Pandemie. Il mondo è più pronto ma resta vulnerabile: il monito Oms a sei anni dal Covid-19
L’Oms riconosce progressi significativi nella preparazione globale, dall’Accordo Pandemico ai nuovi strumenti di sorveglianza. Ma avverte: i risultati sono fragili, i finanziamenti calano e senza cooperazione internazionale la sicurezza sanitaria resta a rischio.
A tracciare il bilancio a sei anni dal lancio del più alto allarme globale – quando l’epidemia da Covid-19 venne dichiarata Emergenza di Salute Pubblica Di Interesse Internazionale (Pheic) – è l’Oms, in pccasione del Consiglio Esecutivo dell’Oms. Sebbene la Pheic sia stata ufficialmente chiusa a maggio 2023, l’impatto del Covid-19 rimane impresso nella memoria collettiva e continua a farsi sentire in tutto il mondo.
Per questo l’Oms esorta tutti i governi, partner e stakeholder e non trascurare la preparazione e la prevenzione alla pandemia. I patogeni non rispettano i confini, evidenzia l’Oms e nessun paese può prevenire o gestire una pandemia da solo. La sicurezza sanitaria globale richiede collaborazione tra settori, governi e regioni.
L’etichettatura antimicrobica per un uso e uno smaltimento appropriati nella risposta globale alla resistenza antimicrobica (AMR) svolge un ruolo fondamentale.
La sicurezza alimentare è emersa come una preoccupazione globale critica, laddove adulterazione, contaminazione e deterioramento coinvolgono un’ampia varietà di prodotti, dai latticini alle spezie e tanti altri. I metodi di analisi tradizionali, sebbene precisi, si rivelano spesso troppo lenti e costosi per il monitoraggio in tempo reale attraverso catene di approvvigionamento complesse. Una revisione scientifica di Balakrishnan et al. (2025) esamina come l’intelligenza artificiale (AI) e il machine learning (ML) possano rivoluzionare i protocolli di sicurezza alimentare, offrendo capacità di rilevamento rapide e non invasive che trascendono gli approcci convenzionali basati su laboratorio. Questo cambio di paradigma affronta i limiti dei flussi di lavoro di test sequenziali abilitando l’elaborazione simultanea dei dati e l’analisi predittiva (Balakrishanan et al., 2025; Karanth et al., 2023).
È stato formalmente adottato il Programma triennale “Salute, ambiente, biodiversità e clima”, documento strategico che rafforza l’integrazione tra politiche sanitarie e ambientali e consolida l’approccio One Health nella prevenzione dei rischi ambientali e climatici per la salute.
L’integrazione di sorveglianza genomica avanzata, analisi dei dati in tempo reale e strumenti di intelligenza artificiale può contribuire a individuare segnali precoci di potenziali focolai di virus Nipah e a rafforzare la preparazione pandemica. È quanto emerge da una
La scoperta nasce dalla segnalazione di un gatto morto per influenza aviaria. I controlli veterinari hanno portato all’individuazione di anticorpi H5N1 in una mucca da latte. Nessuna evidenza di virus attivo né di diffusione ad altri animali o allevamenti.
Il modo in cui la carne viene conservata dagli operatori del settore alimentare prima di arrivare ai consumatori può influire sulla proliferazione dei batteri. Ciò vale sia per i batteri nocivi come Salmonella e Listeria sia per i batteri che rovinano solo l’odore e l’aspetto della carne.
Aldo Grasselli, Segretario Nazionale SIVeMP, Antonio Sorice, Presidente SIMeVeP, Maurizio Ferri, Delegato italiano in UEVH, sezione di FVE sono intervenuti ieri a “
In occasione della prima Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria SIMeVeP e SIVeMP, in collaborazione con FVM e FESPA, hanno organizzato delle iniziative in tutta Italia per raccontare le attività di prevenzione, tutela e controllo dei Medici Veterinari del SSN.

























