Data: 19-10-2011

Un segno tangibile per ricordare la sconfitta di una delle più devastanti malattie animali, la peste bovina. E' il monumento inaugurato oggi a Roma, dove la lotta a questa piaga è cominciata, nel 1715, grazie al medico italiano Giovanni Maria Lancisi. E dove la Fao, l'Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie), insieme al ministero della Salute e all'amministrazione capitolina hanno scoperto oggi la stele - davanti alla sede del dicastero all'Eur - a memoria dell'eradicazione definitiva, sancita a giugno scorso, della peste bovina. La prima sconfitta definitiva di una malattia dopo il vaiolo nel 1980.
"Ci sono cose positive in sanità. E anche l'Italia - ha detto Fazio - fa la sua parte. Il nostro Paese è stato il primo al mondo a identificare le misure, prima ancora della vaccinazione, per difendersi da malattie che creano tantissimi danni agli animali, alle persone, che sono foriere di carestia e guerra. Questo è avvenuto nel 1700 in Italia. Il nostro Lancisi ha debellato in maniera straordinaria la peste bovina, 200 anni prima delle vaccinazione. Abbiamo svolto il nostro ruolo. E siamo felici di aver contribuito, con la Fao e il Comune di Roma, a questa importante realizzazione. Noi italiani possiamo contare su una sicurezza veterinaria, animale e sanitaria umana molto all'avanguardia. Da questo punto di vista ci possono insegnare poco anche se, nel settore della salute, non si smette mai di imparare".
Il ruolo dell'Italia è stato riconosciuto anche da Jacques Diouf, direttore generale della Fao, che ha sottolineato come il nostro Paese ha avuto in questa battaglia una parte importante "anche dal punto di vista storico, perché uno dei primi scienziati a studiare la trasmissione di questa patologia animale è stato Giovanni Maria Lancisi, che nel 1715 ha proposto metodi per controllarla. In suo onore la Fao divulgherà una copia digitale del suo trattato 'De Bovila Peste', il cui testo originario è conservato nella biblioteca Lancisiana".
Con l'inaugurazione del monumento - realizzato a titolo gratuito dallo scultore Alessandro Romano - la Fao ha voluto ringraziare il Governo italiano per il contributo di oltre 6 milioni di dollari offerti nel tempo per eradicare la malattia in Europa, Africa e Asia. "Il raggiungimento di questo importante risultato - ha detto Diouf - è stato possibile grazie all'impegno concertato di organizzazioni partner della Fao, quali l'Oie (Organizzazione mondiale di salute animale), e all'impegno dei governi, dei donatori, del settore privato e della società civile". Coordinamento efficiente, partenariati, cooperazione a livello regionale e internazionale, l'impegno dei governi e di tutte le componenti coinvolte "sono stati gli elementi decisivi - ha aggiunto Diouf - che hanno portato al successo. Questo network potrà essere usato in futuro per il sostegno alle iniziative di controllo e per lo sradicamento di altre malattie transfrontaliere".
Anche il direttore generale dell'Oie, Bernard Vallant, ha sottolineato l'importanza della meta raggiunta. Ricordando che ora, proprio come è avvenuto per il vaiolo, servirà lavorare su misure comuni perché il virus della peste bovina, conservato nei laboratori di diversi Paesi per la realizzazione di eventuali vaccini, resti sotto controllo."Abbiamo anche un piano di emergenza per evitare la diffusione della malattia nel caso si ripresenti", ha ricordato. Ora però bisogna guardare avanti, all'eradicazione di altre malattie veterinarie. "Abbiamo scelto quelle che hanno l'impatto economico massimo sui Paesi più poveri e svantaggiati". A partire dall'afta epizootica (Foot and Mouth Disease) che infetta circa 100 Paesi ed è eradicata in Europa, "ma che fa molti danni. E' una malattia molto complicata perché ha molti ceppi". C'è poi "'peste dei piccoli ruminanti', ma spesso i governi non sono motivati a combatterla perché attacca piccoli animali e non l'uomo, ma è assai dannosa. E infine la rabbia, che uccide più di 50 mila persone, soprattutto bambini. Per tutto questo servono investimenti ma, soprattutto, volontà politica", ha concluso Vallant.
Fonte: Adnkronos salute