Scoperto nei cavalli un virus finora ritenuto esclusivo degli insetti
Per la prima volta un virus finora noto solo per infettare insetti è stato identificato nei tessuti di due cavalli deceduti a causa di una grave sindrome respiratoria. Si tratta dell’Alphamesonivirus-1, appartenente alla famiglia dei Mesoniviridae, fino a oggi considerata esclusiva di zanzare e altri artropodi. La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Virology, è il frutto di uno studio congiunto condotto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” in collaborazione con enti di ricerca internazionali. Una ricerca che apre nuove ipotesi sulla capacità di questi virus di superare la barriera di specie.
“Abbiamo rilevato – spiega Maurilia Marcacci, Genomica – il virus nei polmoni e nei linfonodi di una giumenta e del suo puledro, deceduti improvvisamente per una sindrome respiratoria acuta. Grazie alle tecniche di sequenziamento genomico, siamo riusciti a identificare Alphamesonivirus-1, mai riscontrato prima in un mammifero”.
I due cavalli, ospitati nello stesso allevamento in Molise, presentavano sintomi e lesioni compatibili, mentre le indagini diagnostiche convenzionali hanno escluso le principali infezioni note nei cavalli, come l’influenza equina o l’herpesvirus. Solo grazie a un’analisi metagenomica avanzata è stato possibile individuare la presenza del virus nei campioni di tessuto.
Un elemento chiave della scoperta è la somiglianza genetica tra il virus rilevato nei cavalli e quello isolato in zanzare del genere Culex (le comuni “zanzare domestiche”) catturate nella vicina regione Abruzzo. Questo dato suggerisce una possibile circolazione locale del virus tra insetti e vertebrati. “Le nostre osservazioni – aggiunge Alessandra Spina, Virologia – suggeriscono che il virus potrebbe non essere limitato agli insetti, come si è sempre creduto. Non possiamo ancora dire se sia stato la causa della morte degli animali, ma la sua presenza in organi sensibili impone approfondimenti urgenti”.
Fonte: IZS Lazio e Toscana
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