Data: 25-03-2011

Studiare metodi di ricerca alternativi ai test sugli animali. Con "l'obiettivo finale di raggiungere" in Italia, "nei tempi più rapidi possibili, quello che ritengo un obiettivo di civiltà: cioè l'esclusione dell'utilizzo di animali nelle procedure sperimentali. O, almeno, l'eliminazione di ogni tecnica che possa provocare loro sofferenza". A delineare il percorso che accompagnerà il recepimento nel nostro Paese della
direttiva Direttiva europea 2010/63/UE 'Protezione degli animali impiegati a fini scientifici' è il sottosegretario alla Salute Francesca Martini.
"Ritengo questo recepimento - spiega Martini- l'occasione per rafforzare le misure di tutela degli animali impiegati e dare un impulso alle tecniche alternative". Martini sottolinea dunque l'intenzione di "imprimere una svolta alle questioni inerenti l'utilizzo di animali a fini sperimentali. Lo stesso D. L. 116 del 1992 ci obbliga a una rigorosa verifica delle condizioni in cui avviene qualsiasi sperimentazione che coinvolga animali, e sancisce inoltre che gli esperimenti possono essere eseguiti soltanto quando, per ottenere il risultato ricercato, non sia possibile utilizzare altro metodo scientificamente valido".
Tra le novità positive introdotte dalla direttiva comunitaria, il sottosegretario sottolinea l'istituzione di un Centro europeo per lo sviluppo e la convalida di metodi alternativi. "Questa strada perseguibile e auspicabile non è, come molti affermano, un ostacolo alla ricerca. Anzi, sono convinta che nel medio lungo termine - dice il sottosegretario - condurrà a un miglioramento della ricerca e dei risultati ottenuti". Martini assicura "il forte sostegno del ministero alla ricerca scientifica in tal senso", e l'importanza del lavoro perseguibile attraverso il Laboratorio substrati cellulari e immunologia cellulare dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna di Brescia, già individuato come Punto di contatto Nazionale. Mi auguro - prosegue - che l'Italia sarà uno dei primi Paesi che darà attuazione alla direttiva europea con misure rafforzative e potrà essere annoverata tra le eccellenze mondiali nel campo della tutela degli animali". Martini sottolinea l'importanza del coinvolgimento delle associazioni per la protezione degli animali nei lavori di recepimento della Direttiva, "sia per suggerimenti e proposte migliorative, che per facilitare sempre più il reinserimento o la remissione in libertà degli animali utilizzati negli esperimenti, la cui riabilitazione è un dovere etico".
Anche per questo il sottosegretario preannuncia l'intenzione "istituire un tavolo tecnico al quale parteciperanno sia rappresentanti delle associazione protezionistiche, che del mondo scientifico. Con l'auspicio - conclude - che tutte le parti coinvolte possano dare un fattivo contributo all'evoluzione positiva del sistema. Divenendo punto di riferimento per gli altri Paesi europei".
Fonte: Adnkronos Salute