Data: 25-03-2009

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Cani

Ordinanza Martini: verso la fine dell'emergenza?

L'Ordinanza supera molti degli aspetti critici  delle precedenti OO.MM., in primo luogo eliminando la lista di razze pericolose, che, priva di base scientifica, aveva contribuito a dare una errata dimensione giornalistica ad un problema certamente concreto: l'inadeguatezza media dei proprietari a gestire cani che la moda vuole sempre più grossi, e se non aggressivi in se, certo di difficile controllo. Difficile trovare norme efficaci  a contenere il rischio, in particolare in termini predittivi, considerata l'estrema variabilità dei tipi morfologici dei cani, e la parallela variabile competenza dei proprietari, e considerato come gli incidenti più gravi avvengano dentro le mura domestiche. Il sistema delineato dalla O.M. però, appare adeguato a migliorare la consapevolezza dei proprietari, riaffermando un sistema di sorveglianza impostato sull'attività dei Servizi Veterinari, che in questo modo vedono riadeguata e valorizzata  l' esperienza e l'attività di controllo antirabbico.
 
Fondamentale in questa fase la valutazione del rischio, attraverso gli strumenti che le Az.USL si daranno, nonchè le iniziative di educazione ed informazione dei proprietari. Il sistema si propone in modo estremamente chiaro: alla Sanità Pubblica la funzione di valutazione, al mondo libero professionale l'attività terapeutica.  Il rischio è che questa occasione sia presa a spunto per imporre, nel nome di una scientificità spesso solo supposta, un bisogno di terapia universale, laddove semplici norme di buona pratica possono essere sufficienti, ovvero che si possano aprire contenziosi tesi a far apparire ogni episodio di morsicatura come un caso clinico.
Il termine “impegnativo” non sembra particolarmente adeguato ad indicare i cani che, spesso per l’incapacità del proprietario, o a causa delle loro caratteristiche o infine per la loro aggressività, possono rappresentare un rischio per la collettività.
 
Comunque un buon primo passo per uscire dall'emergenza, con l'attenzione già rivolta verso un impianto normativo più organico, come del resto già accade nella Regione Emilia Romagna, con una Legge operativa ormai da due anni.

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