Data: 02-07-2010

La Food Standard Agency -l’agenzia inglese per la sicurezza alimentare- ha annunciato di aver appena rimosso le ultime restrizioni ad alcuni allevamenti ovini in Scozia, colpiti dagli effetti dell’incidente nucleare di Chernobyl del 1986. Le restrizioni erano state imposte subito dopo il passaggio della nube tossica al fine di monitorare questi allevamenti, secondo quanto imposto da un atto normativo nazionale del 1985 relativo alla Protezione Alimentare e Ambientale.
Nel 1986 lo scoppio della centrale nucleare di Chernobyl, nell’ex Unione Sovietica (oggi Ucraina), produsse un’enorme quantità di radioattività nell’atmosfera; parte di quella radioattività (in particolare il radiocesio) andò a depositarsi nelle zone montane del Regno Unito, dove proliferavano gli allevamenti ovini. Per tutelare i consumatori, il Governo decise di applicare le restrizioni previste dal Regolamento del 1985 alla movimentazione, alla vendita e alla fornitura di pecore e capre provenienti da queste aree. Nel 1987 gli elevati livelli di radioattività scoperti in alcuni agnelli portarono a nuove restrizioni in tutto il Regno Unito, comprese 73 aree nel centro e nel sud-ovest della Scozia. Fu sviluppata una nuova tecnica di controllo che consentì di monitorare le pecore vive e di spostarle soltanto se i livelli di radioattività fossero stati accettabili. A partire dagli anni ’90 le aree soggette a restrizioni sono state sottoposte al programma annuale di monitoraggio sulle pecore vive messo a punto subito dopo Chernobyl.
Nel corso del tempo i livelli di radioattività hanno continuato a diminuire e, nel febbraio del 2010, solamente due aree in Scozia erano ancora soggette a restrizioni. Di queste, un’area non è più destinata all’uso agricolo e dunque non è più adibita all’allevamento ovino, mentre l’altra è stata affrancata dalle restrizioni proprio lo scorso 21 giugno.
Fonte: Zootecnews