Ue e fonti di contaminazione

Leggi l’articolo

Fonte: AGI




Insetti nel piatto: oltre la barriera del disgusto

InsettiLa transizione ecologica passa anche dai cambiamenti nelle abitudini alimentari, ma queste restano spesso intrappolate tra pregiudizi culturali e tecnicismi legislativi. In Europa, dal punto di vista normativo il confine è netto: ogni alimento privo di una storia di consumo significativo prima del 15 maggio 1997 è considerato novel food e soggetto a rigorose autorizzazioni. È il caso degli insetti commestibili, che vivono oggi un paradosso globale: considerati “nuovi” dai regolamenti UE, sono fonte proteica quotidiana da tempo per oltre due miliardi di persone.

Questa distanza tra realtà globale e percezione locale non è solo burocratica, ma profondamente psicologica. In Occidente, l’idea di mangiare insetti attiva barriere che l’informazione scientifica non basta a scalfire: il disgusto e la percezione di contaminazione. Tuttavia, queste resistenze non sono insuperabili.

Per individuare strategie efficaci capaci di avvicinare le persone a questi cibi, come gruppo di ricerca BUGIFY, delle Università di Milano-Bicocca e Chieti, abbiamo sviluppato un programma multi-metodo. Integrando interviste, focus group, misure indirette (volte a rilevare le reazioni spontanee), realtà virtuale e neuroscienze, abbiamo valutato interventi applicabili su larga scala per ridurre l’impatto emotivo. L’utilità di questa ricerca supera il tema dei cibi con insetti, perché le strategie individuate sono applicabili anche a molti altri novel food o alimenti che suscitano reazioni avverse.

Leggi l’articolo

Fonte:scianzainrete.it




Una nuova definizione di salute globale

A fine ottobre del 2025 un gruppo di ricercatori provenienti dal mondo accademico della salute globale ha pubblicato sul BMJ un’interessante proposta per una nuova definizione di salute globale, partendo dalla definizione di Koplan et al. (1) e aggiornandola alle sfide contemporanee. In questa nuova definizione sono state evidenziate, in particolare, la crisi climatica ma anche la crescente importanza di policy e governance. All’interno dell’articolo (2) si trova anche un’infografica sulla nuova definizione proposta, con il concetto di salute per tutti (“Health for all”) collocato al centro come principio fondamentale della salute globale.

Introduzione

L’articolo ripercorre la storia della salute globale, dagli anni ’90 fino ai giorni nostri. La salute globale stessa nacque dalla spinta di stare al passo con i tempi, lasciando cadere uno stampo coloniale degli interventi di salute internazionale, e rivolgendosi a partenariati più equi, in grado di rispondere alle esigenze di salute globali e migliorare lo stato di salute di paesi a risorse limitate. (3)

Dalla nascita della salute globale si assistette a due fenomeni principali: da un lato si aprì la strada a nuovi attori economici, in particolare a finanziatori privati e alle nuove partnership pubblico-private, e dall’altro lato, anche i governi iniziarono a rivestire ruoli più importanti nella cooperazione internazionale. (4) Qualche anno più tardi furono definiti gli MDGs (Millenium Development Goal), seguiti poi dagli SDGs (Sustainable Development Goal) stabiliti dalle Nazioni Unite. Entrambi questi strumenti facilitarono l’ingresso in questo campo a nuovi finanziatori e agirono da catalizzatore per il supporto internazionale alla riduzione della povertà nel mondo. (5). Oltretutto, gli SDGs erano molto più ambiziosi rispetto agli MDGs e i paesi ad alto reddito si impegnarono sul piano finanziario e tecnico per accelerare i progressi riguardo ai numerosi obiettivi economici, sanitari e ambientali nei paesi a risorse limitate. Tuttavia, nel 2020, la pandemia da COVID-19 ha rallentato bruscamente l’avanzare dei progressi e ha messo in evidenza quanto gli stati siano fortemente interconnessi tra loro e condividano fragilità comuni. (6) Inoltre, ha rivelato le debolezze delle organizzazioni della governance globale, incluso l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). A seguito della pandemia, si è assistito a un deterioramento delle norme politiche globali: dal 2025, gli Stati Uniti e altri paesi hanno iniziato a ritirarsi dai meccanismi di governance globale, reinterpretando concetti come equità e cooperazione internazionale in chiave di pericolo piuttosto che di risorsa. (7).

Leggi l’articolo

Fonte: saluteinternazionale.info




Piemonte: strategie di rete One Health nella cooperazione internazionale

zoonosi viraleIl 6 febbraio 2026 si terrà presso l’IZS di Torino il corso dal titolo “Piemonte: strategie di rete One Health nella cooperazione internazionale”, organizzato dall’ IZS di Torino con la collaborazione della SIMeVeP.

La cooperazione internazionale rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare sfide globali complesse, favorendo il dialogo, lo scambio di conoscenze e l’adozione di strategie condivise. In un contesto in cui la salute umana, animale e ambientale sono strettamente interconnesse, l’approccio One Health si conferma essenziale per garantire benessere e sostenibilità.

L’evento nasce con l’obiettivo di creare una piattaforma di confronto e dialogo tra i principali attori del panorama italiano, con un focus sulla realtà piemontese. L’iniziativa intende stimolare una discussione aperta e multidisciplinare, favorendo sinergie tra medicina umana e veterinaria, ricerca scientifica, istituzioni e Organizzazioni non governative.

Programma scientifico

Iscrizione




Webinar FVE sulla sicurezza degli alimenti e dei mangimi in Europa

FVE, Federazione dei Veterinari Europei invita a partecipare a un webinar congiunto con European Dairy Association (EDA), European Feed Manufacturers’ Federation (FEFAC) e Humane World for Animals Europe su: “Sicurezza degli alimenti e dei mangimi in Europa – contributi veterinari alla sicurezza alimentare e alla lotta contro la disinformazione nella preparazione alle crisi” che si terrà venerdì 16 gennaio alle 11:00

Il webinar si concentrerà sul contributo dei medici veterinari a sistemi alimentari resilienti e su come rafforzare il loro ruolo per la prevenzione e la risposta alle crisi.

L’evento integra il lavoro del Gruppo di Lavoro FVE ‘Veterinary Public Health & Sustainability’.

La presidente del sottogruppo Paula Barry-Walsh presenterà il contesto e gli obiettivi, mentre Maurizio Ferri (delegato SIVeMP presso UEVH e Coordinatore scientifico SIMeVeP) fornirà una panoramica del Meccanismo di Preparazione e Risposta alla Crisi della Sicurezza Alimentare Europea (EFSCM), costituito a seguito della crisi COVID-19 nell’ambito della strategia Farm to Fork, come membro del Gruppo di Esperti della Commissione.

Parteciperanno alla tavola rotonda:

  • Alexander Anton, Segretario Generale EDA
  • Anton van den Brink, Vice Segretario Generale FEFAC
  • Ruud Tombrock, Direttore Esecutivo Humane World for Animals Europe.

Clicca qui per registrarti




Stiamo scoprendo nuove specie sempre più velocemente

La velocità con cui scopriamo nuove specie al mondo è decisamente più elevata rispetto ai ritmi che portano all’estinzione delle specie. Questo fatto, oltre alla consapevolezza che ci siano sempre più esemplari di fauna e flora da scoprire, lascia aperta la speranza all’ipotesi che – nonostante l’impatto negativo dell’uomo sulla Terra – la biodiversità di alcuni gruppi di esseri viventi sia ben più ricca di quanto finora immaginata, con vantaggi futuri anche per la salute dell’uomo. Soltanto fino a pochi secoli fa l’umanità non solo non aveva idea di chi, quali e quante fossero le creature con cui stava condividendo la vita sul Pianeta, ma non riusciva nemmeno a identificarle o darle un nome.

I segreti della biodiversità

Poi, circa 300 anni fa, il prezioso lavoro del naturalista Carlo Linneo (Carl Nilsson Linnaeus) fu l’inizio di una straordinaria impresa capace di dare un nome a ogni organismo vivente sulla Terra: lo svedese divenne il padre della moderna tassonomia e, grazie al suo sistema di denominazione binominale, riuscì a classificare e descrivere oltre 10mila specie di piante e animali.

A partire dai suoi metodi la conoscenza di tutti gli abitanti della Terra è diventata esponenziale e gli scienziati hanno continuato a descrivere nuove specie nella ricerca per svelare i segreti della biodiversità planetaria. Ma con l’attuale declino che la varietà animale e vegetale stanno vivendo spesso a causa degli impatti antropici, si pensava di essere davanti a un freno o perlomeno un rallentamento nella scoperta. Tutt’altro, dice però un nuovo studio pubblicato su Science Adavances dai ricercatori dell’Università dell’Arizona.

Leggi l’articolo

Fonte: repubblica.it