Data: 23-03-2011

L'invasione di mostri alieni minaccia il delicato ecosistema del golfo. Nessun serial di fantascienza. Il nuovo nemico arriva da lontano. È la pericolosa cozza australiana avvistata nelle acque davanti alla città da un gruppo di ricercatori dell'università di Pisa. La conferma è arrivata dal naturalista marino Benedetto Cristo. Lui è il signore del golfo, l'uomo che vive in ammollo dentro il catino iperaffollato tra cantieri, traghetti, yacht e coltivatori di cozze.
Difficile capire come sia arrivata nel golfo. Forse dentro la pancia di una nave, o con qualche carico di cozze spagnole messo a svernare tra i filari. Cristo ha confermato la clamorosa scoperta. A vederla sembra una banale cozza, più piccola di quella che finisce nel piatto. In realtà è un serial killer. Uno sterminatore di ecosistemi. Questo mitile, è molto aggressivo. È un ingegnere d'ambienti. Ha la capacità di modificare in profondità gli habitat in cui si presenta. In altre parole se dovesse trovare un clima favorevole, come la fascinosa Gallura, potrebbe moltiplicarsi fino a mettere a rischio la sopravvivenza delle altre specie.
Comprese quelle che vengono allevate. Una specie di nemico pubblico. Per gli amanti della scienza si chiama Xenostrobus securis, è un bivalve mitilide diffuso negli ambienti salmastri dell'Australia sud-occidentale e della Nuova Zelanda. In Italia è presente in alcune zone dell'Adriatico, ma in Sardegna non era mai stata avvistata. A confermare la presenza nel Golfo, dopo il primo rinvenimento da parte di un gruppo di ricercatori dell'Università di Pisa coordinati da Alberto Castelli, è stato biologo marino Benedetto Cristo, che da anni collabora col Dipartimento di zoologia e genetica evoluzionistica, dell'Università di Sassari.
«Ho trovato questo bivalve nel golfo - spiega Cristo -. Il profilo genetico ha confermato il sospetto. Si chiama Xenostrobus securis, è una cozza australiana, una specie molto pericolosa. Perché modifica in profondità gli habitat in cui si radica. Si moltiplica ovunque. In pratica si potrebbe attaccare a tutto anche ai filari delle cozze». Una sorta di gramigna dei mari. Per Olbia la cozza australiana è una novità. Un segnale che qualcosa continua a cambiare all'interno del golfo. «È chiaro che le modificazioni che l'uomo ha apportato in questi decenni nel golfo ha fatto perdere una certa immunità - continua -. Questo segnale ci deve far riflettere dei rischi che corriamo quando interveniamo su un organismo delicato».
A partire dagli anni'90 la specie è stata segnalata nel nord dell'Adriatico e in Galizia. «Xenostrobus securis è capace di colonizzare vaste aree e può avere effetti negativi sulla comunità autoctona. È considerata tra le 100 peggiori specie invasive del Mediterraneo. Questa è una "specie ingegnere dell'ecosistema", che altera i fattori ambientali biotici e abiotici. Modifica e crea nuovi habitat. Si teme l'invasione per questo sono stato incaricato dall'Università di Pisa di monitorare l'area. Il Golfo con le violenze subite in questi anni non riesce più a difendersi. Bisogna salvarlo».
Fonte: La Nuova Sardegna - 16 marzo 2011