Data: 03-09-2010

E'l'altruismo l'arma segreta dei batteri. Una virtù che consente a questi microrganismi di diventare più forti e resistenti ai farmaci. A svelare questa strategia di sopravvivenza adottata dai batteri è uno studio condotto dal team di James Collins della Boston University insieme ai colleghi della Harvard University (Usa), pubblicato su 'Nature'. Il lavoro ha messo in luce l'esistenza di un pugno di 'supermutanti', dall'atteggiamento altruista, capaci di rendere più forte l'intera popolazione di patogeni.
La ricerca ha rilevato che solo una percentuale sorprendentemente piccola di batteri diventa altamente resistente. In effetti, la maggior parte dei microrganismi studiati sono sopravvissuti ai medicinali senza essere diventati resistenti alla dose efficace di antibiotici liberata nel loro ambiente. Insomma, i singoli batteri non erano tutti 'corazzati,' come invece si è rivelata l'intera popolazione. Ma allora come hanno fatto a sopravvivere? "Eravamo sorpresi da questo iniziale risultato - ammette Collins – che ci ha costretto a ripensare alla nostra strategia per determinare il modo in cui l'antibioticoresistenza si sviluppa e si modifica nel tempo in una popolazione di patogeni".
Successivi esperimenti hanno rivelato agli scienziati che, oltre a essere resistenti, i rari supermutanti producono alti livelli di indolo, una molecola segnalatoria tipica dei batteri sani. L'indolo può favorire la sopravvivenza negli ambienti difficili. Quando i batteri sperimentano uno stress da antibiotico, le cellule bloccano la produzione di questa sostanza, cosa che contribuisce a un'ulteriore morte cellulare. Con la loro iperproduzione però, i supermutanti possono proteggere i batteri più vulnerabili, rendendoli più forti. Un atteggiamento che non è privo di costi per i supermutanti: questi, infatti, crescono più lentamente rispetto ai mutanti che non producono la preziosa sostanza 'salvatrice'. "Questo comportamento altruistico supporta la teoria che gli organismi monocellulari agiscano come comunità. Pensiamo che questo studia possa contribuire a una nuova comprensione delle dinamiche evolutive", dice Collins.
Una scoperta che conferma quanto osservato dai 'camici bianchi' di tutto il mondo: trattare infezioni batteriche farmacoresistenti è più complesso e rischioso di quanto non si pensasse. "Le comunità di batteri hanno un ampio arsenale di tecniche per contrastare l'assalto degli antibiotici. Comprendere queste strategie di sopravvivenza - conclude - ci permetterà di sviluppare nuove armi, più efficaci".