Data: 18-04-2011

Quasi la metà (47%) dei campioni di carne e pollame esaminati negli Stati Uniti da esperti del Translational Genomics Research Institute (TGen) è risultata contaminata dallo Staphylococcus aureus, e più della metà dei batteri rilevati, per la precisione il 52%, è resistente ad almeno tre classi di antibiotici. I sorprendenti risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista 'Clinical Infectious Diseases'.
Da questi dati scaturisce dunque un forte allarme: ceppi farmaco-resistenti di Stafilococco aureo, un batterio legato a una vasta gamma di malattie umane, sono presenti in carne e pollame nei negozi di alimentari degli Stati Uniti a tassi inaspettatamente elevati. Si tratta della prima indagine nazionale sulla presenza di S.aureus resistente agli antibiotici nella catena alimentare statunitense. E anche se il microrganismo può essere ucciso attraverso una corretta cottura, esiste comunque il rischio di contaminazione dei cittadini attraverso la manipolazione impropria degli alimenti in cucina.
I ricercatori hanno raccolto e analizzato 136 campioni - per un totale di 80 marche - di manzo, pollo, maiale e tacchino provenienti da 26 negozi di alimentari al dettaglio in cinque città Oltreoceano: Los Angeles, Chicago, Fort Lauderdale, Flagstaff e Washington DC.
"Questo studio - sottolineano gli autori - dimostra che gran parte della nostra carne e del nostro pollame è contaminata dallo stafilococco multi-resistente. Ora abbiamo bisogno di stabilire che cosa questo significhi in termini di rischio per il consumatore". Il Governo americano effettua indagini di routine sulla carne venduta al dettaglio, ricercando quattro tipi di batteri resistenti ai farmaci, ma lo S.aureus non è tra questi. La nuove ricerca suggerisce che è quindi necessario un programma di ispezione più completo.
Fonte: Adnkronos salute