Data: 11-12-2008

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Diossina

Il parere dell'EFSA e le linee guida dei capi veterinari UE

Nessun rischio per la salute dalla carne suina irlandese contaminata da diossina. A sottolinearlo in una nota è l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), con un parere in risposta alla Commissione europea che l'8 dicembre ha chiesto assistenza scientifica e tecnica dopo l'allarme che ha portato al sequestro di 90 partite di alimenti anche in Italia. In particolare, la Commissione richiedeva all'Efsa di studiare la possibilità di rischi per la salute dell'uomo.

L'autorità ha preso in considerazione due casi: se qualcuno avesse mangiato una quantità media di carne suina irlandese tutti i giorni negli ultimi 90 giorni, e il 10% fosse stato contaminato con la più alta concentrazione di diossina registrata (200 picogrammi per grammo di grasso), la quantità di tossina trattenuta dal suo corpo sarebbe aumentata circa del 10%, una percentuale non preoccupante per la salute. Se invece, in un caso estremo, qualcuno avesse mangiato grandi quantità di carni suine ogni giorno negli ultimi 90 giorni e il 100% degli alimenti assunti fosse stato contaminato con la più alta concentrazione di diossina possibile, il risultato sarebbe un superamento della soglia di sicurezza per quanto riguarda l'assunzione settimanale tollerabile. Ciò significherebbe una riduzione della sicurezza, ma non necessariamente effetti indesiderati per la salute.

Il parere espresso dagli scienziati europei, che ha permesso di allontanare gli ultimi timori sugli effetti per la salute del consumatore, ha aperto la strada al lavoro dei capi veterinari dell'Ue che hanno messo a punto, oggi a Bruxelles, le linee guida da seguire nei confronti della carni suine irlandesi sequestrate, ma anche dei prodotti in cui possono essere presenti, come pizze, salsicce e salse.

L'obiettivo: offrire un quadro armonizzato sulla protezione dei consumatori, sia all'interno dell'Ue che verso i paesi terzi. "E' un'opinione che ci rassicura", ha dichiarato subito Paola Testori Coggi, il Direttore generale aggiunto per la salute alla Commissione europea, spiegando che l'Efsa ha valutato l'esposizione al diossina rispetto ad una dieta normale e ha concluso che questa non ha effetti negativi sulla salute del consumatore".

Partendo da quel parere scientifico i capi veterinari dell'Ue hanno individuato quindi alcuni orientamenti che non impediscono però ad uno stato membro di prendere misure ancora più restrittive, sempre basandosi sul parere dell'Efsa. Oltre alla protezione dei consumatori infatti, Bruxelles e i partner europei puntano a salvaguardare le importanti esportazioni europee di carni ed insaccati sul mercato mondiale, di cui una buona percentuale riguarda il made in Italy.

I 27 hanno quindi concordato che la carne di suini irlandesi prodotti tra il primo settembre 2008 e il 6 dicembre 2008 dovrebbero essere ritirati dal mercato ed eliminati in modo sicuro. Non dovrebbero invece essere ritirati i prodotti alimentari compositi, come pizza, sandwich, salse di carne, e prodotti a base di carne che contengono carni e grassi di maiali irlandesi in misura non superiore al 20%.

Al contrario dovrebbero essere ripresi dal mercato e analizzati gli stessi prodotti in cui la presenza di carne e grassi di suini irlandesi superano però il 20%. Se dalle analisi gli alimenti risultano in linea con la normativa europea, possono ritornare sul mercato altrimenti dovrebbero essere eliminati insieme a quelli non sottoposti ad analisi. Per i bovini che sono stati alimentati in Irlanda e in Irlanda del Nord dai mangimi killer, si attendono i risultati dei test effettuati da Dublino e Londra, e i nuovi risultati verranno esaminati dagli esperti dei 27 venerdì a Bruxelles.

Fonte: Efsa/Ansa/Adnkronos salute

Il parere dell'Efsa

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