Data: 03-02-2012

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Pesca

Il pesce allevamento sfiora 50% produzione nazionale

Il prodotto di acquacoltura (mitili e pesce d'allevamento) sfiora ormai il 50% della produzione ittica nazionale. Lo ha evidenziato il presidente di Federpesca, Antonio La Rocca, nel suo intervento all'assemblea annuale dell'associazione aderente a Confindustria.

La Rocca ha sottolineato una situazione di crisi "senza pari" ne settore. "Nell'ultimo periodo la flotta italiana ha subito una contrazione degli occupati tra il 25 ed il 30% circa. Ciononostante - ha etto - l'Italia può vantare ancora una produzione di 466mila tonnellate piazzandosi al 5 posto tra i Paesi comunitari". Un risultato però determinato dalla crescita dell'acquacoltura. In termini di valore, si registra invece una contrazione del 25% rispetto al quinquennio precedente.

"La bilancia commerciale segna un disavanzo della produzione nazionale rispetto alle importazioni ormai vicino all'80%, in linea comunque con gli altri Paesi comunitari ormai fortemente dipendenti dalle importazioni" ha detto ancora La Rocca. Inoltre, il fattore di produzione maggiormente incide sui costi delle aziende di pesca, con percentuali che superano il 50%.
"Il gasolio non a caso ha rappresentato e continua a rappresentare anche in questi giorni il carburante che alimenta le fiamme della protesta presso le marinerie" ha proseguito il neopresidente di Federpesca sottolineando che "non esiste alcun altro settore paragonabile al nostro quanto a incidenza del costo del carburante sul monte spese aziendale quanto ad impossibilità di scaricare l'onere lungo gli altri anelli della filiera: se il consumatore finale vede spesso aumentare i prezzi dei prodotti ittici al banco di vendita, si può star pur certi che i nostri armatori non vedono un centesimo del valore aggiunto che si realizza lungo la filiera". 

Fonte: Ansa

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