Data: 01-10-2008

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Mangimi

La Ue reintroduce le farine di pesce

Dopo sette anni le farine di pesce "sono riammesse dalla legislazione comunitaria tra i mangimi animali. A consentire l'uso, nell'alimentazione dei giovani ruminanti, di proteine prodotte a partire dai pesci è il regolamento n. 956/2008, pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale europea (L. 260/8 del 30 settembre 2008)". A riferire sulla fine dell'embargo dettato dall'emergenza mucca pazza scattata in  Europa è il commissario straordinario per le emergenze zootecniche Ettore Ianì.

"Si tratta - spiega in una nota - di una deroga al divieto di somministrazione di proteine animali, introdotto in piena crisi mucca pazza dal regolamento n. 999/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio (Disposizioni per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili). La deroga riguarda esclusivamente le farine di pesce. Dunque, nell'alimentazione di bovini, ovini e caprini continua a essere proibito l'uso di farine di carne e di ossa, provenienti da mammiferi. 

La modifica, che entrerà in vigore tra 20 giorni - prosegue Ianì - è stata decisa dalla Commissione europea sulla base di un parere dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), parere secondo il quale il 'rischio per la salute, derivante alla somministrazione ai ruminanti di farine di pesce, è remoto'. Tale rischio è controbilanciato dalle prescrizioni rigorose relative alla produzione di farine di pesce e dai controlli effettuati su ogni partita importata nei territorio degli Stati membri. Lo stesso Regolamento 956 stabilisce indicazioni specifiche in merito alle condizioni di imballaggio, etichettatura e trasporto". Infine, per garantire che i mangimi in questione siano utilizzati solo per l'alimentazione di giovani ruminanti non svezzati, il loro uso "dovrà essere limitato alla produzione di sostituti del latte, distribuiti in forma secca e somministrati dopo diluizione in una determinata quantità di liquido, destinati all'alimentazione degli animali come completamento o in sostituzione del latte materno postcolostrale prima dello svezzamento".

Fonte: Adnkronos salute

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