Corso base di Protezione Civile 11/12 luglio 2019 Cisterna di Latina

Si terrà i giorni 11 e 12 luglio 2019  a Cisterna di Latina (LT) il Corso base di protezione civile per operatori dei servizi medici e veterinari del dipartimento di prevenzione”.

Il DPCM 12.01.2017, nel definire i nuovi LEA, tra gli obiettivi di salute nella sfera della “Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica” ha previsto anche la partecipazione nella gestione delle emergenze da fenomeni naturali o provocati e ha individuato tra le prestazioni da erogare la comunicazione alla popolazione e alle istituzioni in merito alle ricadute sulla salute, la partecipazione alla predisposizione di piani e protocolli operativi in accordo con altre istituzioni coinvolte nonché la partecipazione all’attività delle unità di crisi [LEA B14].

Peraltro, fin dal 1992, il Servizio Sanitario Nazionale è struttura operativa del Sistema Nazionale della Protezione Civile con funzioni di pianificazione e gestione di tutte le problematiche relative agli aspetti socio-sanitari dell’emergenza [“funzione di supporto 2 – sanità, assistenza sociale e veterinaria”].

Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, il Dipartimento di Prevenzione deve realizzare una specifica e continua azione di preparazione alla gestione delle emergenze di protezione civile che spazia dagli aspetti di sanità pubblica e di sicurezza alimentare alle problematiche veterinarie, ivi comprese le azioni di soccorso e di assistenza degli animali [Codice della Protezione Civile – DLvo n. 1 del 02.01.2018].

Nello specifico, il corso si prefigge i seguenti obiettivi:

assunzione di consapevolezza circa il ruolo ricoperto dal Dipartimento di Prevenzione nel corso delle emergenze non epidemiche derivanti da fenomeni naturali (climatici e nucleari, biologici, chimici, radiologici) o da attività umane;

acquisizione delle conoscenze e degli strumenti tecnico-organizzativi di base necessari per il corretto svolgimento delle funzioni e dei compiti attribuiti agli operatori dei Servizi Medici e Veterinari del Dipartimento di Prevenzione assegnati alla “Funzione 2- Sanità, Sociale e Veterinaria” attivata presso i Centri Operativi costituiti nel corso di emergenze di Protezione Civile.

Scheda di iscrizione

 




Le attivita’ di soccorso degli animali negli scenari di protezione civile – Verona 26/27 gennaio 2019

Il 26 e 27 gennaio 2019 si terrà a Verona il corso dal titolo: Le attivita’ di soccorso degli animali negli scenari di protezione civile.

L’obiettivo del corso sarà l’acquisizione delle conoscenze e degli strumenti tecnico-amministrativi  necessari per il corretto svolgimento delle funzioni e dei compiti assegnati alle  Componenti e alle Strutture Operative del Sistema Nazionale di Protezione Civile per il soccorso degli animali nell’ambito degli scenari emergenziali come previsto dal DLGS.1/2018 “Codice della Protezione Civile.
Il corso, gratuito per gli iscritti Emervet  è articolato in due giornate di lezioni frontali e fasi interattive ed è destinato a Medici Veterinari e Tecnici della Prevenzione.

Programma e scheda di iscrizione

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Come arrivare




Corso base di Protezione Civile per operatori Medici e Veterinari del Dipartimento di Prevenzione

Si è conclusa con successo una nuova edizione del “Corso base di Protezione Civile per operatori dei servizi Medici e Veterinari del Dipartimento di Prevenzione” tenuto presso l’Azienda ULSS 7 – Pedemontana, della Regione Veneto”. Il format di 30,4 crediti ECM, ideato dalla S.I.Me.Ve.P.-EMERVET, si è svolto in due giornate (7-8 marzo) per un totale di 18 ore di lezione durante le quali sono stati trattati, da parte di funzionari del Sistema della Protezione Civile, Veterinari, Psicologo e Professionista esperto di comunicazione in emergenza, le attività e le modalità di intervento della Protezione Civile, le normative e le procedure principali che devono essere seguite in caso di calamità naturale o causata dall’attività dell’uomo, l’organizzazione dei soccorsi sanitari e le modalità di allestimento di un campo per sfollati, la gestione dello stress – anche con una simulazione – e delle comunicazioni, il soccorso degli animali.

Il corso si è concluso con un’esercitazione che ha avuto per oggetto la gestione dei problemi igienico sanitari correlati alla gestione dei campi allestiti per l’accoglienza temporanea delle persone evacuate a seguito di fenomeno metereologico avverso di eccezionale gravità.

L’Azienda ULSS 7 – Pedemontana è tra le prime aziende socio-sanitarie in Italia a organizzare uno specifico corso di formazione rivolto agli operatori del Dipartimento di Prevenzione e ha previsto una seconda edizione per l’anno 2019 (23-24 maggio) in cui verranno formati 50 operatori del Dipartimento di Prevenzione, alcuni dei quali provenienti anche da altre Aziende ULSS della Regione Veneto.
«La gestione efficace delle emergenze – ha commentato il dott. Paolo Coin, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 7 Pedemontana – non può che prevedere anche il coinvolgimento di tutti i Servizi della Prevenzione, dal Servizio di Igiene e Sicurezza degli Alimenti al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, dallo SPISAL ai Servizi Veterinari. Da qui l’idea alla base di questo corso. Nel metterlo a punto, abbiamo scelto il format di S.I.Me.Ve.P. che oltre alla completezza degli argomenti svolti ed alla consolidata esperienza dei formatori, ci permette di raggiungere l’obiettivo di una formazione in questo ambito, per quanto possibile, condivisa tra Servizi che operano in aree territoriali contigue, oltre che con l’Autorità regionale di riferimento. Infatti “fare rete” tra Dipartimenti di Prevenzione, avviando percorsi formativi comuni e condivisi, migliora la capacità di risposta alle emergenze”.

A sottolineare il rilievo dell’iniziativa, la seconda giornata del corso ha visto anche la presenza dell’On. Manuela Lanzarin, Assessore regionale del Veneto alla Sanità e ai Servizi Sociali che ha manifestato grande considerazione ed apprezzamento per l’attività formativa. L’Assessore ha colto lo spunto espresso dal dott. Antonio Tocchio, Vicepresidente di EMERVET, finalizzato a migliorare l’interazione fra il suo assessorato e quello della Protezione Civile per creare le condizioni per il giusto riconoscimento, fra le eccellenze della Sanità del Veneto, anche delle attività di Sanità Pubblica che i Dipartimenti di Prevenzione continuano ad erogare, in qualità di strutture operative di Protezione Civile, nel corso dell’intera durata delle emergenze che possono colpire i territori.




Corso base di protezione civile per operatori del Dipartimento di Prevenzione della Funzione 2

Il 5 e 6 luglio a Rovigo si svolgerà il Corso base di protezione civile per operatori del Dipartimento di Prevenzione della Funzione 2, organizzato dalla SIMeVeP, nell’ambito del progetto EMERVET.

Si tratta di un percorso formativo volto all’acquisizione delle conoscenze e degli strumenti tecnico-amministrativi di base necessari per il corretto svolgimento delle funzioni e dei compiti svolti dagli operatori del Dipartimento di Prevenzione assegnati alla Funzione 2-Sanità, Sociale e Veterinaria attivata presso i Centri Operativi costituiti nel corso di emergenze di Protezione Civile, che prevede anche esercitazioni operative.

Il corso, accreditato per 18,4 crediti Ecm, è rivolto a Medici Veterinari, Medici, Tecnici della Prevenzione del Dipartimento di Prevenzione per un numero massimo di 30 partecipanti, ha un costo di 50 € ed è gratuito per gli iscritti EMERVET.

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Il soccorso degli animali nella prossima riforma della Protezione civile

Ieri, presso la Sala Iotti della Camera dei Deputati,  si è tenuto il convegno “L‘intervento delle associazioni animaliste nelle calamità – L’assistenza agli animali e il ruolo del No profit nella prospettiva di riforma della Protezione Civile” dal quale è scaturito un appello alle istituzioni sulla necessità di inserire in modo esplicito, fra le attività di protezione civile, anche il soccorso, l’assistenza e la protezione degli animali nella legge di riforma della Protezione Civile di prossima emanazione.

L’evento organizzato da sei fra le principali Associazioni Animaliste italiane (ENPA-LAV-Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente-Lega Nazionale per la Difesa del Cane-Animalisti Italiani-OIPA) ha visto la partecipazione dell’On. Duranti (che ha inserito tale proposta nell’ordine del Giorno n.9/2607-B/4 accolto come impegno dal Governo il 07 marzo 2017 nell’Aula della Camera dei Deputati), del rappresentante del Ministero della Salute Dott. Ugo Santucci, del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, Dott. Marco Leonardi e dei Servizi Veterinari Regionali delle Marche, Umbria, Sardegna, Molise, nonché di colleghi Veterinari del Piemonte, Lazio e Campania, e di Raimondo Colangeli, Vicepresidente ANMVI.

Per la SIMeVeP era presente il Dott. Antonio Tocchio che ha espresso il sostegno da parte della Società Scientifica all’iniziativa, che si dimostra in linea con i tempi, ormai maturi per rappresentare anche nel campo delle emergenze non epidemiche quanto sia importante considerare il rapporto uomo – animale quale elemento irrinunciabile per un intervento efficace in Protezione Civile.

E’ stata inoltre accolta la proposta di SIMeVeP di inserire nel testo finale anche la figura dei Medici Veterinari  – Liberi Professionisti e Pubblici –  che in sinergia fra loro e con il Coordinamento delle Autorità di Protezione Civile rappresentano il cardine professionale del soccorso a tutti gli animali.

Nel maggio 2017, SIMeVeP e SIVeMP  hanno costituito l’Associazione Nazionale di Volontariato di Protezione Civile EMERVET, una struttura operativa specializzata nel dare supporto alla componente Veterinaria e di Igiene Pubblica della Funzione 2 del Dipartimento di Protezione Civile, cui possono aderire medici veterinari, di sanità pubblica e liberi professionisti.




Sorice: un’ occasione per dare un contributo concreto di professionalità e di disponibilità al Paese

Il Presidente SIMeVeP, Antonio Sorice, presenta il nuovo progetto di SIMeVeP e SIVeMP, che intende fornire, attraverso la costituzione dell’Associazione Nazionale di Volontariato di Protezione Civile EMERVET, una struttura operativa specializzata nel dare supporto alla componente Veterinaria e di Igiene Pubblica della Funzione 2 del Dipartimento di Protezione Civile.

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Intervista al Vice Presidente

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Statuto




Riforma del Sistema Nazionale della Protezione Civile

Il Consiglio dei Ministri del 29 dicembre 2017, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della legge di riforma del sistema nazionale della protezione civile (legge 16 marzo 2017, n. 30).

L’obiettivo del provvedimento è il rafforzamento complessivo dell’azione del servizio nazionale di protezione civile in tutte le sue funzioni, con particolare rilievo per le attività operative in emergenza.

A questo scopo, il decreto:
◾chiarisce in modo più netto la differenziazione tra la linea politica e quella amministrativa e operativa ai differenti livello di governo territoriale;
◾migliora la definizione della catena di comando e di controllo in emergenza in funzione delle diverse tipologie di emergenze;
◾definisce le attività di pianificazione volte a individuare a livello territoriale gli ambiti ottimali che garantiscano l’effettività delle funzioni di protezione civile;
◾stabilisce la possibilità di svolgere le funzioni da parte dei comuni in forma aggregata e collegata al fondo regionale di protezione civile;
◾migliora la definizione delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nell’ambito del servizio di protezione civile, quale componente fondamentale;
◾introduce il provvedimento della “mobilitazione nazionale”, preliminare a quello della dichiarazione dello stato d’emergenza;
◾individua procedure più rapide per la definizione dello stato di emergenza, con un primo stanziamento non collegato come attualmente alla ricognizione del danno;
◾finalizza il fondo regionale di protezione civile al potenziamento territoriale e al concorso alle emergenze di livello regionale;
◾coordina le norme in materia di volontariato di protezione civile, anche in raccordo con le recenti norme introdotte per il Terzo settore e con riferimento alla partecipazione del volontariato alla pianificazione di protezione civile.

Il testo definisce le finalità, le attività e la composizione del Servizio nazionale della Protezione civile, quale sistema che esercita la funzione di protezione civile costituita dall’insieme delle competenze e delle attività volte a tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi di origine naturale o dall’attività dell’uomo. Sono comprese tra tali attività quelle volte alla previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi, alla pianificazione e gestione delle emergenze e al loro superamento.

Si individuano le autorità di protezione civile che, secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, garantiscono l’unitarietà dell’ordinamento esercitando, in relazione ai rispettivi ambiti di governo, le funzioni di indirizzo politico in materia di protezione civile. Il testo conferma poi l’attuale classificazione degli eventi emergenziali di protezione civile in base alla loro dimensione e gravità.

Per quanto riguarda l’attività per la previsione dei rischi, si stabilisce che il sistema di allertamento, articolato in un livello nazionale e uno regionale, abbia come obiettivo, ove possibile, il preannuncio in termini probabilistici degli eventi, nonché il monitoraggio e la sorveglianza in tempo reale degli stessi e dell’evoluzione degli scenari di rischio, al fine di attivare il servizio nazionale della protezione civile ai differenti livelli territoriali; si prevede inoltre in modo esplicito la partecipazione dei cittadini, in forma singola o associata, al processo di elaborazione della pianificazione di protezione civile, in correlazione alle esigenze di diffusione della conoscenza di tali strumenti e della relativa informazione.

Si delinea poi il quadro generale per la gestione delle emergenze di rilievo nazionale, articolato in diverse fasi:
◾la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale della protezione civile, che consente un intervento del sistema nazionale anche in fase preventiva, ove possibile;
◾la dichiarazione dello stato di emergenza, con la definizione di un primo stanziamento da destinare all’avvio delle attività di soccorso e di assistenza alla popolazione. Tale fase si attiva al verificarsi degli eventi di livello nazionale, a seguito di una valutazione speditiva eseguita dal dipartimento della protezione civile, sulla base delle informazioni ricevute in raccordo con i territori, nelle more della ricognizione puntuale del danno (oggi il primo stanziamento avviene dopo la ricognizione del danno con allungamento dei tempi di delibera e di intervento);
◾l’individuazione delle ulteriori risorse necessarie per il prosieguo delle attività, a seguito della valutazione dell’effettivo impatto dell’evento;

Tra le principali novità riguardanti lo stato di emergenza, si prevede, in particolare, che la dichiarazione non possa superare in termini temporali i 12 mesi più 12, in luogo dei 6 mesi più 6 previsti oggi. Inoltre, le ordinanze di protezione civile sono emanate acquisita l’intesa delle Regioni interessate e possono intervenire, oltre che riguardo all’organizzazione e all’effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, alla gestione dei rifiuti, delle macerie e alle misure volte a garantire la continuità amministrativa, anche riguardo all’attivazione delle prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale dei cittadini e delle attività economiche e produttive direttamente interessate dall’evento per fronteggiare le necessità più urgenti.

Per dare il giusto risalto alla partecipazione dei cittadini alle attività di protezione civile, si regolamentano le attività di volontariato organizzato, definendo in maniera chiara i gruppi comunali di protezione civile e introducendo la responsabilità del cittadino rispetto alle indicazioni date dalle autorità di protezione civile ai diversi livelli.

Per quanto riguarda, infine, le misure e gli strumenti organizzativi e finanziari per la realizzazione delle attività di protezione civile, il testo prevede una ripartizione delle risorse in tre fondi:
◾fondo nazionale di protezione civile per le attività di previsione e prevenzione (risorse per lo svolgimento delle attività di previsione e prevenzione dei rischi assicurate dal dipartimento della protezione civile già iscritte al bilancio);
◾fondo per le emergenze nazionali (per gli eventi emergenziali nazionali);
◾fondo regionale di protezione civile (fondo che contribuisce al potenziamento del sistema di protezione civile regionale e concorre agli interventi di carattere regionale).

Il provvedimento è stato integrato in esito all’intesa sancita in sede di Conferenza unificata e recepisce alcune osservazioni formulate dal Consiglio di Stato, nonché le condizioni espresse dalle Commissioni parlamentari competenti.




SIMeVeP e 112EMERGENCIES sottoscrivono protocollo d’intesa

Considerato che le azioni adeguate a contrastare le emergenze non epidemiche richiedono specifiche competenze pratiche e metodiche tecnico-scientifiche da approfondire, sperimentare, validare, pianificare e diffondere, SIMeVeP e la rivista di informazione studi e ricerche sulla Protezione e Difesa Civile e sulla Sicurezza “112EMERGENCIES” hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che dà il via ad una collaborazione con la finalità di condividere linee guida, piani di intervento e procedure di gestione della sicurezza alimentare, diffondendo allo stesso tempo al grande pubblico informazioni sulle attività del personale dei Dipartimenti di prevenzione delle Aziende Sanitarie del SSN (Medici, Veterinari, Tecnici della Prevenzione) che rientrano, in quanto appartenenti alla Funzione 2 del Metodo AUGUSTUS, tra le strutture operative incaricate di rispondere in caso di eventi emergenziali e di prevenire e mitigare in “tempo ordinario” gli effetti sulla salute pubblica delle emergenze non epidemiche, cioè degli eventi calamitosi, sia quelli con minor impatto al suolo e nell’atmosfera, sia quelli più gravi come alluvioni, terremoti, incidenti industriali, chimici o radiologici e nucleari.

Il Presidente SIMeVeP e il direttore Generale di 112EMERGENCIES hanno condiviso le seguenti finalità, che saranno raggiunte attraverso specifiche attività i cui programmi esecutivi saranno definiti di comune accordo:

  • Scambio di conoscenze e materiali scientifici ai fini della formazione e dell’aggiornamento professionale degli iscritti SIMeVeP, operatori sanitari, funzionari e volontari attivi nel Sistema di Protezione Civile che si relazionano con le componenti veterinaria e medica operanti nella F2 del Metodo Augustus, nell’ambito della sicurezza alimentare, dell’igiene degli alimenti, della sanità animale, dell’igiene urbana veterinaria e delle produzioni zootecniche.
  • Divulgazione dell’attività scientifica della SIMeVeP relativa alle pubblicazioni, agli studi, alle ricerche, ai convegni e alle attività formative che interessino il sistema di protezione civile
  • Organizzazione congiunta e sinergica, per quanto di competenza ed interesse, di eventi anche formativi attinenti il sistema di protezione civile



Il nuovo Codice della Protezione civile e il soccorso agli animali nelle emergenze: il ruolo dei servizi veterinari

Entra in vigore oggi il Decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 (Raccolta 2018) Codice della protezione civile pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.17 del 22-01-2018).

Obiettivo del nuovo codice è: “il rafforzamento complessivo dell’azione del servizio nazionale di protezione civile in tutte le sue funzioni, con particolare rilievo per le attività operative in emergenza”.

Il decreto rappresenta l’evoluzione tecnico-scientifica, politica e bioetica della “visionaria” legge 225 del 1992 che più di 25 anni fa istituiva il Servizio nazionale di Protezione civile.

In relazione alle attività che riguardano il mondo veterinario, pubblico e privato, e le sue istituzioni ufficiali, culturali, scientifiche, professionali e sindacali, il nuovo codice introduce in modo esplicito tra le finalità e le attività da svolgere le azioni di soccorso e di assistenza degli animali, colpiti da eventi derivanti da fenomeni naturali o da attività umane (le cosiddette “emergenze non epidemiche”).
E’ doveroso ricordare che durante ogni emergenza e calamità negli ultimi decenni il soccorso a tutte le categorie di animali, siano essi d’affezione o da reddito, è sempre stato assicurato direttamente o attraverso attività di coordinamento da parte dei servizi veterinari, componenti del Sistema sanitario nazionale e inseriti tra le strutture operative del Sistema nazionale di Protezione civile nella Funzione 2. Oggi però con l’esplicito riferimento legislativo agli animali si intende codificare, riconoscere, rafforzare e qualificare gli interventi in loro soccorso, togliendoli a un certo spontaneismo che spesso li hanno caratterizzati e adeguando il dettato normativo alle mutate sensibilità collettive.

IL SOCCORSO AGLI ANIMALI, LE NOVITÀ

Il Decreto 1 é una norma complessa che richiederà tempo per essere studiata nel dettaglio e applicata dalle varie componenti che intervengono durante emergenze e catastrofi. Si richiamano qui solo alcuni articoli fondamentali che sono stati integrati dal legislatore.

Articolo 1 (Definizione e finalità del Servizio nazionale della protezione civile)
Il Servizio nazionale della protezione civile, di seguito Servizio nazionale, definito di pubblica utilità, è il sistema che esercita la funzione di protezione civile costituita dall’insieme delle competenze e delle attività volte a tutelare la vita, l’integrità fisica, i beni, gli insediamenti, gli animali e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo.

Articolo 2 comma 6 (Attività di protezione civile)
La gestione dell’emergenza consiste nell’insieme, integrato e coordinato, delle misure e degli interventi diretti ad assicurare il soccorso e l’assistenza alle popolazioni colpite dagli eventi calamitosi e agli animali e la riduzione del relativo impatto, anche mediante la realizzazione di interventi indifferibili e urgenti ed il ricorso a procedure semplificate, e la relativa attività di informazione alla popolazione.

Va segnalato che le integrazioni normative al testo del decreto sono frutto anche della meritoria mobilitazione delle associazioni di volontariato che, nel corso dell’evento “Sisma Centro Italia”, hanno bene rappresentato, in termini operativi, l’evoluzione della concezione di animale nel comune sentire. Non solo a norma di legge, l’animale viene sempre più considerato un essere senziente degno di attenzione, soccorso e cura anche, o meglio, soprattutto, nel corso di emergenze.
Queste novità sono altresì rivolte a rafforzare e qualificare quanto già avviene per tutti gli animali domestici negli interventi in caso di terremoti, alluvioni, nevicate eccezionali da parte degli enti che, nel corso di emergenze di protezione civile, sono stati individuati sin dal 1992 come i referenti istituzionali in materia: i Servizi veterinari pubblici.

I Servizi veterinari, infatti, anche nelle emergenze, non perdono le loro prerogative di Autorità competenti ma operano in un contesto articolato per funzioni specialistiche – le aree di sanità animale, igiene degli alimenti di origine animale e igiene degli allevamenti – al fine di affrontare al meglio le richieste di intervento.

I NUOVI LEA (LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA)

L’attività dei Servizi veterinari pubblici nelle emergenze non epidemiche è stata inoltre ribadita e puntualizzata anche nei nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) di cui al Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017: “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.”
Infatti l’Allegato 1: Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica al punto B14 prevede anche per i Servizi Veterinari:

  • fra i programmi: “…la gestione delle emergenze da fenomeni naturali o provocati (climatici e nucleari, biologici, chimici, radiologici)”;
  • fra i Componenti del programma: “…la partecipazione alla gestione delle emergenze” ;
  • fra le Prestazioni: “… la comunicazione alla popolazione e alle istituzioni in merito alle ricadute sulla salute, la partecipazione alla predisposizione di piani e protocolli operativi in accordo con altre istituzioni coinvolte, la partecipazione all’attività delle unità di crisi”.

Riconfermato anche nel nuovo testo il concorso delle professione veterinaria alle attività di protezione civile anche tramite gli Ordini e il rispettivo Consiglio nazionale e attraverso la presenza veterinaria anche in componenti, enti, istituti e agenzie nazionali che svolgono funzioni in materia di protezione civile.

Se da una parte vi è una riconferma del ruolo e della validità della professione veterinaria pubblica e privata, il decreto 1 invita comunque a fare riflessioni per potere migliorare le capacità di risposta in un mondo che evolve rapidamente in termini di variazioni climatiche e soprattutto di eventi estremi avversi che si sommano a drammatici ricorrenti fenomeni calamitosi che colpiscono il nostro Paese in modo più o meno esteso.

L’analisi degli interventi effettuati nel corso degli ultimi anni da parte della componente veterinaria pubblica e privata, pur essendo sicuramente apprezzabili anche sotto il profilo mediatico, fa emergere una mancanza di completa di conoscenza/comprensione della dinamica del ciclo della gestione dell’evento calamitoso (Dmc).

Come riportato nelle Linee Guida dell’Organizzazione mondiale per la salute degli animali (OIE), pubblicate nel maggio 2016, esiste tutta una serie di indicazioni per la gestione dei disastri e la riduzione del rischio in relazione alla salute e protezione (welfare) degli animali e alla sanità pubblica veterinaria, con l’obiettivo di rafforzare la capacità dei servizi veterinari negli Stati membri.

I recenti eventi di emergenza evidenziano la necessità di portare tutti i componenti della gestione delle catastrofi ad agire insieme in piani di risposta coerenti a entrambi livelli nazionali e internazionali utilizzando un approccio multidisciplinare per raggiungere l’optimum efficienza ed efficacia.

FASI DELLA GESTIONE DEL CICLO DEL DISASTRO
Le quattro le fasi del DMC (Disaster Management Cycle)

Per comprendere l’importanza delle indicazioni fornite dall’OIE è utile evidenziare che anche in Italia le azioni si concentrano quasi in via esclusiva sulla risposta, ma una gestione efficace del disastro deve includere tutte e quattro le fasi del DMC (Disaster Management Cycle) che comprendono: mitigazione e prevenzione, preparazione, risposta e recupero.

L’evidenza è rappresentata dal fatto che le azioni, anche in termini non epidemici nell’abituale campo d’azione dei Servizi veterinari pubblici e la Prevenzione, sono decisive per affrontare e superare con successo gli eventi calamitosi.

Tali azioni si attuano nel fornire un contributo attivo alla pianificazione d’emergenza sviluppata ad ogni livello istituzionale, dal nazionale al comunale, rendendo congrui e compatibili i propri piani interni d’emergenza che devono (vedi Lea) essere sviluppati per operare correttamente nei centri operativi attivati nel corso delle emergenze.

L’operazione non è tuttavia facile considerando che raramente i Servizi veterinari vengono coinvolti da parte degli Enti preposti alla stesura dei Piani d’Emergenza e, pertanto l’analisi del rischio in termini veterinari che, sin dall’origine della stesura dei documenti, è alla base della pianificazione non viene fatta, o non viene realizzata correttamente, in quanto realizzata da soggetti non competenti.

Bisogna riconoscere che tale situazione si realizza peraltro anche per l’oggettiva mancanza di formazione di base e specialistica dei veterinari sin dall’Università, in cui nel corso di studi anche post laurea non è previsto alcun insegnamento relativo alle emergenze non epidemiche e le conoscenze, e quindi le competenze, vengono il più delle volte e con evidenti limiti, legate alle esperienze acquisite direttamente sul campo in caso di richiesta di intervento.

La scarsa considerazione del problema comporta anche negli Enti di appartenenza una conseguente sottovalutazione dell’assegnazione delle risorse, sia umane che strumentali e una difficoltà strutturale di cooperazione sia con l’Autorità di Protezione civile che con le parti interessate del settore privato e non governativo, come le organizzazioni di volontariato che, non essendo adeguatamente gestite corrono talvolta il rischio di dare risposte operative non sempre coerenti con le decisioni strategiche e con il coordinamento tattico, scelto in funzione dell’obiettivo.

Altro elemento cardine per affrontare con successo le emergenze è prevedere addestramenti ed esercitazioni, anche in rapporto con gli altri attori coinvolti nell’emergenza, per definire un allenamento tecnico sugli aspetti organizzativi e operativi della gestione del disastro. In pratica chi fa cosa e in quale modo.

CONCLUSIONI
In conclusione, accogliamo con favore le integrazioni normative del decreto 1/2018, anche perché rafforzano gli obiettivi per la gestione delle emergenze non epidemiche, da sempre compito dei servizi veterinari.

Crediamo invece sia indispensabile cogliere l’opportunità che l’applicazione della norma ai vari livelli può rappresentare per l’intera classe veterinaria: acquisire nuove capacità professionali ed essere in grado di fornire una risposta valida e in linea con i tempi durante le emergenze non epidemiche, contribuendo a realizzare una società resiliente.

Antonio Tocchio
Vicepresidente EMERVET