Data: 22-06-2010

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Efsa

Approccio step by step per le piante Ogm

La valutazione del rischio ambientale legato alle coltivazioni Ogm "deve seguire un approccio step-by-step. Ogni pianta Ogm è unica, e deve essere valutata individualmente. Ciò richiede una valutazione specifica dei suoi tratti, di come verrà utilizzata e delle sue possibili interazioni con l'ambiente" circostante. Lo ha detto Salvatore Arpaia, presidente del Gmo panel, uno degli scienziati dell'Efsa (Agenzia per la sicurezza alimentare di Parma) impegnati in una giornata di discussione a Berlino con esperti degli Stati Ue sui più recenti sviluppi scientifici e gli approcci per valutare i possibili rischi ambientali delle colture geneticamente modificate.

Le discussioni della riunione di Berlino aiuteranno l'Efsa e i suoi panel di esperti a mettere a punto importanti documenti in materia, che dovrebbero essere adottati e pubblicati nel novembre 2010. Gli esperti hanno rivisto le linee guida che illustrano, tappa dopo tappa, come l'Efsa svolge la propria valutazione del rischio ambientale legato alle piante geneticamente modificate; le caratteristiche dei dati e delle informazioni che devono essere presentate da chi richiede di poter avviare una coltivazione Ogm.

I partecipanti alla riunione tecnica hanno discusso anche delle osservazioni presentate dagli Stati membri nel corso di una consultazione pubblica su un progetto di documento dell'Efsa, nonché una bozza di parere scientifico per affrontare la questione specifica degli organismi non bersaglio (alcune piante Ogm producono un insetticida che evita l'attacco di alcuni insetti, ed è importante assicurarsi che non abbia effetti collaterali su altre specie, appunto gli organismi non bersaglio). Il documento discusso a Berlino si concentra sui potenziali effetti ambientali a lungo termine, sulla questione degli organismi non bersaglio, e sui criteri per predisporre prove in campo, prendendo in considerazione gli ambienti diversi in cui la pianta geneticamente modificata sarà coltivata. Nel corso della riunione, gli esperti Efsa hanno illustrato i temi specifici che devono essere affrontate dai candidati e dagli esperti della valutazione dei rischi.

Questi includono: la possibilità di trasferimento genico tra la pianta e i microrganismi  circostanti, l'invasività potenziale della pianta stessa, gli effetti di questa sulla salute umana e animale, inclusi sia i target che gli organismi non bersaglio. infine, le implicazioni per la coltivazione e le tecniche di raccolta.

Fonte: Adnkronos salute

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