Data: 13-05-2010

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Tragedia canile in Liguria

SIMeVeP: segnale drammatico di un clima sempre pił preoccupante

La gestione dei canili sta emergendo con problematiche sociali vaste e urgenti. «La tragica uccisione di due guardie zoofile da parte del titolare di un canile, che si è poi, sua volta, tolto la vita, in provincia di Genova, a prima vista rappresenta un caso che potrebbe essere definito “limite”. Ma attenzione: liquidarlo come un evento isolato, senza analizzarne contesto e motivazioni, sarebbe un gravissimo errore».

Enrico Loretti, coordinatore del gruppo randagismo, controllo popolazioni animali e gestione degli animali problematici della Società italiana di medicina veterinaria preventiva (SIMeVeP) ritiene che, al contrario, vada studiato in profondità il “clima” in cui è nata la follia omicida e autolesionista dell’anziano titolare della struttura, che avrebbe dovuto essere posta sotto sequestro, in seguito a una segnalazione di maltrattamento di animali.

«Dalla notizia appare drammaticamente chiaro - afferma Loretti - l'ambiente di esasperazione e di marginalità emotiva in cui certi fenomeni si manifestano. Chi fa i controlli su strutture di raccolta o allevamento di cani improvvisate e poco rispettose del benessere animale è chiamato ogni giorno a confrontarsi con criticità di difficile gestione, dove spesso il rapporto con l'animale nasconde una devianza, una labilità psichica che di certo esula dalla competenza veterinaria o zoofila. In questi casi ben poco influiscono le sistematiche azioni di controllo e repressione, come questo caso estremo mette in evidenza».

«E’ anche questo il clima in cui sono impegnati talvolta i servizi veterinari delle Asl - dice ancora il rappresentante SIMeVeP - Più che interventi di repressione in molti casi occorre comprensione, sensibilità, collaborazione istituzionale e risorse. Senza alternative si può solo continuare a registrare fallimenti e disagio. I fatti di Genova, spiega ancora Loretti, «devono servire come campanello d’allarme: violenze e intimidazioni al personale deputato ai controlli sono purtroppo sempre più spesso all’ordine del giorno. E’ una spirale drammatica che va interrotta al più presto».

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