Data: 04-06-2009

"Le acque del Po presentano livelli molto elevati di interferenti endocrini che attraverso la catena alimentare, vengono assimilati dai pesci. Questa esposizione si ripercuote sull'apparato riproduttivo e provoca l'intersessualita': un'alterazione che mette a rischio la sopravvivenza della specie". Lo studio e' stato presentato da Luigi Vigano' dell'Istituto Ricerca sulle Acque del Cnr a "Sicura", Convention sulla Sicurezza Alimentare e Nutrizione che si tiene a Modena.
"L'alterazione riscontrata piu' frequentemente - chiarisce Vigano' - e' la femminilizzazione: ossia esemplari di sesso maschile il cui testicolo subisce una trasformazione ad ovario". Gli interferenti endocrini (IE), sostanze esogene di origine naturale e sintetica, comprendono oltre ai farmaci, fitoestrogeni ed estrogeni. Vengono utilizzati nella detergenza industriale e nel diserbo in agricoltura, oltre che nella produzione di vernici, plastiche e cosmetici. Gli interferenti sono inoltre presenti nei composti antiaderenti di molti contenitori alimentari, nei ritardanti di fiamma, nei tessuti sintetici e nelle plastiche di computer, televisori e autoveicoli.
Il problema non e' solo italiano, poiche' la presenza di IE si riscontra nelle acque del Po come in quelle del Mississippi; nei fiumi spagnoli come in quelli danesi, tedeschi e olandesi. Recenti studi sull'alterazione del sistema endocrino umano da parte degli IE, hanno dimostrato che l'esposizione e' correlata all'insorgere di determinate patologie. "Nel lungo periodo - spiega Alberto Mantovani, direttore del reparto di Tossicologia Alimentare e Veterinaria dell'Istituto Superiore di Sanita' - la contaminazione tramite la dieta e il bioaccumulo ha aumentato il rischio di disfunzioni organiche, ghiandolari e addirittura di interi sistemi, quali quello riproduttivo, nervoso ed immunitario". I principali effetti nocivi di tali sostanze negli esseri umani sono i disturbi neurocomportamentali nei bambini e l'aumento del rischio di infertilita' da adulti.
Fonte: AGI