Data: 30-03-2011

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Novel Foods

Trattativa fallita per rifiuto Consiglio di etichettare cibi clonati

I negoziati sulle modifiche alla legislazione sui nuovi alimenti (novel foods) di lunedì notte si sono conclusi senza un accordo, di conseguenza, la legislazione adottata nel 1997 resta in vigore. Tale legge prescrive un'autorizzazione obbligatoria per la vendita di alimenti ottenuti da animali clonati, ma non per la loro prole. Tuttavia, al momento, non c'è stata alcuna richiesta per la commercializzazione di questo tipo di carne.

Si definiscono "nuovi alimenti" tutti quei prodotti ricavati da processi tecnologici di trasformazione dei cibi o che non hanno sono mai stati consumati prima in Europa. Nello specifico, gli alimenti ancora oggetto di dibattito (sulla possibile inclusione o meno tra i "nuovi prodotti", quindi sulla loro autorizzazione alla vendita) sono quelli derivati da bestiame clonato e quelli ricavati con l'utilizzo di nanotecnologie. 

Secondo il Parlamento è necessario bandire in tutto il territorio europeo qualsiasi tipo di carne clonata, di suo derivato e di tecnologia utilizzata per il processo di clonazione. Il Consiglio e la Commissione europei si trovano in gran parte d'accordo con queste posizioni, ma avrebbero voluto autorizzare la circolazione dei prodotti derivati dalla prole di animali clonati. Come ultimo compromesso, il Parlamento ha richiesto un'etichettatura obbligatoria di tali prodotti. Ma il Consiglio ha rifiutato anche questa opzione, sostenendo la necessità di etichette esplicative solo nel caso di carne fresca.

Il 63% dei cittadini europei non comprerebbe prodotti derivati da bestiame clonato e il 61% ritiene addirittura che la clonazione sia moralmente inaccettabile (sondaggio Eurobarometro 2008).

La nanotecnologia, cioè la manipolazione della materia a livello atomico e molecolare, è ormai utilizzata in vari settori - ad esempio nella produzione di agenti anti-batterici - e sta prendendo sempre più piede anche nel campo alimentare. Il Parlamento ritiene che ci sia bisogno di studi più approfonditi prima che l'utilizzo di nanoingredienti e nanoadditivi negli alimenti possa dirsi sicuro. Secondo i deputati, tutto il cibo "micromodificato" dovrebbe essere adeguatamente etichettato.

Il Presidente della delegazione del PE Gianni Pittella (S&D, IT) e la relatrice per il Parlamento sulla legislazione sui nuovi alimenti Kartika Liotard (GUE/NGL, NL) hanno dichiarato: "È molto frustrante il rifiuto del Consiglio di ascoltare le preoccupazioni dei cittadini e sostenere misure, urgenti e necessarie, per proteggere i consumatori e il benessere degli animali. Il Parlamento, a grandissima maggioranza, ha chiesto una messa al bando degli alimenti derivanti da animali clonati e dalla loro discendenza. Abbiamo fatto il massimo sforzo per arrivare a un compromesso, ma non abbiamo intenzione di sacrificare il diritto dei consumatori di sapere se il proprio cibo deriva da animali clonati. Poiché l'opinione pubblica europea è a stragrande maggioranza contraria alla clonazione per fini di alimentazione, l'etichettatura di tutti i cibi derivati da animali clonati è il minimo che si possa fare. Il Consiglio invece è pronto a sostenere solo una proposta di etichettatura per un unico tipo di prodotto: la carne fresca. Le misure che riguardano la prole degli animali clonati sono assolutamente indispensabili, poiché i cloni hanno un valore commerciale solo per l'allevamento, non per la produzione alimentare. Nessun agricoltore spenderebbe, infatti, 100.000 € per un toro clonato, solo per farne hamburger. Il Consiglio inoltre si è opposto alla possibilità che il Parlamento eserciti il suo diritto di veto nel caso di nuovi cibi aggiunti alla lista dei nuovi alimenti. L'incapacità di accettare il compromesso si traduce anche nella bocciatura di altre importanti modifiche previste dal pacchetto: Ad esempio, continuerà a non esserci nessuna regola specifica sull'uso dei nano-materiali nei prodotti alimentari".

Secondo la presidenza di turno ungherese del Consiglio Ue, invece, l'accordo avrebbe assicurato i piu' alti standard di sicurezza alimentare, grazie al divieto dell'uso di animali clonati e all'introduzione di una tracciabilita' completa, oltre alla graduale introduzione di etichette informative per i consumatori. Ma la delegazione dell'europarlamento chiedeva di piu', un vero e proprio "albero genealogico" per gli alimenti, e rispedisce al mittente la responsabilita' del fallimento della conciliazione. Secondo la presidenza ungherese con l'abbandono del tavolo da parte degli europarlamentari "tre anni di negoziati sono stati buttati dalla finestra", mentre anche l'europarlamentare Ppe Licia Ronzulli, ritiene che "la miopia politica, gli interessi nazionali e quelli dei grossi gruppi industriali hanno prevalso sulla tutela dei diritti di oltre 500 milioni di cittadini europei" e "ora sara' necessario attendere almeno altri tre anni affinche' possa essere adottata una nuova legislazione in materia".

Fonte: Parlamento Europeo

Domande e risposte sui "Novel foods" (in inglese)

Dichiariazioni del Commissario della Direzione generale della salute e tutela dei consumatori (in inglese)

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