Data: 09-07-2010

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Pesca e acquacoltura

I deputati Ue chiedono più equità e trasparenza nel commercio

Le industrie europee della pesca e dell'acquacoltura non devono essere esposte alla concorrenza sleale derivata dalle importazioni e i loro prodotti dovrebbero essere classificati come "sensibili" nei negoziati commerciali. È quanto ha dichiarato il Parlamento in una risoluzione approvata giovedì sul futuro regime d'importazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, in vista della riforma della politica comune della pesca.

I deputati sono convinti che i settori della pesca e dell’acquacoltura europea non debbano essere subordinati a un tipico approccio di libero scambio commerciale. Essi sostengono, infatti, che una ragionevole e flessibile protezione doganale dovrebbe restare uno strumento legittimo per disciplinare le importazioni, mentre i prodotti provenienti da paesi terzi devono rispettare gli stessi standard di qualità e sicurezza ai quali sono sottoposti i produttori europei.

La risoluzione elaborata da Alain Cadec (PPE, FR), riguardante la futura politica dell’UE da adottare sulle importazioni nel settore della pesca, riconosce che la produzione europea di prodotti ittici non è sufficiente a coprire il fabbisogno interno e che già il 60% della domanda è soddisfatta dalle importazioni. Tuttavia, i deputati hanno chiesto con insistenza che i futuri accordi sulle importazioni tengano conto dell’importanza di salvaguardare la vitalità e l’efficienza dei settori della pesca e dell’acquacoltura europea, come previsto dagli obiettivi della prossima riforma della politica comune della pesca.

Il Parlamento europeo protagonista della politica della pesca
La risoluzione mira a dare un contributo alla prossima riforma della politica comune della pesca. Il relatore, Alain Cadec, ha dichiarato che "Il Parlamento europeo adesso ha il potere di codecisione con il Consiglio in materia di politica commerciale comune, inclusa la politica della pesca", aggiungendo che "la Commissione europea e il Consiglio devono tenere conto delle considerazioni espresse dal Parlamento in questa risoluzione ".

Politica commerciale e doganale
La risoluzione afferma che una protezione doganale, opportunamente regolabile, dovrebbe continuare a essere uno strumento legittimo di controllo delle importazioni, ricordando, inoltre, che è proprio grazie al suo utilizzo che l’UE riesce a garantire la preferenze commerciali accordate ai paesi in via di sviluppo.

Il Parlamento ritiene necessario che la responsabilità di guidare i negoziati commerciali dell´UE sui prodotti della pesca e dell'acquacoltura sia trasferita dal Commissario per il commercio al Commissario per gli affari marittimi e la pesca, chiedendo, inoltre, che tali prodotti siano classificati come “sensibili” nell’ambito dei negoziati dell'OMC, onde evitare uno smantellamento graduale della loro protezione tariffaria. I deputati hanno anche aggiunto che la Commissione deve garantire che l'eventuale conclusione di un accordo riguardante le sovvenzioni nel settore della pesca non comporti una situazione di svantaggio competitivo per i produttori dell'UE rispetto ai fornitori dei paesi terzi.

Standard ambientali e sociali più rigorosi
I deputati insistono sul fatto che i prodotti importati rispettino gli stessi standard di sostenibilità ambientale, di lavoro, di salute e di qualità imposti nel mercato interno dell’UE. Essi sostengono, inoltre, che tutti gli accordi che garantiscono preferenze commerciali accordate dall’UE sui prodotti della pesca e dell’acquacoltura verso i paesi terzi debbano includere meccanismi efficaci di sorveglianza degli impegni assunti in materia ambientale e sociale, che ne consentano la revoca o il ritiro degli accordi in caso di violazione.

Maggiori informazioni per scelte più consapevoli
I deputati sostengono che un afflusso massiccio delle importazioni potrebbe influenzare le abitudini alimentari dei cittadini europei. Tuttavia, essi sono convinti che i consumatori europei in molti casi farebbero scelte differenti se fossero meglio informati sulla reale natura, sull'origine geografica, sulle condizioni di produzione, di cattura e di qualità dei prodotti esposti alla vendita. I deputati chiedono, pertanto, l’introduzione di criteri di certificazione e di etichettatura più rigorosi e trasparenti, che ne garantiscano la qualità e la tracciabilità.

Infine, il Parlamento ribadisce la sua richiesta per un’urgente revisione dell’ormai obsoleta organizzazione del mercato comune dei prodotti della pesca, in modo da favorire e garantire maggiori guadagni del settore, assicurando la stabilità del mercato e aumentando il valore aggiunto dei prodotti europei

Fonte: Parlamento Europeo

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