Data: 28-07-2010

Sicurezza Alimentare
Comunicato SIMeVeP
COMUNICATO
28 luglio 2010
L’Espresso sul binario sbagliato.
Il settimanale L’Espresso ha pubblicato, sul n. 30 del 29 luglio 2010, un articolo dal titolo “I dispiaceri della carne” nel quale, insieme a inquietanti e appositamente selezionate fotografie di macelli sanguinolenti, si afferma che in Italia i controlli sugli animali allevati e sui loro prodotti alimentari sono insufficienti.
Per amore di verità occorre dire che gli esami anatomopatologici effettuati dai veterinari del Servizio sanitario nazionale sono fatti su ogni capo macellato legalmente, che i controlli analitici sulle carni sono eseguiti su percentuali stabilite in base a classi di rischio, e che una percentuale dei controlli analitici in allevamento è fatta il sabato e domenica proprio per contrastare i paventati trattamenti illeciti nei week end.
Da anni nelle Regioni a maggior produzione zootecnica è inoltre attivo il controllo, su animali in allevamento, basato sulla variazione dei parametri ematici e di campioni istologici, su animali macellati, in grado di riscontrare trattamenti che non sono rilevabili con le indagini analitiche che la legge mette a disposizione dell’autorità sanitaria.
L’On.le Francesca Martini, Sottosegretario alla Salute ha dichiarato che: "Il consumatore italiano può stare tranquillo, la sicurezza della filiera alimentare è assoluta, anche per la carne. Tutti gli standard europei vengono rispettati. I nostri veterinari sono un esempio di professionismo.”
Noi aggiungiamo che le criticità segnalate dal settimanale hanno una complessità e una evoluzione storica che sono state quotidianamente affrontate nel concreto dai veterinari pubblici e documentate dalla nostra organizzazione insieme alle soluzioni strutturali che hanno consentito al nostro paese di avere produzioni di alto livello qualitativo e di elevata sicurezza alimentare.
Il livello di sicurezza alimentare che i cittadini rivendicano è, giustamente, in costante aumento e per poterlo perseguire occorre un processo di miglioramento continuo per rivedere sistematicamente le strategie di sorveglianza (soprattutto di quelle che danno sempre esiti rassicuranti) e cercare nuovi strumenti adatti a valutare i nuovi rischi e a contrastarli.
Per fare questo occorrono risorse per la ricerca, per l’attività dei laboratori di riferimento e per i servizi veterinari territoriali, non tagli alle risorse destinate alla sanità e alla prevenzione.
Lo scenario agroalimentare globale ha amplificato le possibilità di introdurre pericoli per la salute e il livello di sorveglianza deve opportunamente essere alzato per non subire danni alla salute pubblica e all’economia.
L'Espresso, se lo gradirà, potrà contare sulla disponibilità di questa società scientifica per analizzare il quadro complesso e altamente professionale della sicurezza alimentare, le sue carenze strategiche e la sue debolezze strutturali, sempre che comunque l'obiettivo della testata non sia quello di dire che tutto va sempre male.